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Da Schumann a Musorgskij arte, visioni e musica nel concerto di Michele Campanella

Venerdì 26 novembre, alle ore 20.30, al Teatro Sociale di Como Michele Campanella propone un programma travolgente e raffinato per la tecnica pianistica richiesta, in un appuntamento tra i più attesi della Stagione Concertistica 2021/2022 Il canto delle balene.

Michele Campanella è tra i più importanti interpreti italiani, con una carriera internazionale iniziata giovanissimo e consolidata negli ultimi 50 anni; con un’esperienza di pianista, direttore, musicista, docente e scrittore, che ne rivela non solo l’estrema padronanza tecnica, ma altresì la versatilità, le grandi doti di comunicatore e l’autorevolezza della scuola pianistica italiana. Il suo concerto piano solo propone diciotto quadri (otto sono i Pezzi Fantastici di Robert Schumann, dieci i Quadri di un’esposizione di Musorgskij) dedicati a rivelare l’evoluzione della tecnica e della sensibilità pianistica, a partire dal grande Romanticismo tedesco della prima metà dell’800, all’apoteosi trionfale della Scuola Russa, nella vivace San Pietroburgo dell’ultima parte del secolo.

Se Schumann non ha osato come Chopin e Liszt, a lui contemporanei, nei Phantasiestücke per pianoforte, op. 12,  troviamo nell’alternanza -tra quattro cammei dirompenti e quattro più soavi-, la vera essenza della languida matrice romantica che contraddistingue il compositore, in cui l’interprete è portato a plasmare una gamma molto delicata di nuances e dinamiche, per rendere visioni, con cambi di ritmi inaspettati, nuovi, freschi, a descrivere situazioni diverse e fantastiche, non composte in maniera strutturata: A sera, Slancio, Perché, Chimere, Nella notte, Favola, Sogni inquieti, Fine del canto.

I Quadri di un’esposizione videro le energie ed il genio di Rimskij-Korsakov, che portò alle stampe la composizione di Musorgskij, e di Ravel che ne amplificò l’intenzione, curandone l’orchestrazione e una delle versioni pianistiche più famose. Dal titolo si evince un rapporto arte – immagine – musica, non semplicemente definibile in una mimesi, ma in una resa passionale, carica di pathos e di tutti quegli elementi folclorici russi, rielaborati con impeti e slanci romantici, secondo il manifesto proposto dal Gruppo dei Cinque.
Modest Musorgskij rimase addolorato e colpito dalla morte improvvisa dell’amico architetto e artista Viktor Aleksandrovič Hartmann, e fornì alcuni dei suoi dipinti per la mostra post mortem dedicata ad Hartmann ed allestita a San Pietroburgo nel 1874.

Teatro Sociale di Como
Venerdì 26 novembre 2021, ore 20.30

Michele Campanella, pianoforte

Robert Schumann (1810-1856)
Phantasiestücke op.12 (1837)
Des Abends (A sera) – Sehr innig zu spielen (re bemolle maggiore)
Aufschwung (Slancio) – Sehr rasch (fa minore)
Warum? (Perché?) – Langsam und zart (re bemolle maggiore)
Grillen (Chimere) – Mit Humor (re bemolle maggiore)
In der Nacht (Nella notte) – Mit Leidenschaft (fa minore)
Fabel (Favola) – Langsam (do maggiore)
Traumes Wirren (Sogni inquieti) – Aeusserst lebhaft (fa maggiore)
Ende vom Lied (Fine del canto) – Mit gutem Humor (fa maggiore)
Anno di composizione: 1837 Durata: 30 minuti circa
Modest Musorgskij (1839-1881)
Quadri di un’esposizione (1874)
Promenade – Allegro giusto, nel modo russico; senza allegrezza, ma poco sostenuto
Gnomus – Sempre vivo
Promenade – Moderato commodo e con delicatezza
Il vecchio castello – Andante
Promenade – Moderato non tanto, pesante
Tuileries (Dispute d’enfants après jeux) – Allegretto non troppo, capriccioso
Bydlo – Sempre moderato pesante
Promenade – Tranquillo
Balletto dei pulcini nei loro gusci – Scherzino. Vivo leggiero
Samuel Goldenberg und Schmuyle – Andante
Limoges: Le marché – Allegretto vivo sempre scherzando
Catacombae: Sepulchrum Romanum – Largo
La cabane sur des pattes de poule – Allegro con brio, feroce
La grande porta di Kiev – Allegro alla breve. Maestoso. Con grandezza Anno di composizione: 1874

michele campanella

Formatosi alla scuola di Vincenzo Vitale, Michele Campanella è affermato nel mondo come uno dei maggiori interpreti di Liszt. La Società Franz Liszt di Budapest gli ha conferito tre volte il Gran Prix du Disque (1976, 1977 e 1998), l’ultimo per l’incisione Franz Liszt – The Great Transcriptions I-II edita dalla Philips. Nel 1986 il Ministero della Cultura ungherese gli ha conferito la medaglia ai ‘meriti lisztiani, così come l’American Liszt Society nel 2002. È stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine ‘Al Merito della Repubblica Italiana’ (nel 2014). Nel 2018 gli è stata conferita la Laurea Honoris Causa in Discipline della Musica e dello Spettacolo, Storia e Teoria per meriti culturali e artistici dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Michele Campanella è un artista di temperamento assai versatile, caratteristica che lo ha portato in cinquantacinque anni di carriera ad avvicinare autori quali Clementi, Weber, Poulenc, Busoni, Rossini, Brahms, Ravel e Liszt, di cui negli ultimi anni ha inciso la Sonata in Si minore (pubblicata nel 2017) e gli Années de pèlerinage (2020). Ha suonato con le principali orchestre europee e statunitensi, collaborando con direttori quali Claudio Abbado, Aldo Ceccato, Gianluigi Gelmetti, Eliahu Inbal, Charles Mackerras, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Esa-Pekka Salonen, Wolfgang Sawallisch, Thomas Schippers, Hubert Soudant, Pinchas Steinberg, Christian Thielemann. Negli anni recenti si è molto sviluppata l’attività di Michele Campanella in veste di direttore-solista con le più prestigiose orchestre italiane, come l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, I Virtuosi Italiani, l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento e l’ORT – Orchestra della Toscana con la quale ha interpretato, tra l’altro, l’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven, alcuni concerti di Mozart e Saint-Saëns e il concerto in Sol di Ravel.

All’attività di musicista, Campanella affianca quella di scrittore. Vale la pena di ricordare i libri Il mio Liszt. Considerazioni di un interprete, pubblicato nel 2011 da Bompiani e Suono. Pensieri e divagazioni di un musicista fuori dal coro, «una serie di concerti suonati con le parole», attorno agli argomenti fondamentali e ai giganti della storia della musica, da Bach a Beethoven, Rossini e Saint-Saëns, e poi Clementi e Chopin, Verdi e Puccini, Schumann, Brahms e Liszt (pubblicato nel 2019 da Castelvecchi editore). Altri due libri sono di prossima pubblicazione.
Ha pubblicato su disco nel 2020 per Odradek Records l’integrale degli Années de pèlerinage di Liszt, progetto ricompensato con 5 stelle dalla rivista Musica e definito Grand Frisson (grande emozione) da Audiophile-Magazine (Francia). I dischi sono stati diffusi da RAI Radio 3, France Musique, Radio Classique e RCF (Radio chrétienne francophone). Mediapart (FR) ha parlato di “dischi che delizieranno la tua mente e la tua sensibilità”. Sempre per Odradek in giugno 2021 ha pubblicato il suo nuovo disco Dreams and Tales, sul quale interpreta i Quadri di un’esposizione di Musorgskij insieme alla Sonata n. 3 op. 23 e al Valse op. 38 di Skrjabin.
Nel 2017 ha varato la prima edizione di Spinacorona, passeggiate musicali napoletane, un festival innovativo che ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico e che è diventato un appuntamento annuale. Michele Campanella è artista ufficiale Yamaha.