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MI AMI Festival 2022 tre giorni di “musica bella e baci” - CiaoComo
Intervista

MI AMI Festival 2022 tre giorni di “musica bella e baci”

mi ami 2022

Si apre venerdì 27 maggio la sedicesima edizione del MI AMI Festival, che quest’anno vedrà oltre novanta artisti esibirsi nell’arco di tre giorni – come da consolidata formula – sui quattro palchi del Circolo Magnolia all’Idroscalo di Milano: il Palco Rilegno si aggiunge, infatti, agli “storici” (Dr. Martens, Collinetta Galaxy Buds2 e Pegaso).

Novità e grandi ritorni, tra i nomi in programma: attesissimi Alan Sorrenti – che torna sotto i riflettori dopo vent’anni di assenza dalle scene con del materiale inedito prodotto da Ceri, musicista e producer tra i più iconici della scena italiana – e Meg, a sette anni di distanza dal suo ultimo disco. Oltre ai loro nomi, quelli di Iosonouncane, La Rappresentante Di Lista, Giorgio Poi, Venerus, Mobrici, Tutti Fenomeni, Pop X, Nu Genea, Ketama126, Bnkr44, La Sad, Naska e Simone Panetti, Gemello, Tredici Pietro – solo per farne alcuni.  Si festeggia poi un compleanno importante: Lo Stato Sociale ha scelto infatti il MI AMI per festeggiare il decennale di Turisti della Democrazia sullo stesso palco dove quel disco trovò la sua prima consacrazione. Non mancherà, come sempre, l’area ristoro tutta dedicata al cibo con i food truck e una speciale area sostenibile e vegetale rinominata HEURA GARDEN a cura del food partner Heura. Biglietti e abbonamenti ancora in vendita su Dice al prezzo di 34€ + dp o nella formula abbonamenti per la tre giorni a 80€ +dp.

Organizzato da Rockit.it, sito di riferimento per la musica italiana, e dall’agenzia creativa Better Days, il festival torna in presenza con un’edizione dal claim “Umano irrazionale, magico animale”: “Come festival rivendichiamo il nostro diritto di aggregarci e di stimolare speranza, umanità e amore. Con l’intento netto e categorico di squintarci rispetto al pensiero binario di ogni genere che sembra contraddistinguere ogni discussione pubblica e digitale: con MI AMI vogliamo che la musica ispiri il desiderio e la voglia dell’Altro, e che l’ascolto sia il punto di partenza della costruzione del futuro”, dichiara Carlo Pastore, direttore del festival assieme a Stefano Bottura. Proprio quest’ultimo è il protagonista di questa intervista.

 

di Dalila Lattanzi

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