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Sala Bianca, al Sociale è tempo di Fantasie per Pianoforte

Domenica 7 novembre, alle 11, in Sala Bianca, secondo appuntamento della rassegna Camera con Musica con le Fantasie di Brahms e Schubert

Domenica 7 novembre, in Sala Bianca, presso il Teatro Sociale di Como, alle ore 11, Fantasie per pianoforte è il secondo appuntamento della rassegna Camera con Musica, per la Stagione 2021/2022, Il canto delle balene, con i pianisti italiani Luca Ciammarughi e Silvia Lomazzi, impegnati in momenti a quattro mani (ad incipit e a chiusa del concerto) ed in esecuzioni di grande virtuosismo solistico.

Il programma inizia con alcuni brani, emblematici del tardo e complesso Romanticismo di Johannes Brahms (1833 – 1897), di cui vengono proposte le Danze Ungheresi, per pianoforte a quattro mani, tratte dal I volume, tutte connotate da forti accenti, da andamenti vivaci e dinamici (predomina il moto Allegro), da impeti tratti e rielaborati dalla tradizione folklorica ungherese; successivamente il concerto propone le prime tre delle Sette Fantasie per pianoforte op. 116 (Capriccio, intermezzo, Capriccio) eseguite da Silvia Lomazzi.

La seconda parte del concerto ricerca le matrici originarie d’inizio ‘800, a Romanticismo appena definito ed esploso: Luca Ciammarughi esegue dueImprovvisi di Franz Schubert (1797 – 1828): l’Improvviso op. 90, D. 899, n. 4 e l’Improvviso op. 142, D 935, n. 2, entrambi Allegretto in la bemolle maggiore.

Fantasie di pianoforte Sala Bianca Teatro Sociale

Il concerto termina con la Fantasia in fa minore per pianoforte a quattro mani, op. 103, D. 940, dal ritmo serrato, struggente, con una timbrica melanconica che emerge dai primi tre movimenti in tonalità minore (Allegro molto moderato in fa minore; Largo in fa diesis minore; Allegro vivace in fa diesis minore), eseguita da Luca Ciammarughi e Silvia Lomazzi.

Le Fantasie per pianoforte solo di Brahms e, in chiusa, la Fantasia in fa minore per pianoforte a quattro mani di Schubert danno il nome all’appuntamento di domenica 7 novembre in Sala Bianca; fantasie perché questo genere non richiede al compositore di seguire scrupolosamente stilemi e canoni classici, tipiche di sonate o concerti, ma possono permettere, per soggetto e forma, estrema libertà ed estro.

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