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Blitz della Finanza all’alba anche nel comasco: 54 persone fermate per ‘Ndrangheta foto

L'operzione tocca anche altre provincie: Varese e Reggio Calabria. I dettagli oggi in una conferenza stampa.

Dalle primissime ore della mattinata odierna, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Como e la Squadra Mobile della Questura di Milano,  coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, stanno dando esecuzione a ben 54 decreti di fermo di indiziato di delitto nonché a un Decreto di sequestro preventivo d’urgenza per un importo di 2,2 milioni di euro.

Il provvedimento si fonda su un’indagine concentrata su un’associazione a delinquere di stampo ‘ndranghetista coinvolta in fatti di bancarotta, corruzione, frode fiscale, estorsione, voto di scambio, spaccio di sostanze stupefacenti e traffico d’armi ed attiva nelle province di Como, Varese, Reggio Calabria e con proiezioni internazionali. I dettagli dell’operazione saranno resi noti oggi nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso gli uffici della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano.

 

 

 

LA NOTA CONGIUNTA

 

Predisposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, la quale ha coordinato dalle primissime ore della mattinata odierna, il Nucleo PEF di Como e la Squadra Mobile della Questura di Milano.

 

La complessa attività di indagine, sviluppatasi in coordinamento tra la DDA di Milano e la
DDA di Reggio Calabria, ha consentito di ricostruire la storia di circa quindici anni di
presenza della ‘ndrangheta nel territorio a cavallo tra le province di Como e Varese,
evidenziandone la vocazione sempre più imprenditoriale e svelandone le modalità di
mimetizzazione e compenetrazione con il tessuto economico-legale.
Si tratta di persone di origine calabrese provenienti dalla piana di Gioia Tauro, presunti
appartenenti alla cosca Molè, che, avvalendosi della forza di intimidazione e della condizione
di assoggettamento e omertà che ne è derivata, hanno, in un primo periodo, posto in essere,
in modo stabile e continuativo, una serie indeterminata di delitti di estorsione, usura,
bancarotta fraudolenta, frode fiscale e corruzione, costringendo gli imprenditori lombardi al
pagamento di ingenti somme di denaro per poi acquisire la totale gestione e controllo di
attività economiche.

 

In particolare, l’indagine ha consentito di fotografe tre periodi storici, caratterizzati da
altrettante modalità di assoggettamento del territorio:
– periodo 2007/2010, caratterizzato da numerosi episodi di estorsione in danno di
imprenditori locali;
– periodo 2010/2019 in cui, alle estorsioni, si è aggiunto il controllo e la gestione
economica di appalti assai remunerativi relativi al servizio di pulizia di grandi imprese
ottenuti dall’organizzazione grazie alla “collusione” di un imprenditore che si
presentava quale “faccia pulita”, titolare formale di cooperative operanti nel settore, cooperative con le quali veniva ideato ed attuato un articolato sistema di frode
finalizzato all’evasione fiscale attraverso cui veniva finanziata l’associazione di
stampo mafioso;
– periodo 2018 sino ad oggi in cui, disarticolato in parte il sistema di frode fiscale di
cui al periodo precedente in seguito ad alcuni arresti, sono ripresi, su larga scala, gli
episodi di estorsione in danno di piccoli e medi imprenditori e, anche, di semplici
cittadini.
Molteplici sono stati i settori in cui vi sono indizi gravi che gli indagati siano riusciti ad
estendere il loro controllo, dal settore del trasporto conto terzi alla ristorazione e ai servizi di
pulizia e facchinaggio, caratterizzandone ognuno con il marchio dell’acquisizione illegale e/o
della gestione illegale, in spregio di ogni norma a tutela degli interessi dello Stato, dei
cittadini e degli altri imprenditori. Emblematico il caso di un noto ristorante milanese sito in un
punto panoramico cittadino, gestito da una società riconducibile agli indagati che, dopo aver
drenato notevoli risorse finanziarie illecite dagli indagati e verso gli indagati, accumulando,
però, ingenti debiti nei confronti dell’erario, è stata dichiarata fallita per aver
sistematicamente omesso il versamento delle imposte.
Agli indagati viene, altresì, contestato, in via indiziaria, l’utilizzo di modalità estorsive, di
violenze e di fatti di illecita concorrenza che avrebbero consentito di gestire i sub appalti di
una nota e storica società lombarda operante nel settore della produzione di bevande e
connessa logistica. Le commesse di trasporto così illecitamente acquisite venivano poi
spartite tra i vari affiliati consentendo a tutti lauti guadagni accresciuti, altresì, dal ricorso
sistematico a false fatturazioni.

Accanto a questa ‘ndrangheta 2.0 Società Per Affari, mai abbandonato appare anche
l’interesse per il traffico di stupefacenti, nell’ambito del quale sono chiaramente emerse le
mire espansionistiche verso la Svizzera e, in particolare, verso il Cantone San Gallo divenuto
una vera e propria base logistica per alcuni dei soggetti indagati che vi si sono stabilmente
insediati, dedicandosi prevalentemente ai traffici di sostanza stupefacente proveniente
dall’Italia, provvedendo, nel contempo, a radicarsi e ramificarsi allo scopo di costituire in loco
nuove strutture territoriali di ‘ndrangheta. In questo filone, le attività d’indagine sono state
effettuate avvalendosi di una Squadra Investigativa Comune costituita tra l’Autorità
Giudiziaria Italiana e il Ministero Pubblico della Confederazione per la Svizzera.
Il coordinamento investigativo sia tra le rispettive polizie giudiziarie sia tra le DDA di Milano e
Reggio Calabria, evidenziando la presenza di soggetti protagonisti di entrambe le indagini,
ha consentito di confermare ancora una volta la struttura unitaria della ‘ndrangheta, pur nella
sostanziale autonomia delle singole articolazioni territoriali, confermando il legame esistente
tra i locali lombardi e i corrispondenti locali di ‘ndrangheta esistenti in Calabria, nonché il rilevante ruolo di Milano e della Lombardia, nelle dinamiche e negli interessi della
‘ndrangheta al nord Italia.