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Sconto benzina, summit Regione – gestori: tra una settimana si parte per fermare gli aumenti foto

La soddisfazione di Daniela Maroni:"L'importante è riattivarla, spero che da gennaio sarà più ampio il margine per i cittadini"

Una escalation che deve essere fermata. E per farlo, primo passo in attesa di avere più margine dal prossimo anno alla nuova rilevazione, è la riattiazione della carta sconto benzina. Il via libera ufficiale è arrivato oggi dopo il summit – svolto in modalità online – tra dirigenti della Regione Lombardia e rappresentanti di benzinai e compagnie petrolifere. Non c’erano dubbi, ma l’ok c’è per riattivare – con modalità differenti rispetto al passato – lo sconto è arrivato oggi. Non sarà operativo questo fine settimana (per un intoppo puramente burocrtaico, l’ok del Garante Privacy per la gestione dei dati ei clienti), ma dal prossimo. Insomma, da metà mese si parte davvero.

aumenti prezzi benzina alle pompe immagini generiche prezzi e distributore

Inizialmente lo sconto sarà di pochi centesimi – calcolo matematico derivante dalla legge su questo sconto – ma la speranza è di avere maggiori agevolazioni da gennaio quando ci sarà una nuova rilevazione sui prezzi alle pompe. Arrivati in questi giorni a sfiorare in qualche caso o peggio ancora a superare i 2 euro al litri per la benzina. Lo sconto, in questa prima fase, riguarda solo la benzina e la fascia a ridosso del confine.

daniela maroni consigliera regionale sede pirellino como

Sono soddisfatta di questo risultato – spiega Daniela Maroni, presidente provinciale dei benzinai di Confcommercio – perchè l’importante è riattivare la carta, ora tramite App delal Regione. Ai comuni dico che si devono attrezzare subito al meglio per andare incontro alle richieste dei cittadini. Spero che da gennaio lo sconto sarà più ampio. Ma questa decisione, va precisato per non ingenerare confusione, non spetta nè ai gestori nè alla Regione. Ma è un puro calcolo matematico che emerge dalla legge che regola lo sconto. Altra cosa che tengo a precisare: i prezzi alti alle pompe non sono stati decisi dai gestori – che hanno un margine davvero bassissimo di guadagno – ma dalle compagnie petrolifere”.