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La crisi

La crisi delle attività di Como, l’allarme di Confcommercio:”E’ un nuovo lockdown”

Il presidente Ciceri:"Tanti posti vuoti, si deve avere il coraggio di andare nei locali. E poi ci sono le bollette alle stelle....."

Negozi e ristoranti chiusi per ferie. È quello che si nota passeggiando per le vie del centro di Como. Un allarme colto da Confcommercio Como che oggi con una conferenza stampa ha fatto il punto della situazione, ribadendo la necessità di nuove misure. Durante l’incontro sono intervenuti Giovanni Ciceri, Presidente della Confcommercio di Como, Roberto Cassani, Presidente degli Albergatori e Graziano Monetti, Direttore generale, Andrea Camesasca Presidente Confcommercio Como Servizi. Insieme hanno posto l’accento sugli enormi sforzi compiuti negli ultimi mesi da albergatori, ristoratori e negozianti per rispettare pienamente le normative e rendere le strutture più sicure. Sforzi che però a oggi sembrano esser vani. «Viviamo di fatto in un nuovo lockdown – ha affermato Ciceri – i posti sono vuoti, le persone hanno paura di andare al bar o al ristorante e gli esercenti devono far fronte anche al caro bollette e materie prime».

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La nuova ondata di contagi ha messo i commercianti nuovamente di fronte a una diminuzione delle presenze nella città di Como, ma anche in provincia. Che si unisce alla ridotta affluenza nelle strutture alberghiere dovuta al calo di arrivi dai paesi stranieri. “Il rischio a cui stiamo andando incontro è la desertificazione dei nostri territori. Chiediamo che via sia una semplificazione della normativa vigente, una proroga degli ammortizzatori sociali, degli interventi efficaci per l’abbattimento degli aumenti del costo dell’energia e delle materie prima e un cambio di gestione della pandemia, eliminando la classificazione per colori di zone e quarantene per i soggetti sintomatici”. E conclude: «Dobbiamo avere il coraggio di andare al bar».

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