Lo choc

Cantù, lo manda in ospedale per i pugni in volto: arrestato per tentato omicidio

Episodio sconcertante alla Mensa del Povero ad inizio mese. La Procura chiede il suo fermo, eseguito dalla Polizia locale. La ricostruzione

furgone polizia penitenziaria bassone

Un brutto episodio che risale a qualche settimana fa. Una violenta aggressione alla Mensa dei poveri di Cantù per un presunto furto di una bicicletta. Un ragazzo 20enne, canturino, che accusa un 48enne – anche lui di Cantù – di aver sottratto il mezzo di proprietà della madre. E lo manda in ospedale per una violenta aggressione fatta – con ogni probabilità – con una cinghia usata a mò di tirapugni. Il dettaglio nella nota della polizia locale di Cantù arrivata in redazione in queste ore. Il ragazzo è stato arrestato per tentato omicidio ed ora si trova in carcere al Bassone.

auto polizia locale cantù

 

Il giorno 10 giugno 2022, alle ore 20.00 circa, personale del comando di polizia locale interveniva a seguito di un violento pestaggio occorso nei pressi della “Mensa del povero” di Cantù dove gli agenti rinvenivano M.S., cittadino italiano di anni 48, dimorante a Cantù, immobilizzato sulla barella del soccorso sanitario. Sul posto, anche il fratello della vittima, con una lesione superficiale al capo ed in stato confusionale. M.S. veniva quindi trasportato e ricoverato in rianimazione, presso l’Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia, in gravi condizioni ed prognosi riservata. A seguito delle indagini, condotte dalla polizia locale, veniva identificato e deferito all’Autorità Giudiziaria il presunto autore del reato, un giovane di anni venti, di nazionalità italiana e residente a Cantù. Lo stesso veniva indagato per aver presumibilmente colpito ripetutamente la vittima al volto, con la fibbia metallica di una cintura avvolta attorno alla mano, a mo’ di tirapugni, facendola rovinare al suolo battendo la nuca, così causandogli trauma cranico ed emorragia cerebrale.

L’aggressore avrebbe agito accusando la vittima di aver rubato la bicicletta della madre. La cintura utilizzata veniva rinvenuta e sottoposta a sequestro e venivano, altresì, acquisite le immagini della videosorveglianza. Nei giorni scorsi, su richiesta della Procura della Repubblica, il comando di polizia locale eseguiva l’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emanata dal G.I.P. per il reato di tentato omicidio di M.S. L’indagato veniva quindi tempestivamente rintracciato, fotosegnalato e condotto presso la Casa Circondariale di Como.

 

 

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