Quantcast
Parte il tour di Claudio Baglioni, il 23 febbraio arriverà a Como - CiaoComo
Biglietti esauriti

Parte il tour di Claudio Baglioni, il 23 febbraio arriverà a Como

claudio baglioni tour dodici note

Debutterà lunedì 24 gennaio da uno dei palcoscenici più importanti d’Europa: il Teatro dell’Opera di Roma, DODICI NOTE SOLO” il grande ritorno dal vivo di CLAUDIO BAGLIONI con il suo concerto più appassionante, esclusivo, unico che, il 23 febbraio arriverà sul palco del Teatro Sociale di Como. Purtroppo chi non ha acquistato il biglietto ad ottobre (andati esauriti in poche ore), dovrà rinunciare al ritorno di Baglioni sul lago dopo che trent’anni fa il suo concerto allo stadio Sinigaglia fu annullato all’ultimo momento

DODICI NOTE SOLO” vedrà Claudio Baglioni – voce, pianoforte e altri strumenti – protagonista, insieme alle composizioni più preziose del suo straordinario repertorio, di un affascinante racconto in musica, suoni e parole. Un nuovo percorso d’arte nell’arte che arriva dopo “Assolo”, “InCanto” e “DieciDita” sui palchi di 60 teatri lirici e di tradizione più prestigiosi d’Italia per la prima vera tournée dopo lo stop di questi anni. Un punto di inizio, un importante segnale di ripartenza, per tornare ad ascoltare, vivere e respirare l’emozione di un concerto. Rianimare le nostre vite con la musica, dopo il lungo, difficile e doloroso silenzio imposto dalla pandemia – dichiara Claudio Baglioni – significa ritrovare noi stessi, il senso del nostro cammino e dello stare insieme”.

Le dodici note – aggiunge Claudio – l’alfabeto del più universale, profondo e poetico dei linguaggi, costituiscono la chiave per comprendere noi stessi, gli altri e rendere il futuro una casa bella, luminosa, aperta e finalmente degna di essere abitata. Aveva ragione quel filosofo che sosteneva che la vita, senza musica, sarebbe un errore. La ripartenza del nostro Paese, allora, significa anche rimediare a questo “errore”, ritrovarsi e ritrovarci, grazie all’energia del più potente social network della storia dell’umanità: la musica”.

Generico gennaio 2022

L’incontro tra Baglioni e i grandi teatri e luoghi d’arte italiani è tutt’altro che occasionale ed ha radici antiche. Già alla fine degli anni Novanta, infatti, l’artista avverte l’esigenza di aggiungere bellezza a bellezza, portando l’arte della canzone d’autore negli spazi, le architetture e i paesaggi più belli e ricchi di storia, fascino e suggestione del nostro Paese.

“Assolo” (1986) un concerto straordinario che nessun artista – né italiano né internazionale – aveva mai realizzato prima né ha mai realizzato dopo: tre ore di musica, completamente dal vivo, nelle quali Claudio Baglioni – grazie all’utilizzo di tecnologie innovative (un’interfaccia digitale che, per la prima volta, permetteva di collegare computer e strumenti musicali) – attraverso un pianoforte digitale e una “chitarra-midi”, suonava – contemporaneamente – tastiere, campionatori, batterie e percussioni elettroniche, bassi elettrici, chitarre e sequencer, creando sonorità e atmosfere inedite e affascinanti. Un one-man-show che ha cambiato il concetto stesso di concerto dal vivo, immortalato in un triplo album live e un libro di spartiti (“Assolo non solo”, edito da Rusconi) nel quale computer e software di scrittura musicale trascrivevano, fedelmente, tutte le parti suonate dal vivo di Baglioni.

Il 13 agosto 2000, dall’Anfiteatro romano di Pompei, debutta “Acustico: sogno di una notte di note”, un tour di più di venti date, che toccherà, tra gli altri, il Teatro Greco di Taormina, la Valle dei Templi di Agrigento, il Tempio di Hera a Selinunte, il Teatro dei Templi di Paestum, il Teatro Romano di Verona e di Benevento, gli scavi di Ostia antica.

Nella primavera 2001, è la volta di quello che resterà il tour più lungo e intenso dell’intera carriera artistica di Baglioni: “InCanto tra pianoforte e voce”, nel quale il musicista – accompagnato, per la prima volta, soltanto da un gran coda – si esibirà sui palcoscenici dei più importanti teatri lirici e di tradizione del nostro Paese, a simboleggiare l’incontro tra la musica popolare del presente e la musica popolare del passato, come la grande Opera italiana. Tra i sessanta teatri lirici e di tradizione nei quali quell’InCanto andrà in scena, il Bellini di Catania, il Carlo Felice di Genova, il Regio di Parma e di Torino, il Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma e il San Carlo di Napoli che, per la prima volta, verrà concesso per un concerto di musica leggera.

La passione di Baglioni per i grandi teatri italiani vivrà, poi, una tappa particolarmente emozionante, la sera della vigilia dell’Epifania 2002. Dalle rovine del Teatro Petruzzelli di Bari, infatti – in diretta tv per la prima serata di Raiuno – Baglioni interpreterà “Per Incanto e per amore”, un inedito messaggio di speranza per la ricostruzione di uno dei più importanti teatri italiani, quasi completamente distrutto da un incendio doloso, dieci anni prima e, all’epoca, non ancora ricostruito. Lo stesso teatro nel quale, trent’anni prima, Baglioni aveva interpretato uno dei suoi primi successi, “Notte di Natale”, brano che avrebbe segnato l’inizio del suo bellissimo e fortunatissimo cammino musicale.

“Dieci Dita”, dieci serate, per altrettanti straordinari “incontri ravvicinati”, con la storia personale e artistica di una delle voci più intense e amate della storia della musica popolare italiana. Un racconto inedito, in prima persona, ricco di riflessioni e aneddoti, in un’alternanza di momenti leggeri e poetici, seri e ironici, sul palco di uno dei più importanti spazi progettati e realizzati per la musica, della Capitale: l’Auditorium Parco della Musica, dove – per tre anni di seguito (2011-2013) – durante le festività natalizie, Claudio Baglioni si è esibito dal vivo, da solo, per dieci serate consecutive, accompagnato esclusivamente da pianoforte e chitarra, facendo registrare un’impressionante e ineguagliata serie di trionfali sold-out.

Da allora a oggi, la musica di Baglioni non ha mai smesso di far risuonare di sé i più importanti e prestigiosi teatri, anfiteatri, luoghi e spazi d’arte del nostro Paese, com’è accaduto all’Arena di Verona, nel settembre 2018, con il tour “Al Centro”, quando – per la prima volta nella sua storia – uno dei più grandi e meglio conservati anfiteatri romani ha ospitato uno spettacolo musicale con il palco nel cuore della sua ellissi centrale e il pubblico a occupare tutti i posti dell’intera cavea. Non solo musica, ma un vero spettacolo a 360°, sia in senso fisico che artistico – trasmesso in diretta tv da Raiuno – nel quale scenografie, coreografie e movimenti scenici innovativi incarnavano l’incontro e la fusione di musica, danza, mimica e teatro.

Ultima, ma solo in ordine di tempo, la realizzazione e registrazione, presso il Teatro dell’Opera di Roma, di “In questa storia che è la mia”, l’opera-concerto tratta dall’omonimo e ultimo album di inediti di Baglioni, disponibile sulla piattaforma ITsART e presentata nell’ambito dell’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma. Spettacolo eccezionale non solo nell’ideazione ma soprattutto nella realizzazione. In tempi normali, infatti, non sarebbe mai stato possibile dar vita a un’opera che trasforma in ambiente scenico ogni spazio – retropalco, palchi, golfo mistico, platea, foyer, camerini e corridoi – del Teatro nel quale va in scena. Per “In questa storia che è la mia” artista, orchestra, coro e parte del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma, musicisti, vocalist, danzatori, performer e acrobati animano ogni angolo della struttura, illuminando di sé, oltre al palcoscenico, tutti quegli spazi che, solitamente, non sono luoghi di rappresentazione.

Tutto questo, in attesa dell’estate 2022, per rilanciare – dalle Terme di Caracalla di Roma, dal Teatro Greco di Siracusa e dall’Arena di Verona – la stagione dei grandi concerti, con “Dodici note: concerto per voce, solisti, orchestra e coro”, un concerto di pop-rock sinfonico, che spazierà dalle sonorità della grande orchestra classica con coro lirico a quelle di una poderosa big band con voci moderne. Un insieme – a volte sperimentale, a volte tradizionale – nel quale si fonderanno i molteplici linguaggi musicali alla cui base ci sono, appunto, 12 note: i 12 mattoncini con i quali riedificare, in luoghi simbolo di bellezza e arte millenaria e universale, una casa virtuale di musica e parole.

Generico gennaio 2022

CLAUDIO BAGLIONI E “TUTTI QUI collezione 2021”… LA RACCOLTA DEFINITIVA CON TUTTI I SUOI GRANDI SUCCESSI!

Il 14 gennaio è uscito il triplo vinile “TUTTI QUI collezione 2021, Vol. 2”, che completa la versione LP della raccolta definitiva TUTTI QUI collezione 2021”. Sono già disponibili infatti, dal 10 dicembre, la versione digitale, il triplo CD e il primo triplo vinile “TUTTI QUI collezione 2021, Vol. 1. L’opera, con 45 indimenticabili successi di uno dei più grandi protagonisti della storia della musica italiana, è impreziosita da fotografie inedite.

 A distanza di 16 anni dal primo “Tutti Qui”, con i più celebri brani del cantautore dal 1967 al 2005, la raccolta “TUTTI QUI collezione 2021” (Sony Music Legacy) si presenta come versione aggiornata e arricchita, uno straordinario racconto di una carriera costellata di capolavori che hanno segnato intere generazioni (https://smi.lnk.to/tuttiquibaglioni), con brani come “Questo piccolo grande amore”, “Strada facendo”, “Mille giorni di te e di me”, “Avrai”, “E tu come stai”, Cuore di aliante”, “Sabato pomeriggio”. Questa imperdibile raccolta contiene anche quattro brani estratti dal suo ultimo album di inediti “In questa storia che è la mia”: “Uomo di varie età”, “Mal d’amore”, “Io non sono lì” e “Dodici note”.

 

 

commenta