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mercoledì, 19 gennaio 2022 - Aggiornato alle 22:48

“Troppi contagi e tracciamento non facile”, i sindaci sollecitano Ats ad intervenire subito foto

Lettera aperta ai vertici dell'Ente. I problemi da affrontare, la carenza di personale:"Occorre intervenire al più presto"

Ci sono anche diversi sindaci del comasco – canturino, erbese ed olgiatese in particolare – tra i firmatari della lettera inviata ad Ats Insubria per chiedere conto sulle attale gestione dell’ondata di Covid con una raffica impressionante di contagi ed al problema dei medici di medicina generale, insufficienti per far fronte alle richieste del territorio. “La nostra Regione, come tutto il Paese, si trova ormai da alcune settimane nel pieno della quarta ondata e ciascuno dei nostri Comuni sta registrando un numero sempre più alto di positivi, con incrementi medi giornalieri del 10-15%, toccando picchi mai raggiunti nel corso dei mesi precedenti – scrivono i sindaci – in questo contesto, in uno spirito sempre collaborativo e costruttivo, siamo a sottoporvi una serie di criticità che stiamo riscontrando direttamente e tramite segnalazioni pervenute dai cittadini”.

 

Il sistema di tracciamento, in capo alla nostra ATS evidenzia fortissime criticità, a causa della evidente mancanza di personale dedicato e formato, oggi inadeguato a sopportare l’aumentato carico di lavoro direttamente proporzionale all’esplosione dei nuovi positivi; in ragione di ciò si deve quanto prima provvedere a incrementare il personale dedicato e formato che si occupa del tracciamento dei contatti. Il numero verde – continuano i sindaci – non è in grado di sostenere il carico di lavoro attuale e sempre più cittadini lamentano o l’impossibilità di avere una risposta o di ricevere solo risposte approssimative. I cittadini hanno la stringente necessità di interfacciarsi direttamente con ATS e ad oggi ciò non avviene, scaricando spesso ogni problema sulle spalle dei medici di medicina generale, a loro volta sovraccarichi di lavoro e innescando così un cortocircuito che va a colpire unicamente il paziente”.

L’invito dei sindaci ad Ats, infine, è quello di aprire un tavolo di confronto e lavoro con i comuni e le province di Como e Varese, “Lo scopo è di arrivare quanto prima a una soluzione di cui in prima persona siano i cittadini a beneficiare. Ci preme evidenziare il ruolo che i Comuni hanno svolto e stanno svolgendo da due anni a questa parte, quale prima interfaccia per la raccolta di ogni problema da parte dei cittadini, assumendosi compiti non propri e adempiendo a un fondamentale ruolo di collante sociale grazie alla preziosa collaborazione dei Medici del territorio con cui è stato possibile organizzare e allestire diversi hub vaccinali e provvedere alla vaccinazione domiciliare di numerosi pazienti. Deriva da ciò che sia inaccettabile l’invito a puntare il dito contro i Comuni per le code che si formano fuori dalle farmacie. La tenuta sociale del nostro territorio parte da un concetto di corresponsabilità, quanto mai fondamentale nell’attuale clima di difficoltà e incertezza” hanno concluso.