Cuore comasco

Atleti ucraini in fuga, Como apre le porte di palestre e centri sportivi: prime adesioni

Sono già cinque le società comasche che hanno dato la disponibilità per accogliere chi sta scappando e permettere loro di fare attività sportiva. Il dettaglio

Lo sport di Como ha risposto prontamente all’appello lanciato dal sindaco Mario Landriscina e dagli assessori Elena Negretti e Angela Corengia riguardo la solidarietà verso gli atleti ucraini in fuga: solo oggi, infatti, sul tavolo dell’assessorato allo Sport del Comune di Como sono arrivate già cinque disponibilità da parte di società sportive, impegnate in diverse discipline, per accogliere i profughi e permettere loro di fare attività sportiva. La prima ad aprire a questa possibilità è stata l’Albatese, con il suo patron Luigino Nessi, che ha accolto un giovane calciatore ospite a Capiago Intimiano.

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Un gesto di solidarietà contagioso, che nel giro di poche ore si è propagato tra tante altre realtà con sede a Como. Tra i primi a muoversi, il Rugby Como con il suo presidente Michele Cerbo, sempre attento al sociale, l’Asd Ginnica 96 per la ginnastica, l’Ag Comense per l’atletica leggera e sempre per la ginnastica. «I bambini che scappano dalla guerra sono sempre bambini che si accolgono», ha commentato Patrizia Bollinetti, presidente della Comense. E ancora, sempre nell’ambito dell’atletica, gli ucraini potranno praticare corsa su strada con l’Aries Como della presidente Maria Pinto e canottaggio alla Canottieri Lario: il presidente Leonardo Bernasconi ha annunciato la disponibilità della società proprio questa mattina durante la presentazione del libro celebrativo dei 130 anni della società.

 

«Sono fiero di queste società sportive – ha commentato l’assessore allo Sport del Comune di Como Paolo Annonima l’elenco di chi si sta muovendo e di chi si muoverà sarebbe lunghissimo. Devo dire che il primo ad avere l’idea è stato Maurizio Casarola, per la disciplina della lotta, ricordando come i centri sportivi dell’Ucraina siano stati immediatamente chiusi a causa della guerra e che a Leopoli, vicino alla città natale dei suoceri, anche sua figlia Angela, campionessa di grande futuro si era allenata più volte. Oggi il delegato provinciale del Coni Niki D’Angelo mi ha assicurato pieno appoggio e la disponibilità a fare da regia con le federazioni se qualche società volesse anche tesserare gli atleti. Non essendo infatti l’Ucraina nell’Unione Europea, il tesseramento presenta una procedura molto complicato. Per altre società sarà invece sufficiente esibire un certificato medico».

Famiglie, enti e associazioni che ospitano profughi dell’Ucraina e fossero interessati possono inviare un’email all’indirizzo assessoratosport@comune.como.it, che li metterà in contatto con le società sportive.

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