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La "Giornata della Memoria" a Teatro: 5 spettacoli raccontano l'assurdità dell'Olocausto - CiaoComo
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La “Giornata della Memoria” a Teatro: 5 spettacoli raccontano l’assurdità dell’Olocausto

Domani, 27 gennaio 2022, si celebra di nuovo la Giornata della memoria, un importante ricorrenza per ricordare le vittime del nazifascismo affinchè gli errori commessi servano da monito per non ripeterli. Convegni, lezioni, articoli di giornale e film torneranno a quel dramma del secolo scorso, molte sono le rappresentazioni teatrali che costituiscono una insostituibile forma di testimonianza capace di restituircene tutta l’assurdità. Più di altre forme di comunicazione, il Teatro rappresenta un luogo virtuale di memoria capace di custodire forme di un patrimonio intangibile, culturale e morale. Non a caso con il Teatro i deportati potevano recuperare il ricordo della libertà perduta nel tempo sospeso dei campi di concentramento, offuscati dall’orrore della realtà che si era costretti a vivere, il Teatro, era uno dei modi per non perdere il ricordo della vita passata, dell’ordinario quotidiano.

Ecco quando e dove la “Giornata della memoria” è messa in scena. E iniziamo da chi ha scelto Giorgio Perlasca, di cui ricorre il 30esimo della morte, riconosciuto come Giusto tra le nazioni. Perlasca nacque  a Como nel 1910 e la nostra città lo ricorda con un cippo posto sul lungolago, la sua storia divenne nota solo alla fine degli anni ’80 del secolo scorso grazie al libro La banalità del bene di Enrico Deaglio, da cui è stato tratto il film per la TV Giorgio Perlasca – Un eroe italiano. E’ stato davvero un eroe, spacciandosi per diplomatico a suo rischio e pericolo, evitò la deportazione di 5218 ebrei nei campi nazisti.

A Cermenate venerdì 28 gennaio, alle ore 21, presso l’Auditorium comunale Zucchi in via G.B. Grassi 27, andrà in scena Giorgio Perlasca Il magnifico impostore di e con Alessandra Domeneghini, regia di Sergio Mascherpa.

Lo spettacolo, a cura di Teatro Laboratorio Brescia in collaborazione con Fondazione Giorgio Perlasca,  racconta la straordinaria vicenda di un uomo che, pressoché da solo, nell’inverno del 1944-1945 a Budapest riuscì a salvare dallo sterminio nazista migliaia di ungheresi di religione ebraica inventandosi un ruolo, quello di Console spagnolo, lui che non era né diplomatico né spagnolo. A chi gli chiedeva perché lo aveva fatto, rispondeva semplicemente: . . . ma lei, avendo la possibilità di fare qualcosa, cosa avrebbe fatto vedendo uomini, donne e bambini massacrati senza un motivo se non l’odio e la violenza?

La storia di Giorgio Perlasca dimostra come per ogni individuo è sempre possibile fare delle scelte alternative anche nelle situazioni peggiori, in cui l’assassinio è legge di stato e il genocidio parte di un progetto politico. Al termine dello spettacolo interverrà Massimo Moscardi, giornalista e ricercatore, ha realizzato  nel 2011 il reportage “Giorgio Perlasca a Budapest” in collaborazione con il Ministero degli Esteri Italiano e quello Ungherese.

Per partecipare all’evento è necessario prenotarsi all’Ufficio URP e Cultura tel. 0317776141 – info@comune.cermenate.co.it. Accesso consentito solo a chi è munito di super green pass e con mascherina FFP2, secondo la normativa anti-Covid vigente.

Perlasca. Il coraggio di dire no, scritto e interpretato da Alessandro Albertin e diretto da Michela Ottolini, è lo spettacolo in programma al Teatro Giuditta Pasta di Saronno venerdì 28 gennaio alle ore 21.

Si avvia verso la 300esima replica lo spettacolo che ha conquistato il pubblico al di là di ogni previsione. La storia dello “Schindler italiano”, così come Albertin la porta sul palcoscenico, possiede tutto ciò che dal Teatro si può desiderare. L’impegno della testimonianza storica, una dimensione artistica di pregio, un protagonista in stato di grazia, che interpreta e connota efficacemente tutti i personaggi della storia e li colloca in un racconto nitido, scorrevole, commovente.

giornata della memoria teatro

Siamo a Budapest nel 1944. Le SS cercano Perlasca, commerciante di carni che ha rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò: per loro è un traditore. Ma Perlasca, che in passato ha guadagnato la stima di Francisco Franco, possiede una lettera che lo invita, in caso di bisogno, a presentarsi presso una qualunque ambasciata spagnola. L’uomo si fa chiamare Jorge Perlasca e coglie l’opportunità per evitare la deportazione a quante più persone possibile. Oggi la documentazione di queste gesta è patrimonio della Fondazione Perlasca, che ha sostenuto il progetto di Albertin.

Teatro Giuditta Pasta via I° Maggio Saronno. Biglietti da 20 a 30 euro

 

Guarda le stelle – Memoria giovane è lo spettacolo teatrale proposto da TeatroGruppo Popolare di Como in streaming video giovedì 27 gennaio

Un scelta dettata dal crescere dei contagi quella operata dalla compagnia TeatroGruppo Popolare che posterà domani  sui canali FacebookInstagram e YouTube il video racconto intitolato Guarda le stelle – Memoria giovane. Si tratta di brevi storie sulla Shoah raccontate dai bambini e dai ragazzi della compagnia. Che cos’è ricordo e cos’è memoria? cosa li differenzia? È la risposta, se c’è, che con alcune personali riflessioni tentano i giovani del gruppo teatrale comasco in un video racconto che si accompagnerà a quello dei bambini e dei ragazzi. Si tratta di un invito ai giovanissimi e ai giovani a informarsi sui momenti tragici della storia del secolo scorso e a darne un proprio particolare giudizio, cercando con questo di non di non dimenticare gli accadimenti passati e trarne insegnamento per la costruzione del futuro.

 

Giovedì 27 gennaio, presso la Sala Polivalente del Centro Polifunzionale (Ex Tribunale) in via Alserio 5 a Erba, la piéce teatrale, prodotta da Il Giardino delle Ore, dal titolo Di notte – Uno spettacolo sulla Shoah di Valentina Papis, con Benedetta Brambilla, Matteo Castagna, Valentina Papis, per la regia di Matteo Castagna e Filippo Antonio Prina. Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria

Basato su una storia vera, riadattata da Valentina Papis, “Di Notte” racconta il doppio intreccio della vita delle sorelle Rachele e Rebecca Stern con quella del giovane Karl Meier sullo sfondo della Germania nazista. Come spesso accade nella rappresentazione dello sterminio programmato nazista, assistiamo al progressivo, inarrestabile declino di un’idilliaca situazione iniziale, a cui le due sorelle reagiscono diversamente: la realista, ma sensibile Rachele non sa mentire a se stessa e difendersi dalla tragedia che coinvolge lei, la sorella e tutti gli ebrei in Germania. Al contrario, Rebecca, da subito definita “un po’ matta” dalla sorella, forse proprio a causa della propria eccentricità riesce a cogliere aspetti romantici e fiabeschi perfino nell’internamento nel ghetto. È questo sdoppiamento di prospettiva il fil rouge di uno spettacolo i cui primi destinatari sono bambini di otto-dieci anni, i più piccoli dei quali si sono appena affacciati alla tematica della Shoah.
Come “spiegare” loro la portata di tale tragedia in modo che possano comprendere una situazione che pare impossibile, ma che impossibile – purtroppo – non è, ora come allora? La risposta di Rebecca è l’ironia, un tipo di umorismo basato sul capovolgimento, sulla sottrazione, sul non-detto, che la ragazza insiste a distinguere dal più amaro e pesante “sarcasmo” di chi non ha praticamente più niente da perdere. Un’ironia controllata ma anche ardita, che arriva perfino a presentare le leggi razziali naziste a ritmo di charleston, un attimo prima che le sorelle si trovino una stella  – Stern, in tedesco –  cucita sul petto.

giornata della memoria a teatro

 

Giovedì 27 gennaio, dalle 21 alle 23.30, presso l’oratorio P.G. Frassati in via Varese a Solbiate con Cagno, si terrà l’evento dal titolo Nutri la memoria, narrazione teatrale a cura di Teatro D’acqua Dolce,  con voci e musiche a cura del gruppo musicale Settegrani. Ingresso libero, obbligo di mascherina FFP2 e Green pass rafforzato.

L’olocausto raccontato a partire dal programma del partito nazionalista tedesco, prima ancora dell’avvento al potere di Hitler, per trovare l’origine di quanto accadde vent’anni dopo. La voce di una sopravvissuta al lager e la voce di Priebke che, a distanza di 70anni e fino a pochi giorni dalla sua morte nel 2013, ha dichiarato di non pentirsi di nulla.

Il dramma dell’Olocausto raccontato a due voci, quello delle vittime e quello dei carnefici, quello di chi deve ricordare e quello di chi vuole negare, quello di chi ha vissuto il dramma della guerra, del ghetto e del campo di concentramento, e quello di chi li ha ipotizzati, giustificati, progettati e realizzati

 

 

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