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venerdì, 28 gennaio 2022 - Aggiornato alle 14:06

L’incubo dei contagi, Cà d’Industria e le altre Rsa tornano a chiudere gli ingressi ai parenti foto

Il presidente Beccalli da noi:"Obiettivo preservare gli ospiti delle nostre strutture: dispiace per i parenti, ma non possiamo rischiare".

Visite in presenza vietate. Chi ha la possibilità di farlo, utilizza finestre esterne alla struttura per far vedere da lontano – e senza rischio di contatti – degenti e parenti che, giustamente, faticano a sopportare una situazione che li riporta indietro di un anno. Alla Pandemia prima fase. Stop alle visite nelle strutture per le case di riposo o Rsa del territorio. Ad iniziare da Cà d’Industria con il presidente Beccalli che, in diretta da noi ieri sera, ha spiegato la situazione attuale: incontri alle finestre al massimo (con l’uso del telefono per comunicare), ma nessun contatto diretto.

finestra di natale 2020 alla cà d'industria di como

 

Un passo indietro in nome della sicurezza e per evitare il rischio di possibili contagi. Perchè Omicron corre velocissima e portare un focolaio in una struttura così protetta può diventare un grosso problema per i degenti, spesso alle prese con più patologie. Le indicazioni di Cà d’Industria, con qualche differenza minima, sono le stesse di altri istituti del territorio. I contatti tra degenti e parenti vietati da settimane. Vietato portare fuori le persone ricoverate per passare un week-end dai parenti. Ora la preoccupazione è alta e le precauzioni massime ovunque. Per evitare i tanti decessi – con polemiche e denunce, ora quasi tutte archiviate dai giudici – di un anno fa.

 

Va anche precisato, per la cronaca, che quasi tutti i degenti di Cà d’Industria – come ha riferito il presidente – sono tutti vaccinati con tre dosi. Stessa cosa per altre strutture. Il personale ovviamente si è dovuto adeguare alle normative e chi non lo ha fatto – la conferma sempre da Beccalli – è rimasto a casa sospeso e senza stipendio.