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Taccuino letterario del 4 marzo 2022

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Parolario&Co. è una rubrica settimanale di consigli di lettura realizzata in collaborazione tra Associazione Culturale Parolario, giornale La Provincia di Como e Ciaocomo radio con il patrocinio del Consiglio di Regione Lombardia. Si ringrazia Confindustria Como, Fondazione Volta e BCC Cantù

Iniziamo l’appuntamento di oggi della rubrica Parolario & Co con un anniversario importante: cento anni fa domani, il 5 marzo 1922, a Bologna, nasceva una delle figure più controverse, geniali e significative del Novecento: Pier Paolo Pasolini.

Poeta, sceneggiatore, attore, regista, scrittore e drammaturgo, così culturalmente versatile da lasciare anche il segno come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista, definito senza alcun dubbio come uno degli intellettuali più importanti del secondo dopoguerra oltre che il massimo interprete della nuova Italia repubblicana, verso la quale fu molto critico, Pasolini si scagliò contro la borghesia e a favore della classe operaia, dei poveri e degli oppressi. Dal punto di vista politico era di orientamento marxista, ma il suo pensiero fu sempre indipendente. Criticò i movimenti studenteschi del ‘68 definendo i rivoltosi “figli di borghesi che giocavano a fare la rivoluzione con i soldi di papà” aderì al Partito Comunista ma ne fu espulso a causa della sua omosessualità, interpretando meglio dello stesso partito i principi di uguaglianza e fratellanza. Per lui la cultura doveva intervenire nella realtà affermando dei valori. Per questo nella vita fu sempre contro ogni pregiudizio e prepotenza, costantemente controcorrente e anche per questo, probabilmente, fu assassinato sul litorale romano nel 1975. La stessa carica sovversiva e attenzione ai deboli che caratterizzò la sua vita, fu centrale anche nella sua attività di scrittore e regista. Le sue origini artistiche hanno radici nel Neorealismo, da cui riprese l’attenzione verso le classi popolari. Pier Paolo Pasolini fu un innovatore, si oppose a ogni ipocrisia e convenzione, rappresentò quello che riteneva giusto rappresentare senza filtri moralisti e senza sacrificare nulla al falso perbenismo.

Per conoscere ancora meglio questo personaggio così fondamentale del panorama storico e culturale italiano, vale la pena leggere “PPP. Le piccole patrie di Pasolini”, edito da La Nave di Teseo in cui l’autore, Alessandro Gnocchi, racconta il grande letterato in un modo nuovo, conducendoci in un viaggio tra le sue, appunto, “Piccole Patrie” e facendo luce su un passaggio poco noto della sua vita, l’adolescenza a Cremona, tra il 1932 e il 1935. Da qui il viaggio prosegue, con lo stile avvincente di un reportage, nelle altre “Piccole Patrie” di Pasolini, Bologna e Casarsa e termina nelle province della Bassa, tra Pavia, Lodi e Milano, alla ricerca delle tracce lasciate in quei luoghi da PPP. Un’indagine approfondita sulla vita di Pasolini, ricca di riferimenti alla storia e alla storia della cultura, un libro che porta il lettore non solo a scoprire le radici dell’intellettuale ma anche le città che quelle radici hanno alimentato. L’incontro con i grandi maestri, Roberto Longhi e Gianfranco Contini, la scoperta del friulano, la stagione della politica e dell’autonomismo: l’attenzione filologica verso le prime opere poetiche va di pari passo con la ricostruzione della biografia di un Pasolini poco noto, ma non meno importante dello scrittore civile degli anni sessanta e settanta.

Per restare in tema di personaggi illustri che hanno fatto la storia, in “Due signori in riva al mare. Lo strano incontro tra Chaplin e Churchill”, edito da Archinto, l’autore Michael Kohlmeier ricostruisce la storia vera e documentata degli incontri segreti tra il divo del cinema e lo statista britannico, inserendola in una cornice fittizia: quasi un paradosso, se si considerano le due personalità agli antipodi nell’aspetto fisico, l’estrazione sociale, e soprattutto nelle vedute politiche. Nel libro, si alternano le diverse voci e ondeggiano i piani temporali, riproducendo l’eco e il riflusso solenne dell’oceano, testimone del loro primo incontro, eterno custode delle confidenze carpite. “Due signori in riva al mare” è un romanzo avvincente e sensibile, scritto con divertita eleganza e finezza di spirito, è la storia di un sodalizio durato quasi quarant’anni, dal 1927 fino alla morte di Churchill nel 1965. Ma è anche un affresco dei decenni cruciali nella storia del Novecento, di un passato non troppo lontano che ancora ci coinvolge.

Di ricorrenza in ricorrenza, vale la pena ricorda che ieri, 3 marzo, l’ONU ha celebrato il World Wildlife Day, la Giornata mondiale della fauna selvatica, che quest’anno ha avuto come focus “Foreste e mezzi di sussistenza: sostegno delle persone e del pianeta”. Per andare un po’ più a fondo della questione, dopo “Filosofia della montagna”, il professore ordinario in filosofia teoretica all’Università di Salerno, alpinista e garante scientifico di Mountain Wilderness International Francesco Tomatis ha deciso di proseguire la riflessione sulla dimensione fisica e metafisica, naturale e culturale, economica e spirituale dell’ambiente montano con il saggio “La via della montagna”, edito da Bompiani. Nel libro, il lettore è condotto passo a passo, come da una guida alpina, attraverso le idee e le esperienze di pensatori, scrittori e artisti che condividono una visione originale: la montagna quale fonte di vita e conoscenza piuttosto che oggetto di sfruttamento e scenario ludico. Senza pretesa di esaustività, l’autore si concentra su un nucleo di questioni: il valore esperienziale del cammino aperto in verticale, l’abitare alpigiano capace di elaborare una raffinata cultura del limite, a contatto con la natura e il suo mistero, la riscoperta della civiltà occitana e dei valori di fraternità e grazia, verità e libertà, non-violenza e laboriosità, coraggio e umiltà, il candore alpino inteso come dimensione alla quale elevarsi, ritornando a valle trasformati. Il percorso argomentativo evoca e ispira un’ascesa, fatta di altrettante tappe di una ricerca personale ma anche comunitaria: non è un caso che l’ambiente montano abbia favorito l’emergere di comunità libere, precorritrici di originali forme di convivenza. Diventa prezioso, oggi più che mai, confrontarsi con “filosofie della montagna” elaborate da alpinisti e pensatori, riflettere su modelli di vita alternativi e rivoluzionari improntati alla cura della natura nella sua ciclica rigenerabilità. Ma anche a una rispettosa costruzione del paesaggio, alla ricerca di benessere e condivisione attraverso l’attingimento della dimensione spirituale essenziale a ogni vita. Un viaggio affascinante che insegna non solo a contemplare la montagna ma ad ascoltarla e viverla.

Gli amanti della narrativa gialla non possono perdersi il romanzo “Gli altri americani” di Laila Lalami, edito da Ponte Alle Grazie, un affresco sull’America di oggi che fa riflettere su temi di stretta attualità, come l’identità, le questioni razziali e l’immigrazione mentre, per i bambini e le bambine dai 6 anni in su, consigliamo la lettura di “La mappa del tempo”, scritto da Peter Goes ed edito da Panini, un viaggio alla scoperta dell’evoluzione della civiltà in 36 mappe illustrate. Il libro risponde a tante domande con testi curiosi ed esaurienti sulle invenzioni e scoperte scientifiche che hanno cambiato per sempre la nostra vita. Quale metallo è stato lavorato per primo? Quando fu usato il primo orologio della storia? Dove è stata inventata la carta? In che anno è stato caricato il primo video di YouTube? A che cosa serve l’acceleratore di particelle? Ricca di fatti interessanti e sorprendenti, questa cronologia visuale accompagna i piccoli e grandi lettori nei meandri della storia, in un viaggio mozzafiato attraverso il tempo e lo spazio per conoscere donne e uomini che con le loro idee hanno definito il nostro mondo.

Prima di chiudere i nostri consigli di oggi, voglio ricordarvi che domani mattina, alle 11, a Lugano, torna la quarta edizione de le Colazioni Letterarie al LAC, che avrà come ospiti tre donne, tre personalità di spicco, molto diverse tra loro per età, professione, esperienze, tre donne che parleranno di sé, della propria produzione letteraria o scientifica più recente, degli obiettivi che le donne hanno raggiunto e di quelli ancora da raggiungere. L’ospite dell’evento di domattina, organizzato in collaborazione con l Associazione Archivi Riuniti Delle Donne Ticino, sarà la filosofa, scrittrice e fondatrice di TLON – scuola di filosofia, casa editrice e libreria teatro Maura Gancitano, che presenterà il suo libro, edito da Harper Collins Italia e scritto a quattro mani con Andrea Colamedici, dal titolo “Liberati della brava bambina. Otto storie per rifiorire”.Attraverso otto storie che spaziano dal mito alla contemporaneità, in questo testo gli autori raccontano l’altra faccia della luna: e cioè come fin dagli albori dell’umanità, in saghe, leggende ed epopee letterarie, i modelli di donne forti sono sempre stati ridotti al silenzio. Ma dal nuovo racconto delle storie di Era, Medea, Daenerys, Morgana, Malefica, Difred, Elena, Dina, se ci si pongono le domande giuste, possono risultare modi diversi di vivere se stesse e la propria femminilità, di leggere i meccanismi che circondano e intrappolano. Con la guida della filosofia, che ci aiuta a domandarci il significato delle cose e ci indica un comportamento nel mondo, questi ritratti femminili insegnano come trasformare le gabbie in chiavi e volgere le difficoltà in opportunità.

A cura di Alessia Roversi

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