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giovedì, 20 gennaio 2022 - Aggiornato alle 19:17

Sei artisti del territorio elaborano la parola “crisi”. Una mostra dell’Associazione Alfonso Lissi

Ma cos’è questa crisi chiedeva Rodolfo De Angelis in una canzonetta degli anni ’30 del secolo scorso. All’epoca si trattava dell’onda lunga della grande depressione americana, negli anni 2000 di crisi se ne sono succedute diverse, le torri gemelle, la bolla dei subprime, i debiti sovrani e, ne siamo ancora dentro, la pandemia e le sue ripercussioni anche economiche. Come spesso succede, l’arte indaga sui fatti, ma soprattutto sulle conseguenze sociali, con gli stumenti a sua disposizione. 6 giovani artisti del nostro territorio hanno interpretato la parola “crisi” in pittura, scultura e fotografia per la mostra “Crisiς – Il punto di svolta”, curata da Ester Bulgarini e organizzata dall’Associazione Alfonso Lissi di Como. La mostra, inserita nel contesto di Spazio Lissi inaugurato nel settembre 2020 con “Lis-piazza”,  sarà visitabile nei giorni 4 e 5 dicembre nella sede dell’associazione in Via Ennodio 10 a Como Rebbio.

 

Ma cosìè questa crisi? Rivolgendosi alla scienza etimologica, che spiega l’esatta origine e il significato delle parole, scopriamo che in greco antico la parola “crisi”deriva dal verbo κρίνω – giudicare, scegliere.
Una delle possibili traduzioni è infatti cambiamento, punto di svolta. In particolare, la parola era utilizzata in riferimento alla trebbiatura, cioè all’attività conclusiva nella raccolta del grano, consistente nella separazione della granella del frumento dalla paglia e dalla pula. Nel latino, la parola acquisisce il senso di “separazione” e di “fase critica”, ma nel corso dei secoli avviene un definitivo assestamento semantico, e uno specifico tipo di crisi, quella medica, diventa preponderante.
Nella lingua corrente l’accezione della parola è fortemente legata a un momento negativo: crisi di governo, crisi climatica, crisi d’identità solo per citarne alcuni.  “Crisiς – Il punto di svolta”  nasce dalla necessità di indagare la valenza etimologica della crisi, per riappropriarsi del nostro Tempo. Da intendere sia come i minuti trascorsi davanti a un’opera d’arte, sia come l’era storica che stiamo vivendo, in cui tutto è in costante evoluzione, ma noi rimaniamo degli esseri umani.
Ma l’origine della parola ci insegna che, anche nella crisi, di qualunque tipo sia, esiste la possibilità di ripartire, migliorare. Gli artisti coinvolti hanno ricercato ulteriori significati metaforici inerenti l’evoluzione semantica della parola chiave.

L’inaugurazione della mostra è alle ore 15.00 di sabato 4 dicembre, rimanendo poi aperta sino alle ore 21.00. Si riprende poi alle 15.00 del giorno dopo, domenica 5. La chiusura è prevista per le ore
20.00.

 

L’Associazione Alfonso Lissi valorizza e diffonde i valori costituzionali ed antifascisti, svolgendo opera di aggregazione di persone ed enti che condividano principi e finalità della stessa associazione e organizzando iniziative a carattere sociale, culturale, turistico, ricreativo, ecc.
http://associazionealfonsolissi.it/spazio-lissi/,