Quantcast
Conferenza

Associazione Carducci, Fasola racconta Sironi e Messina

"Sironi e Messina, sperimentazione e tradizione di due interpreti del Novecento italiano" è il titolo della conferenza in programma venerdì alle 18

fasola racconta sironi e messina

Venerdì 28 gennaio, alle ore 18, presso il Salone Musa dell’Associazione Giosuè Carducci di viale Cavallotti 7, si terrà, a cura dello storico dell’arte Bruno Fasola, la conferenza dal titolo: Sironi e Messina, sperimentazione e tradizione di due interpreti del Novecento italiano.
Fasola, docente di storia dell’arte, è autore di numerose pubblicazioni, collaboratore di riviste storiche (Periodico Società Storica Comense) e artistiche (Grafica d’Arte di Milano) e curatore di un volume di iconografia riguardante le collezioni del celebre Museo comasco di Paolo Giovio, in prossima pubblicazione presso il Poligrafico dello Stato.

La conferenza, che si avvalerà di una presentazione tramite slides, sarà anche una buona occasione per prepararsi alla visita della mostra allestita al Museo del Novecento di Milano, allestita per onorare i sessant’anni dalla morte di Mario Sironi, celebrati lo scorso anno.

Mario Sironi, la cui impronta pittorica si basa su una visione drammatica e sulla predilezione per le tinte cupe, ha aderito al Novecento Italiano ed è stato influenzato dall’opera di Boccioni, e ha sperimentato tardivamente il Futurismo, mantenendo l’ossessione della ricerca volumetrica.  I suoi personaggi non sono belli ma “eroi barbarici” persi nella fluidità della materia. I manichini di Sironi, sono più umani di quelli De Chirico: il suo è un antropomorfismo che si traduce in un dispiegamento del tragico reale. Dopo la crisi espressionista della fine degli Anni Venti e trascorsi gli anni Trenta,  è passato passa all’arte monumentale, mentre negli ultimi anni si è avviato verso la fase crepuscolare.

A lato di questo singolare pittore, Fasola commenterà l’arte dello scultore siciliano, ma milanese di adozione, Francesco Messina, di una generazione più giovane di Sironi, ma anch’egli tra i maggiori interpreti della scultura figurativa del ‘900, considerato dalla critica tra i più grandi scultori figurativi del Novecento italiano, insieme con Giacomo Manzù, Arturo Martini, Marino Marini, Felice Mina. È l’autore di alcuni dei maggiori monumenti del Novecento italiano: Santa Caterina da Siena, collocata sul lungotevere di Castel Sant’Angelo (che raffigura la cantante ed attrice Maria Sole, utilizzata da Messina come modella); la Via Crucis di San Giovanni Rotondo; il Cavallo morente della RAI; il Monumento a Pio XII nella Basilica di S. Pietro. Le sue opere figurano nei più prestigiosi musei del mondo. Tra il 1926 e il 1929 partecipò alle esposizioni del gruppo artistico Il Novecento Italiano a Milano e fino alla sua morte proseguì il suo lavoro di scultore e pittore.
A Milano è stato aperto dallo stesso scultore, nel 1974, uno studio nell’ex chiesa sconsacrata di san Sisto vicino alla centralissima via Torino, in cui l’artista lavorò per diversi anni, poi divenuto Museo. L’artista siciliano ha voluto infatti che qui fosse conservata una parte della sua opera, grazie ad un lascito da lui fatto in favore del Comune di Milano. Il museo espone circa ottanta sculture (gessi, terrecotte policrome, bronzi, cere) ed una trentina di opere grafiche (litografie, pastelli, acquerelli, disegni a matita).

Per partecipare alla conferenza è obbligatoria la prenotazione contattando lo 031267365 oppure scrivendo a asscarducci@libero.it. Obbligo di Green pass rafforzato.

commenta