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Finte vaccinazioni a Lurate Caccivio, da domani nel vivo l’inchiesta della Procura foto

La professionista sospettata rischia peanti ripercussioni. Ma prima accertamenti mirati. Spata:"Mi auguro tempi rapidi per poter intervenire se saranno confermate le accuse"

Da domani entra nel vivo l’indagine della Procura di Como dopo la denuncia, fatta venerdì, per presunte vaccinazioni simulate all’hub di Lurate Caccivio. Una dottoressa con studio nel comasco – per ora viene tenuto il massimo riserbo sul resto –  avrebbe finto di vaccinare i suoi pazienti no vax, simulando l’iniezione per far ottenere a tutti il green pass. La denuncia è stata formalizzata ai carabinieri di Appiano Gentile da Gianni Clerici, rappresentante legale della Cooperativa Medici Insubria, che gestisce l’hub vaccinale di Lurate Caccivio. La professionista sospettata di falso non appartiene alla Cooperativa, ma è un medico di base. L’ok a questa sessione è stato dato da Ats Insubria.

 

In procura a Como da domani si entra nel vivo degli accertamenti. Il preside nte dell’ordine dei medici, Gianluigi Spata, si è augurato tempi rapidi per le indagini e per eventuali atti ufficiali dell’Ordine. Il lavoro degli inquirenti si annuncia delicato e complesso. A fare scattare l’allarme una amministrativa dell’hub di Lurate che avrebbe notato un atteggiamento sospetto della dottoressa, poi fermata ed allontanata da Lurate,

La vicenda continua a suscitare sconcerto anche nell’ordine professionale. Le dure parole di Spata sabato a CiaoComo:”“Se i fatti saranno confermati – dice il presidente dell’Ordine dei medici Gianluigi Spata – siamo di fronte ad una cosa di una gravità pazzesca. Mi aspetto tempi rapidi della magistratura per le indagini. In caso di accertata violazione, allora la macchina dell’Ordine si metterà subito in moto per un provvedimento disciplinare nei confronti del collega. Prima, lo ripeto, aspettiamo la conclusione dell’indagini dei carabinieri. Aggiungo una cosa che mi amareggia profondamente: così facendo, sempre se tutto fosse confermato, siamo di fronte ad un danno di immagini della nostra professione davvero rilevante perchè sarebbero stati violati i principi deontologici alla base del nostro lavoro. Ma – conclude Spata – voglio precisare bene una cosa: tutta questa vicenda, qualora risultasse confermata nella sua dinamica, non deve in alcun modo annullare l’efficacia del vaccino che resta l’unico arma per sconfiggere il virus”.