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L'emergenza

Lavarelli e trote a rischio nel lago di Como, la Regione chiede la deroga per salvare la pesca

Il sottosegretario Turba portavoce di una situazione complicata:"Pesci presenti da decenni, non hanno conseguenze negative se immessi nel Lario"

Proseguono le iniziative di Regione Lombardia per ottenere la deroga alla direttiva ministeriale del maggio 2020 che impedisce l’immissione dei nostri laghi di specie considerate alloctone, come il coregone lavarello, ma presenti nelle nostre acque da oltre 150 anni.Lo dichiara il Sottosegretario ai rapporti con il Consiglio di Regione Lombardia Fabrizio Turba. Abbiamo sollecitato al Ministero della transizione ecologica che esemplari come Coregone Lavarello, Trota Fario e Iridea, le quali vengono immesse nei nostri laghi da secoli e non determinano conseguenze negative per l’ambiente acquatico e l’equilibrio delle popolazioni ittiche possano continuare ad essere introdotte nelle nostre acque.” precisa Turba (foto qui sotto).

eugenio zoffili e fabrizio turba in diretta a ciaocomo dopo elezioni 2018

Questa nuova classificazione ministeriale basata su criteri non condivisibili dalla totalità degli esperti ittiologici,  si considerano popolazione autoctona solo quelle presenti prima del 1500, sta provocando dei gravissimi danni a tutto l’indotto ittico lombardo – continua Turba – se non verranno approvati i necessari correttivi, è forte il rischio di blocco dell’attività ittica con danni conseguenti per il settori. Il nostro obiettivo – conclude il Sottosegretario – è quello di fare quanto possibile per salvaguardare il settore della pesca, mettendo in atto tutte le azioni e le iniziative più opportune, politiche e tecniche, affinché vengano modificate le regole che considerano specie ampiamente utilizzate in Lombardia per le semine già dal 1861, sostanzialmente equiparata a quella di una specie aliena di nuova introduzione”.

 

 

 

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