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Chiusura della Regina, la preoccupazione dei sindacati:”Chi pensa alla Rsa di Sala Comacina ?” foto

Contesto già difficile per il post-Pandemia, ora lo stop di quattro mesi rappresenta una grossa incognita anche per l'occupazione. Molti sono tuttora in cassa integrazione.

I sindacat i Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl esprimono grande preoccupazione per le prospettive della rsa Villa Stefania in seguito alla definitiva decisione di chiudere una tratto della strada Regina a partire dal 29 novembre. Il personale, 74 lavoratrici e lavoratori in tutto, già fortemente provato dalla pandemia, è ancora oggi in cassa integrazione a causa della mancanza di nuovi ingressi; oggi, infatti, ricevono assistenza solo 65 ospiti su 110 posti letto disponibili.

 

In questo difficile contesto, la chiusura di quattro mesi della Regina rappresenta una grandissima incognita per la prosecuzione di un servizio quale quello di assistenza agli anziani e persone fragili: c’è da comprendere in quale modo i lavoratori potranno raggiungere agevolmente la struttura per coprire turni mattutini, pomeridiani e serali/notturni e come sarà possibile garantire l’assistenza medica d’urgenza, che prevede il raggiungimento della casa di riposo in mezz’ora di tempo da parte dei medici addetti. Inoltre, come sarà gestita l’emergenza sanitaria nell’eventualità di un trasporto presso i presidi ospedalieri di riferimento (Menaggio/Gravedona)? E come saranno gestite le forniture di presidi sanitari e approvvigionamenti?

Sono questi gli aspetti di maggior criticità e preoccupazione, aspetti indispensabili per offrire la qualità che un servizio essenziale come quello dell’assistenza ad anziani e persone fragili richiede. Le organizzazioni sindacali, che hanno inviato questo comunicato, hanno già incontrato, in una recente riunione, la Direzione della casa di riposo, la quale ha riferito che, nonostante diversi solleciti, non ha ricevuto alcuna risposta dalle autorità competenti. Martedì 19 ottobre, presso la casa di riposo si terrà l’assemblea sindacale di tutto il personale, comprensibilmente preoccupato per la situazione propria e delle persone che assiste quotidianamente. Seguirà una richiesta di convocazione urgente in Prefettura.