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22 meravigliosi abiti yukata, disegnati a Como, realizzati a Tokamachi, in mostra

Eleganti, coloratissimi, piacciono eccome gli Yukata della mostra realizzata grazie alla importante collaborazione del Comune di Como con il Museo della Seta nel progetto per il 45° anniversario di gemellaggio tra la nostra città e Tokamachi. L’idea nasce dal desiderio di realizzare manufatti tessili che siano manifesto – dal forte impatto simbolico – di un rapporto in continua evoluzione tra la cultura occidentale e quella orientale, e contemporaneamente di una crescente sensibilità rispetto alle future generazioni; “Yukata per la nuova generazione di Como-Tokamachi” è il progetto, ideato e realizzato dall’Isis Paolo Carcano di Como con la Fondazione Setificio e l’associazione Miciscirube, che parte da Como, arriva in Giappone e ritorna sotto forma di 22 meravigliosi abiti tradizionali, gli yukata appunto, realizzati con i disegni degli studenti del Setificio di Como. Ogni yukata è una riflessione sui grandi e attuali temi che coinvolgono e sconvolgono l’umanità oggi: i cambiamenti climatici, la multietnicità, l’immigrazione, il riscaldamento globale.

yukata museo della seta

Fino al 28 novembre la mostra Yukata resterà aperta al Museo dell Seta di Como (via Castelnuovo,9) aperto dal martedì alla domenica dalle 14.00 alle 18.00. Inoltre sabato 13 novembre alle 16.30 è prevista una visita guidata con la curatrice della mostra Anna Cavadini (Prenotazione obbligatoria: prenota@museosetacomo.com Ingresso: secondo tariffazione del Museo)

Il progetto, avviato nel 2019 per celebrare il 45° anniversario del gemellaggio con la città giapponese di Tokamachi, è stato promosso e sostenuto dal Comune di Como. Una prima fase ha visto la realizzazione (dalla ideazione grafica alla stampa e confezione) di abiti tradizionali giapponesi dedicati alle nuove generazioni: gli yukata, kimono informale-estivo. Gli allievi della classe 5M2 del corso moda-disegno per tessuti dell’Istituto Paolo Carcano hanno creato una serie di disegni destinati alla stampa su cotone, ragionando, sia in classe che in autonomia, su tematiche di grande rilevanza come la salvaguardia del pianeta e le società multiculturali. L’obiettivo didattico è stato quello di lavorare su due livelli distinti ma interconnessi: da una parte uno scambio interculturale tra Italia e Giappone sulla base della confezione tradizionale di yukata e del disegno per tessuti, peculiarità del nostro territorio, e dall’altra un approfondimento di temi sociali della contemporaneità.

yukata museo della seta

Le tematiche sulle quali è stato impostato il lavoro sono state definite grazie alla proficua collaborazione tra Anna Cavadini, insegnante del Setificio e Akiko Izawa, presidente dell’associazione Miciscirube. La fase ideativa è stata supportata dal sig. Nezu Tadaaki, stilista ed imprenditore tessile, che nel 2019 ha tenuto alcune lezioni agli studenti del corso, illustrando loro la storia del kimono e iniziandoli alle principali tecniche di stampa giapponese e di confezionamento di capi di abbigliamento tradizionale. Ogni allievo ha prodotto un disegno cartaceo, poi digitalizzato e mandato Tokamachi per diventare un manufatto tessile. In questa prima fase del progetto sono stati realizzati 22 yukata orientali e 13 abiti occidentali in seta, frutto di varianti di disegno e di colore che sono stampate a Como dalla Tessile S.R.L. e confezionate dal laboratorio Miluna s.r.l..

yukata museo della seta

Nella mostra al Museo della Seta i 22 Yukata, stampati e confezionati, inviati dal Giappone a Como nel 2021, dialogheranno visivamente, in qualità di elaborati orientali, con alcune versioni occidentali in seta, frutto di varianti di disegno e di colore che, grazie a un’operazione patrocinata anche dalla Fondazione Setificio, sono stampate a Como dalla Tessile S.N.C. e confezionate dal laboratorio Miluna SRL, mettendo in evidenza la storica collaborazione della scuola con le aziende del comparto tessile del territorio. A testimonianza dell’iter progettuale, saranno esposti i disegni cartacei originari e i modelli in scala ridotta e verrà proiettato un video costituito dall’insieme del materiale proveniente dal Giappone e dalle immagini determinanti le fasi della lavorazione.

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