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Tra le “ANIMAS” di Raul Moretti e Beppe Dettori anche Davide Van De Sfroos foto

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    Varda quanta acqua che gh’emm de traversà per purtà i sigarett da l’oltra paart del laagh…irrompe, così, la voce di Davide Van De Sfroos in una canzone d’acqua che unisce ommini d’eba, uomini d’acqua, dalla Sardegna al Lago di Como. Ommini d’eba è una delle tracce del nuovo album “ANIMAS” di Beppe Dettori e Raoul Moretti, il primo viene da isthintìnu, Stintino, ultimo lembo della Nurra prima dell’arcipelago dell’Asinara, Moretti nato e cresciuto a Como, è anche un po’ svizzero da parte della nonna paterna, ormai sardo acquisito da diversi decenni.

    ANIMAS”, uscito la scorsa primavera in prima edizione e ora disponibile anche in digitale, è un universo musicale in cui il mondo arcaico e quello moderno si incontrano, per raccontare il contemporaneo con le inquietudini, le angosce, la speranza e la voglia di rinascita dell’animo umano. Scritto a quattro mani raccoglie l’urgenza creativa di Beppe e Raoul, dovuta al blocco dell’attività dal vivo. Con 10 brani inediti e una cover in italiano, sardo con variazioni territoriali, versi in inglese, latino e dialetto “lagheèè”, e una rivisitazione di un brano  di Peter Gabriel tradotto in sardo, questo disco rappresenta la vera essenza dei due artisti sempre in viaggio tra le sonorità etno rock e dintorni, tra musica d’autore e sperimentazione.

    I dieci brani vedono anche la partecipazione di incredibili artisti sardi e internazionali: Stefano Agostinelli, Max Brigante, Cordas et Cannas, Federico Canu, Massimino Canu, Massimo Cossu, Tenores de Bitti Remunnu ‘e Locu, Concordu e Tenores de Orosei, Paolo Fresu, FantaFolk, Flavio Ibba, Gavino Murgia, Franco Mussida, Daniela Pes, Lorenzo Pierobon, Andrea Pinna, Giovannino Porcheddu e il già citato Davide Van de Sfroos in “Ommini D’Eba”

    Beppe e Raoul formano un sodalizio artistico che affonda le radici nella cultura isolana, ma è tutt’altro che isolato; anche in quest’ultimo lavoro sono innumerevoli gli incroci tra generi, persone, tematiche. Già le loro storie sono un mash-up di lontananze che si incontrano, dai luoghi d’origine al percorso artistico. Beppe inizia come musicista con Ron, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, passa alla scrittura per Ramazzotti, Josh Groban e, soprattutto, per se stesso in tre album a suo nome prima di diventare la nuova voce dei Tazenda alla morte prematura di Andrea Parodi, leader storico della band sarda. Nel 2015 scrive un nuovo album in “Limba” (lingua sarda) dal titolo “ABBA e nel 2019 è la volta di S’incantu ‘E Sas Cordas (l’incanto delle corde) progetto musicale con l’arpista comasco Raoul Moretti, dove si esalta il suono e la vibrazione delle corde. Raoul, invece, viene dal mondo classico cameristico e lirico-sinfonico prma di iniziare a collaborare con artisti pop, rock e cimentarsi in proprio in composizioni dall’ispirazione cinematografica. Ha vinto il premio L’artista che non c’era 2020, ed in duo con Beppe Dettori il premio Archivio Cervo 2020 ed è arrivato come finalista alle Targhe Tenco 2020.   Ha suonato nei più importanti festival internazionali di arpa in Italia, Svizzera, Francia, Belgio, Spagna, Croazia, Serbia, Bulgaria, Polonia, Grecia, Slovacchia, Cina, Hong Kong, Paraguay, Cile, Messico, Venezuela, Caraibi francesi, Dominica, Brasile, Argentina e Australia. È ideatore e direttore artistico del Festival Internazionale Arpe del Mondo, che riunisce in Sardegna i migliori arpisti di tutti i generi da ogni parte del mondo

    Con Raoul abbiamo continuato a sperimentare un proficuo “scambio artistico” composto di interconnessioni tra generi come il Folk, l’Etno-Rock e la canzone d’autore, il progressive, la sperimentazione e l’elettronica, l’album mantiene la nostra cifra stilistica tipica, basata su ricerca vocale, arpa elettrica con elettronica e chitarra, ma in più abbiamo avuto l’enorme privilegio di accogliere splendidi amici compagni di viaggio.” – racconta Beppe Dettori.

    dettori moretti

    Primo singolo dell’album “ANIMAS” è stato “Sardus Pater”, quasi tutta in limba, è una preghiera all’ antica divinità Shardana, protettore dei mari e dei naviganti. In questo brano prende le vesti del padre della tradizione sarda. Invocazione alla vita e al perdono, l’amicizia e l’amore che trovano spazio in aperture ad una nuova condizione umana, una dansa Noa, una nuova danza. Sempre visione di speranza e di bellezza anche in questo brano dove si uniscono a Raoul e Beppe due talenti della world music isolana, i FantaFolk con organetto diatonico e tin-whistle. Chiudono il cerchio delle collaborazioni Massimo Canu al basso fretless e Federico Canu percussioni.

    “Oro e diamante”  è stata la prima canzone scritta per questo progetto durante la pandemia, ed è dedicata, anche se non esplicitamente, alla figura artistica e umana di Maria Carta, sulla quale era incentrato il fortunato progetto precedente, Incanto Rituale. Un brano energico scritto quasi di getto, in italiano e sardo-logudorese che si apre a soluzioni armoniche Rock che si sviluppa sulla base sonora e ritmica dell’arpa elettrica e delle chitarre acustiche. L’ospite di questo brano è un gruppo storico della world music isolana e internazionale, come i CORDAS ET CANNAS a suggello dell’amicizia e stima condivisa sui palchi nell’estate scorsa.

    “Anime confuse” mete in musica l’animo umano confuso e deluso che cerca, attraverso la poesia e la bellezza, incoraggiamento e consapevolezza per superare l’inquietudine del quotidiano vivere. Alla stesura del testo in italiano collabora il poeta sassarese Leonardo Omar Onida. Un brano dal forte impatto emozionale, basato sui suoni ostinati dell’arpa elettrica. La melodia, quasi lirica e semplice nell’espressione dialoga con l’inconfondibile e preziosa tromba del grande Paolo Fresu.

    “Battordichi Pinturas nieddhas”, originale e intensa rilettura in sardo di “Fourteen Black Paintings”, il raffinato e visionario brano di Peter Gabriel, ex frontman dei Genesis, artista eclettico, grande sperimentatore, legatissimo alla Sardegna e cittadino onorario di Arzachena. “Strumenti a corde, voci ed elettronica-loops per un omaggio a un grandissimo della musica e tra i fondatori della world music – spiega Dettori – Un artista a cui siamo riconoscenti perché ha fatto conoscere la tradizione del Canto a Tenore nel mondo. Un inno ai diritti umani, un brano che apre alla speranza, al desiderio di rinascita”.

    “Ommini d’eba” significa in stintinese uomini d’acqua. Beppe e Raoul sono due uomini d’acqua uno di acqua dolce e l’altro di acqua salata. Raoul, uomo d’acqua dolce che vive in Sardegna, chiede a Beppe, uomo di acqua salata di Stintino, di immaginarsi una storia che rappresenti questa realtà. Impossibile non coinvolgere una voce ed un amico come Davide Van de Sfroos, che con l’isola ha un legame speciale. Davide ha sempre portato avanti la battaglia della tutela delle lingue minoritarie e ha portato il laghee alla ribalta nazionale. Due voci che raccontano storie di guerra e contrabbando. La durezza del sopravvivere e inventarsi il quotidiano, quasi come questo periodo pandemico in cui siamo tutti costretti a reinventarci per superare i disagi e l’inquietudine. Davide ha regalato oltre che la sua arte anche la sua poesia, scrivendo in laghee la seconda parte del brano e la sua maestria e duttilità nel cimentarsi nel canto in dialetto sardo. Nasce così una ballata emozionale, con i contrappunti violinistici di Andrea Pinna.

    La tracklist di “ANIMAS” si completa con:“Continuum (Serpens qui caudam devorat)”; “Animas”; “Distopie di Orwell”; “Eziopatogenesi”; “Figiurà”;  “Cose dell’anima”.

    In chiusura Raoul Moretti:Per ogni traccia di questo disco abbiamo deciso anche di far realizzare dei video in collaborazione con il regista Renato Cubo, che ha ripreso l’artista Vito Furio intento a creare opere con la sabbia. In questo modo ogni traccia ha il suo sfondo cromatico”. –

     

     

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