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L'annuncio

La Federghiaccio boccia il palazzetto di Casate. Annoni:”Ci abbiamo provato in ogni modo…”

Il retroscena dopo la richiesta di finanziamento da tre milioni di euro. "Oggi il cielo è grigio, ma rialzarsi e riprovare. Mai arrendersi......"

Un annuncio che arriva – ormai ci siamo abituati – dai social. E con un post che definire lungo è un eufemismo. Ma quando ci sono le cose da spiegare bene, è lecito e assolutamente consentito. Paolo Annoni, assessore allo sport di Como, ammette la sconfitta e la scivolata sul ghiaccio di Casate, struttura per la quale il Comune aveva chiesto nelle ultime ore un contributo per una definitiva riqualificazione: tre milioni di euro – con aggiunta dalle casse cittadine in seguito –  per il via libera all’operazione di finanziamento. Ma sarebbe stato necessario l’appoggio della Federghiaccio, che però non è arrivato. Anzi, ieri sera – leggetevi il post di Annoni qui sotto se volete avere la cronologia degli eventi – la Federazione ha risposto di aver puntato su un altro progetto. E così Como resta senza soldi per Casate anche se l’impegno è stato importante da parte di tutta la giunta.

 

Qui il post dell’assessore Annoni 

assessore annoni lavori area cani di viale varese como zona area operai
Abbiamo chiesto tre milioni ma non ne abbiamo potuti chiedere 4, i 4 a cui io il Pier e 700 famiglie di Como tenevano di più. L’importante è partecipare un paio di scatole. Se le regole per partecipare sono queste, cari miei legiferatori del Pnrr. Cluster 3, fino a 4 milioni di euro per riqualificare un unico impianto sportivo di interesse federale di proprietà comunale. Quando abbiamo letto il bando abbiamo sorriso a 32 denti. Lì c’era scritto “Palaghiaccio di Casate”. Avevamo già interessato e inviato documenti ufficiali ad Antonio Rossi con il progetto per un accordo di programma con la Regione per i lavori, ma lì c’erano 4 milioni pronti. Allora parti, studia, telefona. I soldi pubblici non te li regala nessuno però, attenzione, anche se devono andare a sistemare un problema di cinquant’anni. Così chi ha ideato il Pnrr ha scritto anche nelle Faq (Frequent asked question, risposte alle domande frequenti) una clausola legata alla Federazione di riferimento dello sport interessato: Verso quanti interventi ciascuna Federazione potrà manifestare il proprio interesse? Come specificato all’art. 4 comma 4 dell’Avviso relativo al Cluster 3 e ferme restando le indicazioni riportate alla FAQ n. 2, ciascuna Federazione sportiva potrà manifestare il proprio interesse nei confronti di un unico intervento a livello nazionale.
La Federghiaccio avrebbe dovuto puntare su Como, a livello nazionale. Ci muoviamo con tutti i padreterno possibili, la Lombardia è con noi, spingerà Como. Consiglio Federale mercoledì sera. Due altre regioni puntano i piedi, a Vipiteno è crollato il tetto del palasport, in Veneto Zaia vuole un maxicentro federale…Zaia è una potenza.
Ma noi siamo lì a giocarcela almeno alla pari a incrociare le mazze. Noi siamo Como, un po’ di storia sul ghiaccio l’abbiamo scritta, l’hockey arrivato in serie A, la Cappellini, Dio Santo, siamo Como. L’attesa è lunga. I telefoni restano muti. Nelle ultime 48 ore proviamo pure tre strade alternative con altre federazioni, ma la storia della scadenza oggi a mezzogiorno e dell’unico impianto a livello nazionale sono due ostacoli mica da ridere. Inutile dirvi che ieri la mail della Federghiaccio è arrivata. E’ arrivata ieri sera poco prima delle 21, sono in consiglio comunale, devo rispondere ancora sui filari dei tigli, sui ciuffi d’erba della rotonda in piazza San Rocco, ma la testa è lì su quella Pec. Il Gerva deve partire con il Piano del Traffico, ci guardiamo dal bancone della giunta, c’è scritto che la Federghiaccio “ha puntato su un altro impianto”. Abbiamo perso. Siamo scivolati ancora sul ghiaccio di Casate, dopo che ieri avevamo pure provato a tenere aperto due settimane in più quest’anno, ma siamo stati sommersi dai costi alle stelle delle utenze. Oggi il cielo è grigio per lo sport a Como e per l’assessore allo Sport non è un buon giorno. Rialzarsi e riprovarci, chi deve imparare a pattinare sul ghiaccio sa che si deve fare così, una due, tre tante volte. Anche quando fanno male le chiappe (scusatemi per l’ultima immagine, ma è così).
A presto. Pol

 

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