La disgrazia

Anche due comaschi tra i feriti della valanga sulla Marmolada: in 19 ancora dispersi

Un 30enne ed una donna che ora abita in Veneto: si continua a cercare sotto il ghiaccio e la neve. Si teme che il bilancio possa essere ancora più pesante

Proseguono le ricerche dei dispersi sul ghiacciaio della Marmolada, dove ieri un enorme seracco si è staccato dalla cima uccidendo almeno 6 alpinisti e ferendone altrettanti, ma il numero è destinato ad aumentare. A Canazei sono arrivati alcuni parenti di vittime e dispersi. I corpi sono tutti al Palaghiaccio di Canazei, dove è stata allestita la camera ardente e dove in mattinata è iniziato il doloroso rito dei riconoscimenti.

Sarebbero una trentina le persone che ieri si trovavano sul ghiacciaio al momento del crollo e sono fino ad ora 19 le persone che sono state in qualche modo ‘reclamate’ come assenti in seguito al disastro e dunque sarebbero 19 i dispersi. Lo riferisce l’Agenzia Anza in mattinata. Tra i feriti risulta anche un 30enne comasco – che era assieme ad una ragazza della zona al momento dell’incidente ed anche una 50enne che risulta essere nata a Como, ma abita in Veneto. I morti potrebbero essere dunque più del doppio dei sei accertati. Sono in corso accertamenti e verifiche sulle targhe di vetture italiane e straniere ancora nei parcheggi attorno a passo Fedaia.

 

Dei 19 dispersi che risultano al momento si apprende che 11 sono italiani, di cui 3 trentini e 8 veneti. Otto sono stranieri: tre romeni, un francese, un austriaco e quattro della Repubblica ceca. Al momento sono 6 le vittime confermate: tre italiani, un cecoslovacco, più un uomo ed una donna non ancora identificati. Fra gli italiani identificati, uno è originario della provincia di Vicenza, l’altro della provincia di Treviso, entrambi guide alpine. Anche una terza persona identificata sarebbe veneta.

 

In mattinata il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è arrivato a Canazei per fare il punto della situazione insieme al capo del Dipartimenti della Protezione civile, Fabrizio Curcio, alle autorità locali e ai soccorritori. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha intanto telefonato al presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per esprimere cordoglio e vicinanza per la tragedia. “Preghiamo insieme per le vittime del crollo sul ghiacciaio della Marmolada, e per le loro famiglie. Le tragedie che stiamo vivendo con il cambiamento climatico ci devono spingere a cercare urgentemente nuove vie rispettose delle persone e della natura“, questo il tweet di Papa Francesco in queste ore.

 

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