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PiazzaParola nel nome di Robinson. Week End di incontri letterari sulle geografie della solitudine

A mio avviso tutti i nostri sconforti per le cose di cui manchiamo, scaturiscono dalla nostra ingratitudine per quelle che abbiamo annota Robinson Crusoe nel suo diario di naufrago ed è una riflessione che molti hanno fatto quando il lockdown ci ha confinati dentro le nostre quattro mura domestiche, isole della disperazione, per dirla alla Defoe, dove il confronto con la solitudine, l’isolamento, la mancanza di molte cose, ha scavato voragini di sconforto. Naufraghi solitari, prigionieri dei nostri schermi, abbiamo imparato a riconoscere il valore prezioso e insostituibile della vicinanza fisica e del contatto con gli altri, che ci eravamo forse illusi di poter sostituire con fittizie relazioni virtuali.

Questo pomeriggio PiazzaParola, il festival letterario in corso a Lugano, il professor Aurelio Musi presenterà “Storia della solitudine. Da Aristotele ai social network” (Neri Pozza), un libro nel quale emerge che la solitudine non è solo una condizione negativa: a volte rappresenta una scelta consapevole. Beata e maledetta, la solitudine si ritrova in epistolari, in letteratura, al cinema, e persino nei social media… In dialogo con Ira Rubini e con il pubblico, Musi ripercorrerà la storia di una condizione con cui l’animo umano da sempre si confronta.

La decima edizione di PiazzaParola si ispira al primo grande romanzo inglese del Settecento:La vita e le avventure di Robinson Crusoe e il romanzo di Daniel Defoe si è rivelato di grande attualità, offre infatti preziose chiavi di lettura e interessanti spunti di riflessioni per interpretare il nostro presente pandemico. Il festival è curato da Yvonne Pesenti Salazar e Natascha Fioretti e realizzato in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura nell’ambito del progetto LAC edu. Iniziata mercoledì con la critica Nadia Fusini che è entrata nel meccanismo narrativo del romanzo di Daniel Defoe, la decima edizione di PiazzaParola si chiuderà nel week end con ben 11 incontri al LAC di piazza Bernardino Luini Lugano. Tutti gli incontri potranno essere seguiti anche in diretta streaming su edu.luganolac.ch e su facebook.com/luganola

 

Ecco in dettaglio il programma dei prossimi incontri

 

Venerdì 22 ottobre, ore 18.45

IL SELVAGGIO VENERDI

Marco Aime dialoga con Ira Rubini

In “Robinson Crusoe” si parla anche dell’incontro con il diverso, personificato nel selvaggio Venerdì. Robinson è una sorta di quintessenza del nuovo spirito borghese. Molte importanti conquiste della civiltà occidentale sono figlie dello spirito di avventura e dell’antropocentrismo di cui è impregnato il racconto del marinaio Robinson, uno spirito che ha generato e alimentato per secoli il razzismo. La relazione tra il naufrago e il suo alter ego Venerdì rimanda infatti direttamente al binomio dominio-sottomissione, al cuore del rapporto di schiavitù. L’antropologo Marco Aime ci guida alla scoperta della figura iconica di Venerdì e dei tanti significati che questo personaggio incarna.

 

Sabato 23 ottobre, ore 10.15

INDIVIDUALISMO MITO LAICO DELL’OCCIDENTE

Paolo Pagani e Ilaria Gaspari

Personaggio universale, come Don Chisciotte, Don Giovanni e Faust, anche Robinson rappresenta l’archetipo dell’individualismo moderno: nonostante le molte avversità, Robinson ritrova sempre il senso della sua individualità cosciente e raziocinante, risolvendo da sé – by myself, come riafferma di continuo – i problemi che la difficile situazione di naufrago solitario gli presenta.

Antesignano e teorico di una nuova e radicale forma di individualismo, anche Friedrich Nietzsche è stato un inesausto viaggiatore. Il libro Nietzsche on the road di Paolo Pagani non è però una semplice biografia, ma un vero e proprio romanzo d’avventura, che insegue le tracce dell’inquieto filosofo da Naumburg a Sils Maria, da Basilea a Torino. Paolo Pagani e la filosofa Ilaria Gaspari ci conducono al cuore dell’opera e della filosofia nietzschiana, tracciandone la genesi attraverso la geografia dei luoghi che hanno propiziato ognuna delle stagioni intellettuali del più dinamitardo dei pensatori.

 

Sabato 23 ottobre, ore 11.15

ADDOMESTICARE LA NATURA SELVAGGIA

Emanuele Coccia dialoga con Valentina Scaglia e Claudio Visentin

Il dominio incondizionato dell’uomo sulla natura, l’utilizzo indiscriminato di ogni risorsa naturale è un paradigma alla base della vicenda narrata da Defoe. Robinson è un borghese pragmatico, un commerciante nato, che sfrutta in modo sistematico ogni risorsa della sua isola, costantemente alla ricerca di ciò che può essere, come ripete di continuo, “very useful to me”.

La pandemia ci impone con urgenza di abbandonare una visione antropocentrica e strumentale e di ripensare il nostro rapporto con la natura: il filosofo Emanuele Coccia afferma la necessità di una nuova ecologia, di una relazione reciproca fra tutti i viventi – tutti parte di una sola casa e di un’immensa famiglia.

Con Coccia dialogheranno Valentina Scaglia, giornalista e viaggiatrice. Da anni cammina attraverso le aree disabitate in Italia e nel mondo, con lunghe traversate in Islanda, Anatolia, Israele, Siberia, Canada, Bolivia. Ha collaudato itinerari inconsueti lungo le Alpi, gli Appennini e le coste marine, portando avanti i due progetti “esplorativi”: Dove il Mediterraneo è ancora selvaggio e A piedi nell’Italia del silenzio da cui è stato tratto il volume edito da Hoepli Wilderness in Italia di cui parlerà durante l’incontro e il giornalista e docente di Storia del Turismo all’Usi Claudio Visentin.

 

Sabato 23 ottobre, ore 14.15

FOCUS SCHWEIZ, SUISSE, SVIZRA

IL DESIDERIO DI ESOTISMO

Alex Capus dialoga con Natascha Fioretti

Alex Capus è tra gli autori di lingua tedesca più noti e amati dal grande pubblico. Diventato famoso a livello internazionale con il bestseller Leon e Louise, Alex Capus è un grande viaggiatore e ricercatore. Una questione di tempo nasce a margine di una ricerca sulla vita di Robert Louis Stevenson e si estende fino a disegnare un affresco cupo e doloroso della penetrazione coloniale europea nell’Africa centrale. Seguendo il trasporto della nave Götzen dal Mare del Nord al lago Tanganica (oggi fra Burundi, Tanzania, Zambia e Repubblica democratica del Congo), i tre protagonisti si trovano a vivere in Africa, da dominatori, gli anni terminali della Belle époque e del Primo conflitto mondiale, sforzandosi di restare umani e di sfuggire dalla logica dei dominatori. Ma scoprono che è impossibile: la struttura colonialista corrompe irrimediabilmente l’individuo e lascia un segno fortissimo in tutti coloro che vi prendono parte.

 

Sabato 23 ottobre, ore 16.15

FOCUS SCHWEIZ, SUISSE, SVIZRA

UN’ISOLA NELLA CAMPAGNA VODESE

Bruno Pellegrino dialoga con Yvonne Pesenti Salazar

Con Bruno Pellegrino andremo nelle campagne vodesi degli inizi del secolo scorso, per la precisione a Carrouge, dove si trova il podere di famiglia dei Roud, tra le cui mura i fratelli Gustave e Madeleine Roud trascorrono la loro intera esistenza in una quotidianità lontana da tutto e da tutti. L’autore ci racconta tanto dell’uno quanto dell’altra. Di Madeleine ci dice che non le dispiacerebbe assomigliare a un astronauta, ritaglia e mette da parte tutte le notizie sulla NASA e segue con interesse le conquiste spaziali. Prepara delle torte eccezionali ambite da tutto il vicinato ed è la spalla forte di Gustave. Lo sprona nel suo scrivere, aspetta fino a tarda ora che rientri dalle sue passeggiate durante le quali il poeta ama concedersi orge di lamponi o lunghe soste nel caffè dell’Avenue du Théatre.

 

Sabato 23 ottobre, ore 17.30

FOCUS SCHWEIZ, SUISSE, SVIZRA

CARTOLINE DALL’ISOLA

Andrea Fazioli e Yari Bernasconi

Che cos’è una piazza? La si può considerare un’isola all’interno del crocevia urbano?

Gli scrittori Yari Bernasconi e Andrea Fazioli hanno deciso di approfondire questa domanda, esplorando uno dei luoghi più connotati di Zurigo: Paradeplatz. I due hanno però deciso di farlo a modo loro, e cioè incontrandosi in piazza una volta al mese durante un intero anno, armati dei loro taccuini e di una poesia ogni volta diversa, scelta per l’occasione. Il risultato è un reportage letterario in dodici episodi capace di essere insieme intimo e selvaggio. Finché non arriva una guida turistica che, mentre «snocciola dettagli sulla piazza al suo gruppo di seguaci, si affretta a precisare: hier ist das Geld, è qui che stanno i soldi». Chissà cosa avrebbe pensato Daniel Defoe, che in un primo momento tentò la fortuna come uomo d’affari e fu anche tra i primi a concepire e attuare la scrittura come business, sfruttando in senso commerciale gli eventi della sua vita – le sue bancarotte, ad esempio, o quella volta che, esposto in pubblico, lo misero alla gogna.

 

Domenica 24 ottobre, ore 10.15

MA QUANTI SONO GLI EREDI DI ROBINSON?

Björn Larsson dialoga con Simona Sala

Il successo di Robinson Crusoe non fu solo, e da subito, immediato e strepitoso, ma anche prolifico di imitazioni. L’entusiasmo imitatorio diede ben presto vita a un nuovo genere letterario, le Robinsonaden, racconti e romanzi di avventura e di scoperta che per due secoli spopolarono in tutta Europa.

Tra gli eredi di Robinson si può annoverare anche lo scrittore svedese Björn Larsson, che nei suoi romanzi ha narrato le avventure di pirati e navigatori, raccontandoci esistenze nomadi vissute all’insegna della libertà. Da sempre combattuto tra il vivere e lo scrivere, dopo tanti viaggi tra terra e mare, lo scrittore si racconta e ci parla della sua idea di libertà.

 

Domenica 24 ottobre, ore 11.15

FOCUS SCHWEIZ, SUISSE, SVIZRA

L’OMBRA DELLA TRAGEDIA

Arno Camenisch dialoga con Yvonne Pesenti Salazar

Con il suo più recente lavoro, L’ombra sul villaggio, Arno Camenisch ci riporta a Tavanasa nei Grigioni, il suo luogo d’infanzia: il libro più intimo e personale che lo scrittore ha prodotto fino ad oggi, in cui racconta della morte di suo padre, della perdita di una donna che amava, del suicidio di suo zio. Scrive anche del divorzio dei suoi genitori, che per l’epoca fu uno scandalo nel villaggio. L’ombra ha un doppio significato: indica la penombra in cui si trova il villaggio per tre mesi all’anno in inverno, quando il sole non arriva in valle, e allude al contempo a un incidente – che scosse l’intero villaggio e non è mai stato dimenticato – accaduto poco prima che Camenisch venisse al mondo.

 

Domenica 24 ottobre, ore 16.15

FOCUS SCHWEIZ, SUISSE, SVIZRA

MANIFESTO INCERTO PER IL XXI SECOLO

Frédéric Pajak dialoga con Sebastiano Marvin

Lo scrittore, nato nell’Île-de-France nel 1955, di nazionalità francese e svizzera, nel suo romanzo grafico Manifeste incertain, capolavoro che gli è valso il Gran Premio svizzero di letteratura, spazia dal memoir alla biografia, dal saggio fino al racconto per immagini. La sua storia inizia dall’infanzia nella Strasburgo del dopoguerra con la nonna Poulette per poi mescolarsi a quella del sognatore Walter Benjamin e di altri esuli, come Joyce o Beckett. Dal malessere di Benjamin alla poetica della disperazione di Isidore Ducasse passando per la follia di Vincent van Gogh, l’autore manifesta tutte le sfumature della malinconia, senza tralasciare la propria.

 

CHIUSURA DEL FESTIVAL

Domenica 24 ottobre, ore 17.30

ISOLE DI CULTURA PER SALVARCI DAI NAUFRAGI QUOTIDIANI

Gilles Marchand e Dario Olivero in dialogo con Roberto Antonini e Natascha Fioretti

Uno studio dell’Università di Zurigo sulla qualità dei media conferma la crisi del giornalismo culturale. La difficoltà economica del settore è stata accentuata dalla pandemia e si è sommata alla concentrazione delle testate, portando a un accorpamento delle redazioni, con tagli alle risorse e ai programmi. Sono diminuiti gli spazi per la cultura, e diminuisce la qualità. Dove va, dunque, il giornalismo culturale? E quale ruolo riveste la cultura nella programmazione di servizio pubblico? Privandoci di manifestazioni, concerti e spettacoli, la pandemia ci ha tuttavia ampiamente dimostrato quale sia l’importanza delle pagine culturali dei quotidiani e delle trasmissioni a carattere culturale – le isole di cultura che ci salvano dai naufragi quotidiani.

 

 

PIAZZAPAROLA

Robinson. Geografie della solitudine

Lugano – LAC, dal 20 al 24 ottobre

PiazzaParola, alla riscoperta dei classici

 

PRENOTAZIONI

 

Gli incontri sono gratuiti e soggetti a prenotazione obbligatoria da effettuare online sul sito www.luganolac.ch o presso la biglietteria del LAC, raggiungibile anche telefonicamente al +41(0)58 866 4222.

Gli incontri di mercoledì 20 (apertura del festival) e venerdì 22 ottobre, alle ore 18:00 e 18:45, e quelli di sabato 23 e domenica 24 ottobre, alle ore 10:15 e 11:45, sono stati accorpati in un’unica prenotazione.

Nel rispetto delle disposizioni attualmente vigenti, l’accesso agli incontri di PiazzaParola è consentito esclusivamente a chi (> 16 anni) è in possesso di un certificato COVID che verrà controllato all’entrata con un documento di identità. All’interno degli spazi pubblici e per tutta la durata dell’incontro vige l’obbligo di indossare la mascherina (> dai 12 anni).

 

Per ulteriori dettagli sulla prenotazione e maggiori informazioni sul piano di protezione si consiglia di consultare il sito www.luganolac.ch/piazzaparola

 

Biglietteria LAC Lugano

Piazza Bernardino Luini 6

+41 (0)58 866 4222

www.luganolac.ch