Basket maschile a2

La San Bernardo superata anche in gara2 della finale: ora a Desio per rialzare la testa

I brianzoli lottano, ma i padroni di casa spingono forte trascinati da un grande pubblico. Coach Sodini:"Giù le mani dai ragazzi, ora abbiamo bisogno del nostro fattore campo"

L’Acqua San Bernardo Cantù non riesce a trovare il primo successo nella serie contro Scafati e i campani possono così andare sul 2 a 0 nella finale per la promozione in Serie A1. Giovedì 9 giugno il confronto si sposterà al PalaBancoDesio per cercare di invertire la rotta. Qui la cronaca di gara2 . Canturini in campo alla palla a due con la novità Bryant, schierato al posto di Bucarelli; Allen, Severini, Da Ros e Bayehe completano lo starting five biancoblù. Per i padroni di casa i soliti cinque: Monaldi, Clarke, Ikangi, Cucci e Daniel.

 

Ottima partenza dell’Acqua S.Bernardo, avanti 6 a 2 dopo i primi due minuti e mezzo di gioco: subito sugli scudi Bayehe, autore di un gran canestro e di una buona intensità dentro l’area. I locali, però, ci mettono meno di un minuto a ribaltare tutto con Daniel, anche lui subito determinante sotto il ferro; 9-0 di mini parziale gialloblù. Cournooh firma il +5 e la formazione scafatese può allungare. Sodini spende il suo primo time out ma alla ripresa del gioco i campani riescono ad allungare ulteriormente con Monaldi; quest’ultimo realizza la tripla che archivia il primo quarto sul 21 a 10 per i padroni di casa.

 

La seconda frazione non inizia nel migliore dei modi per Cantù, con il team salernitano avanti anche di dodici lunghezze. I secondi dieci minuti proseguono a punteggio basso e con tanta tensione da ambo le parti. Bryant prova a scuotere i suoi ma i liberi e le inusuali percentuali dal campo di Da Ros non agevolano il tentativo di rimonta dei biancoblù, che si ferma contro la maggiore precisione dell’attacco di casa. Il primo tempo termina 34 a 22.

 

Pronti, via: nel terzo periodo capitan Da Ros si sblocca subito ma il veterano pochi secondi dopo commette anche il suo terzo fallo personale. La Givova torna a macinare punti, assaporando anche il +15 e + 18, con l’ex Cournooh. 48 a 30 a due minuti e mezzo dall’ultimo quarto di gioco. La reazione brianzola tarda ad arrivare e i padroni di casa possono chiudere 53 a 36 al 30’. Piove sul bagnato in casa Acqua S.Bernardo: al 33’ arriva la tripla centrale di Mobio e la Givova può godersi un meritato vantaggio di venti punti. 59 a 39, time out Sodini. La sostanza cambia poco, Scafati sempre in controllo con un ampio vantaggio. Quinto fallo sia per Bucarelli sia per Bryant, il migliore tra i brianzoli. Nikolic tenta di diminuire lo scarto ma Rossato è scatenato e la Givova può esultare. Finisce 67 a 53.

 

Givova Scafati-Acqua S.Bernardo Cantù 67-53

(parziali 21-10, 13-12; 19-14, 14-17)

Scafati: Clarke 4, Cournooh 6, Cucci 9, Rossato 7, Daniel 10, Ikangi 3, Monaldi 15, De Laurentiis 4, Grimaldi n.e., Perrino n.e., Mobio 8, Parravicini 1. All. Rossi

Cantù: Vitali, Cusin 4, Nikolic 15, Moscatelli n.e., Da Ros 2, Allen 6, Bryant 16, Bucarelli, Bayehe 4, Tarallo n.e., Severini 6, Stefanelli. All. Sodini

 

COMMENTO COACH SODINI A FINE GARA

Giù le mani dai miei ragazzi, questa è la cosa che mi preme dire subito. Quello che non sono riusciti a fare in queste due gare non è dovuto a mancanza di impegno, mancanza di professionalità o mancanza di preparazione delle partite; li alleno da un anno e posso garantire su questo. Altrimenti non saremmo qui a disputare una finale contro una squadra eccezionale come Scafati, che sta giocando con grandissima energia. Un’energia troppo grande e che noi non siamo stati capaci di replicare. Specialmente nel primo tempo, ma anche nel secondo, non siamo stati in grado di essere performanti ai limiti della normalità di una squadra professionistica di Serie A. Basta guardare le percentuali, che sono comunque migliorate nel secondo tempo rispetto al 16% da tre punti, al 16% ai liberi e al 30% da due, sbagliando davvero moltissimi tiri vicini al ferro.

Tutto questo non ha potuto ridurre ulteriormente uno scarto che, in quel momento, era comunque di dodici punti di differenza e probabilmente, se invece fosse successo, avremmo potuto anche vedere una partita diversa. Tuttavia, nell’arco dei 40 minuti, Scafati ha prodotto un’energia certamente superiore alla nostra ed è stata nettamente superiore non per incapacità nostra, bensì per bravura da parte loro. Adesso siamo senz’altro con le spalle al muro e non possiamo dire qualcosa di diverso da questo, ma non siamo ancora morti. Scafati deve vincere un’altra partita e noi, in qualsiasi modo possibile, cercheremo di allungare la serie, provando a meritarci di tornare qui per Gara 5. La speranza è che a Desio venga tanta gente e che ci possa essere la stessa spinta del pubblico di cui ha potuto godere Scafati. Capisco il dispiacere dei tifosi ma ora c’è bisogno del nostro fattore campo”.

 

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Il commento
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