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Dal settecento al contemporaneo

Orchestral works: una successione di brani per strumento solista e orchestra

teatro sociale

Domani, sabato 26 febbraio alle ore 20.30, il Maestro Lorenzo Passerini sarà impegnato al Teatro Sociale di Como nella direzione di Orchestral Works, un’incredibile successione di brani per strumento solista e orchestra, tra capolavori barocchi di Georg Philipp Telemann e brani in prima esecuzione assoluta del compositore comasco Umberto Pedraglio.

Protagonisti di questo concerto saranno il violinista Marco Rizzi, solista pluripremiato, vincitore dei più importanti concorsi del mondo, come il Čaikovskij di Mosca, il Queen Elisabeth di Bruxelles e il Violin Competition of Indianapolis, il violoncellista Leo Morello, giovane musicista d’eccellenza, dotato di straordinaria profondità e fondatore del Mozarteum il New Art and Music Ensemble Salzburg con il quale si esibisce regolarmente in Europa, e il trombettista Floris Onstwedder, stella nascente che sta velocemente conquistando le sale da concerto di tutta Europa, oltre a Umberto Pedraglio, compositore e violoncellista.

I solisti saranno accompagnati dall’Orchestra Antonio Vivaldi, che si contraddistingue nel panorama internazionale per la ricerca e la programmazione di pagine di musica contemporanea, di cui è sovente committente.

Il concerto si snoda in due parti. La prima rende il merito al Teatro Sociale di Como di ospitare, in collaborazione con la terza edizione di Como Contemporary Festival – Festival Internazionale di Musica Contemporanea e altre Arti, alcune prime esecuzioni assolute del compositore e violoncellista Umberto Pedraglio.

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Archi di farfalla per tromba, archi e percussioni si presenta come un concerto classico, in tre movimenti (quasi allegro-largo-allegro molto), ed è costituito da un movimento dal carattere introduttivo, con una scrittura idiomatica dello strumento solista, seguito da una suggestiva metamorfosi sonoriale, rappresentata attraverso l’uso di flessi nell’andamento degli archi, e da un movimento finale, sviluppato sopra scale elicoidali da cui lo strumento solista prende spunto per esibire tutto il proprio virtuosismo, mentre ironicamente l’orchestra ‘sta a guardare’. Scritto per il trombettista Giuliano Sommerhalder nel 2008, Archi di farfalla è un brano giovanile, teatrale e ironico. Esso simboleggia il processo di trasformazione che subisce questo insetto lungo il suo ciclo vitale: dallo stadio embrionale e di larva, attraverso quello di crisalide, esso diviene infine una farfalla, capace di volare da un fiore all’altro grazie alle sue ali colorate (per questo essa viene infatti chiamata ‘fiore volante’).

Ritratto per violino e orchestra è un brano scritto nel 2009, inizialmente pensato come piccolo brano per solista da contrapporre a un programma barocco e classico. Ritratto è un bozzetto musicale, simile ad uno schizzo in pittura, in cui il violino solista tenta di attirare attorno a sé tutto ciò che lo circonda; ma ha bisogno di un universo dove porsi al centro, l’orchestra, che per questo ricerca e insegue da sempre. Nelle sue preghiere solitarie lo strumento solista esplora quindi tutto il proprio registro, destreggiandosi tra passaggi virtuosistici, tematici ed espressivi. Il brano è caratterizzato da una scrittura semplice e contratta, con armonie clusterizzate e suoni armonici, che portano solista e orchestra a sovrapporsi in un gioco di ripetizioni e risonanze.

Katharsis per violoncello e orchestra (2013), è un brano rivelativo, senza punti di riferimento, ma ricco di timbri e colori, in cui l’orchestra funge da risuonatore dello strumento solista. Esso raffigura una sorta di viaggio nell’inconscio che l’autore compie in prima persona attraverso il proprio strumento: il violoncello (in questo brano l’autore si esibisce infatti nella duplice veste di compositore ed esecutore). La scrittura, più complessa rispetto a quella dei precedenti lavori, si avvale di tecniche strumentali avanzate ed esplora la microtonalità. Il brano è sviluppato in due sezioni senza soluzione di continuità: nella prima parte lo strumento solista è una sorta di ‘dorsale’ dell’impianto armonico, che stabilisce in maniera ripetitiva le fondamentali, portando l’orchestra ad equalizzarsi sulle frequenze dello spettro. La seconda parte, invece, più fluida e lirica, esplora un universo intimo e ricco di suggestivi colori.

Disegni di luce per violoncello concertante e archi, commissionato da Enrico Bronzi nel 2017, è un brano che ha avuto la sua prima esecuzione a Milano presso la Palazzina Liberty. Prende spunto dalla fotografia, dalle tecniche compositive fotografiche e i suoi processi di produzione, ed è una partitura che esplora musicalmente timbri e registri di violoncello ed archi, soffermandosi in modo particolare sul concetto di vibrato. Rispetto alle precedenti partiture la scrittura si arricchisce qui di suoni non convenzionali e di rumori. Il suono diviene evanescente, arriva a farsi pulviscolo, ma permane comunque una forte impronta espressiva. Nel brano si alternano frammenti tematici – una sorta di melodia che non può essere cantata – e silenzi assordanti, costruiti su linee esili e sottili, che si contrappongono a gesti rumoristici d’effetto.

Orkhestra per orchestra sinfonica (2022) nasce da una commissione dell’Orchestra Antonio Vivaldi – Amici della Musica di Sondalo. La composizione è in forma di danza: una danza sospesa, meccanica e instabile, che volge poeticamente lo sguardo al passato. Laddove anticamente danzavano i cori nel teatro greco, i singoli orchestrali sono qui infatti nuovamente richiamati a danzare, in una sorta di sinfonica estasi. In segno di tributo, con questa partitura l’autore vuole omaggiare due grandi compositori del 1900, che con la loro musica hanno illuminato e ancora illuminano la strada di tutti: Bruno Maderna e Witold Lutoslawski. Scritta e dedicata a Lorenzo Passerini, direttore musicale e fondatore dell’Orchestra Antonio Vivaldi, la partitura affonda dunque le radici nel passato, ma è in realtà un viaggio nell’odierno che, secondo le parole dell’autore, “ricerca la bellezza nel descrivere ciò che il mondo riflette dentro di me”.

La seconda parte è dedicata ai capolavori barocchi di Georg Philipp Telemann, compositore, musicista e strumentista autodidatta tedesco del Settecento, contemporaneo nonché amico di Bach e Händel.
Verranno eseguiti rari lavori come il Concerto per tre trombe, timpani e orchestra d’archi, TWV

54:D3: composto nel 1716, appartiene alla categoria del concerto di gruppo barocco (Gruppenkonzert), derivato dalla sinfonia secentesca, e presenta una struttura polifonico-imitativa all’interno della quale gli strumenti solisti di fatto non prevalgono su quelli dell’orchestra.
Il Concerto in re maggiore per violino, violoncello, tromba e archi, TWV 53:D5, di rara esecuzione ed ascolto, vuole ricreare una simmetria con quel milieu settecentesco che affrontava con grande curiosità l’allora musica contemporanea.

Generico febbraio 2022

Teatro Sociale di Como
sabato, 26 febbraio – ore 20.30
ORCHESTRAL WORKS

Biglietti a 20€ + prev. in vendita alla biglietteria del Teatro oppure online su www.teatrosocialecomo.it

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