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Vaccini, Ats sollecita i sanitari tra Como e Varese: 317 regolarizzano la loro posizione foto

La spiegazione di come avvengono le verifiche di chi lavora in questo settore. Per altre 477 persone istruttoria tuttora in corso.

ATS Insubria ha incrementato l’attività di accertamento prevista dalla normativa vigente verificando per gli esercenti le professioni sanitarie e per gli operatori di interesse sanitario l’obbligo vaccinale o la sussistenza di motivi che ne giustifichino l’esonero. Una prassi che interessa tutta la provincia con i sanitari e coloro che sono direttamente collegati a loro.

 

L’azienda dà inizialmente comunicazione a mezzo pec o raccomandata nella quale si chiede di documentare eventuali situazioni di esclusione dall’obbligo vaccinale. In assenza di riscontro, viene inviata una seconda comunicazione con l’invito a procedere con la somministrazione della vaccinazione entro sette giorni. Se il soggetto non fornisce riscontro e previa ulteriore verifica dell’assenza di registrazione nella banca dati sulle vaccinazioni in uso in Regione Lombardia, si provvede ad inviare un provvedimento di accertamento (notificato all’interessato, all’Ordine Professionale se previsto per la categoria e al datore di lavoro). Questo l’iter previsto da Ats prima di arrivare alla eventuale sospensione dall’incarico.

 

Ad oggi risultano inviati 925 provvedimenti di accertamento tra le province di Varese e Como, a seguito dei quali 317 lavoratori hanno provveduto a regolarizzare la propria posizione fornendo l’opportuna documentazione attestante l’assolvimento dell’obbligo. Per 477 soggetti l’istruttoria risulta ancora in corso come informa Ats in una  nota ufficiale.