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Museo della Seta, aperta la mostra degli Yukata: Como e Tokamachi sempre più unite foto

Anche il sindaco e l'assessore Cioffi all'inaugurazione. Progetto ideato e realizzato dall’Isis Paolo Carcano di Como con la Fondazione Setificio e dall’associazione Miciscirube.

Al Museo della Seta è stata inaugurata oggi la mostra Yukata, aperta al pubblico da oggi fino al prossimo 15 novembre e realizzata grazie alla importante collaborazione tra il Comune di Como e il Museo, con 22 kimono stampati e confezionati in Giappone esposti insieme a 13 abiti in seta realizzati dagli studenti dell’Isis Paolo Carcano di Como. L’iniziativa costituisce la fase finale del progetto per il 45° anniversario di gemellaggio di Como con la città giapponese di Tokamachi, “Yukata per la nuova generazione di Como-Tokamachi”, ideato e realizzato dall’Isis Paolo Carcano di Como con la Fondazione Setificio e dall’associazione Miciscirube, e rappresenta il rapporto in continua evoluzione tra la cultura occidentale e quella orientale, nella crescente sensibilità delle nuove generazioni.

Presentati gli Yukata degli alunni del Setificio: Como e Tokamachi piu' vicine

All’inaugurazione ieri sera erano presenti, insieme alle ex allieve del Setificio che hanno allestito la mostra, il prefetto di Como Andrea Polichetti, il sindaco di Como Mario Landriscina, l’assessore alla Cultura e alle Relazioni internazionali Livia Cioffi, la dirigente del settore Cultura Maria Antonietta Marciano, Maria Grazia Sassi in rappresentanza dell’Amministrazione provinciale, la presidente del Museo della Seta Giovanna Baglio, il dirigente scolastico del Setificio Roberto Peverelli, la coordinatrice del progetto Yukata Anna Cavadini, il presidente della Fondazione Setificio Graziano Brenna, Akiko Izawa in rappresentanza dell’associazione Miciscirube e Laura Bordoli della Famiglia Comasca, il presidente dell’Ufficio Italiano Seta Stefano Vitali, Davide Gobetti e Lorenzo Frigerio per Confartigianato, il presidente dell’associazione Ex Allievi del Setificio Alessandro Ventimiglia.

Presentati gli Yukata degli alunni del Setificio: Como e Tokamachi piu' vicine

«Questa iniziativa parte da una solida relazione tra Como e la città di Tokamachi – ha commentato il sindaco Mario Landriscina – e prosegue nello sviluppo di scambi culturali vivi e di grande interesse. La città con le sue tante espressioni sta lavorando per ottenere il riconoscimento di Città Creativa dell’Unesco, e in questa esposizione la creatività gioca sicuramente una parte fondamentale: dimostra originalità perfino nella riproduzione di modelli di abiti che altri hanno studiato per millenni. Agli studenti, agli insegnanti e a tutti coloro che hanno collaborato a questo progetto esprimo la mia ammirazione e soddisfazione. Il comune si è impegnato per sostenere questo percorso, che contiene la nostra storia di ingegno, fantasia, industria e lavoro».

 

inaugurata mostra yukata museo della seta di como autorità e foto di gruppo

 

«La mostra Yukata per noi è molto più che un’esposizione temporanea – dice Giovanna Baglio, presidente del Museo della Seta di Como – E’ il consolidamento di una rete, fatta di tutti quegli enti che hanno dato il massimo per realizzare questo bellissimo e coloratissimo progetto, che ha dimostrato che una città unita c’è, esiste, e può creare cose splendide. E’ lo storico legame tra la città di Como e la città di Tokamachi a dimostrare che le relazioni internazionali e virtuose possono portare a risultati inaspettati, che hanno del magico. E’ l’occasione per portare all’interno del Museo quel pubblico che più difficilmente gravita nei luoghi della cultura come il nostro Museo, ovvero i giovani e i giovanissimi, che per Yukata sono stati protagonisti e parte attiva e creativa di indiscusso talento. E’ il modo, per il Museo, per parlare di tematiche che tanto ci stanno a cuore: la sostenibilità, la spiritualità, la diversità come risorsa. Yukata è un viaggio, da Tokamachi fino a Como, che il visitatore può fare, ammirando degli originali manufatti tessili che parlano di noi, della nostra interiorità, del mondo in cui viviamo, del futuro che vorremmo. Venite a visitarla, fino al 15 novembre, al Museo della Seta. Vi rifarete gli occhi e lo spirito!»