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La rete ferroviaria italiana punta dritta allo sviluppo

Cresce l’offerta ferroviaria delle piccole e grandi compagnie: più fermate e viaggi, rinforzi al sud. I piani di sviluppo futuri sostenuti dal Pnrr

Il 2022 offre un’interessante occasione di crescita per il trasporto ferroviario un po’ in tutta la Penisola. Tante le novità che contraddistinguono, già da ora, l’attività delle piccole e grandi compagnie, dall’arrivo di nuove fermate all’aumento dei collegamenti, e non solo nel periodo estivo.

Grazie alle nuove strategie aziendali i network offrono soluzioni a misura, consci del crescente interesse verso il trasporto ferroviario, e di un uso sempre più ampio dei mezzi su rotaia.

Uno sguardo alle offerte di Italo ci consente di confermare i 116 viaggi giornalieri con rinforzi al sud, e le potenzialità di una linea come la Torino-Salerno, che passa per Milano, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, un’autentica colonna vertebrale della rete, caratterizzata da 26 collegamenti quotidiani.

I piani delle compagnie ferroviarie italiane puntano tutti verso l’aumento delle corse quotidiane, anche per raggiungere le località di villeggiatura, e garantiscono tutto l’anno facili prenotazioni online al miglior prezzo, e una miriade di offerte, soprattutto per chi è registrato ai siti internet e dispone di un accesso dedicato.

Il trasporto ferroviario: i punti di crescita nella prima tranche del 2022

Il trasporto ferroviario vanta una netta crescita soprattutto in questo primo scorcio del 2022. Parlando di numeri le variazioni confermano un aumento di 6 punti per l’Alta Velocità e di 8 punti per gli Intercity.

L’analisi offerta da S&P Global Ratings, nel report European railways are on track to a fuller recovery, mette in luce una “continua e forte crescita” dei trasporti su rotaie nel Vecchio continente nell’anno in corso, soprattutto considerando che la stragrande maggioranza dei Paesi ha cancellato quasi totalmente le restrizioni sulla mobilità, le stesse che il lockdown aveva imposto per limitare il diffondersi della pandemia da Covid-19.

Lo sviluppo delle ferrovie, obiettivo strategico del Pnrr

Al di là dell’aumento estivo del servizio, l’intento delle compagnie ferroviarie è quello di poter espandere la proposta tutto l’anno.

Non dimentichiamo che lo sviluppo delle ferrovie è un punto fermo del Pnrr, Piano nazionale di ripresa e resilienza, che dedica un’intera missione, per precisione la numero 3, alle “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, considerando l’importanza degli “Investimenti nella rete ferroviaria”.

Il Pnrr destina fondi per 25 mld a specifici investimenti sulla rete ferroviaria. Fondi che si arricchiscono di altre risorse come ad esempio i 3,6 miliardi della tranche dedicata al “trasporto rapido di massa”.

Riservando queste risorse alla rete ferroviaria, lo Stato intende promuovere una forma di trasporto decisamente sostenibile, grazie a forme di mobilità meno inquinanti, che svolgono un ruolo di punta nel percorso di contrasto al cambiamento climatico globale.

Dalla lettura del documento dedicato allo sviluppo del sistema ferroviario, emerge che le proposte sono incentrate soprattutto sull’incremento dell’Alta Velocità, sul rafforzamento delle reti regionali e sulla riduzione del gap infrastrutturale fra il nord e il sud del nostro Paese.

In vent’anni la rete ferroviaria ha visto crescere il numero di binari di 774 km

Secondo i dati Ispra dal 1995 al 2019 la rete ferroviaria ha visto crescere di 774 chilometri il numero dei binari.  Il picco della crescita è stato raggiunto nei primi dieci anni del nuovo millennio, in concomitanza con la realizzazione delle linee ad Alta Velocità, che mettono in collegamento in tempi rapidi molte città italiane.

Resta ancora da risolvere la grande differenza in termini di sviluppo infrastrutturale fra sud e nord.  Anche in questo caso la lettura ci viene offerta dai dati Ispra, rielaborati da Openpolis, che forniscono  la fotografia della rete ferroviaria italiana, dalla quale si desume che l’Italia settentrionale dispone di complessivi 7.538 chilometri di binari, ben 1.824 in più rispetto al quelli del sud e delle isole (5.714) e 4.081 rispetto alle aree del centro (3.457 km).