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“Giù le mani dalla Cà d’Industria”, la rabbia dei dipendenti sfila sulle strade di Como foto

Sindacati in corteo, la loro posizione in una lettera aperta. Forti disagi alla circolazione al loro passaggio.

Lo slogan più ripetuto è stato quello già sentito a luglio fuori dalla Prefettura di Como:”Giù le mani dalla Cà d’Industria” (video allegato). E con questo hanno sfilato per le vie di Como creando, inevitabilmente, disagi anche importanti alla circolazione del Girone. E se forse c’era un modo per far sentire la propria “voce”, ecco questo è stato ottenuto. Tanti che forse non sapevano nulla del contenzioso tra lavoratori e sindacati da una parte e vertici della Cà d’Industria dall’altra, lo hanno appreso loro malgrado restando fermi in coda per alcuni minuti. Presidio in piazza Cavour e poi manifestanti diretti fuori dal Comune a scandire gli stessi slogan.

corteo protesta dipendenti e sindacati Cà d'Industria sulle vie di como con forze ordine
corteo protesta dipendenti e sindacati Cà d'Industria sulle vie di como con forze ordine

Riportiamo la lettera aperta dei lavoratori di Cà d’Industria per spiegare le motivazioni della protesta di oggi

 

Noi lavoratrici e lavoratori della RSU Ca d’Industria di Como, vogliamo condividere
con la cittadinanza il rammarico e la sorpresa, che ci ha colto quanto ci è stata data
informazione delle intenzioni da parte del CDA di cambiare i contratti ai lavoratori
come unica soluzione ai problemi attuali. Dopo più di un anno, in cui abbiamo
lavorato “a mani nude” affrontando la prima fase della pandemia, ancora
sottovalutata da tutti, con coraggio e professionalità, siamo stati travolti dalla scelta
del CDA.

Abbiamo fronteggiato questo periodo con devozione, abnegazione e non ultima
umanità. Abbiamo vissuto la morte da vicino cercando di stare accanto alle persone
che stavano soffrendo in primo luogo a causa della lontananza dei propri cari. In
alcuni casi non abbiamo potuto salutare gli ospiti (diventati parte della famiglia della
ca d’Industria), che sono mancati e non abbiamo trovato al nostro rientro dalla
quarantena. Abbiamo affrontato la morte, e siamo stati presenti, contagiati, ammalati,
ma sempre pronti a tornare al lavoro come da sempre facciamo, spesso anteponendo
il nostro lavoro alla famiglia. Molte e molti di noi lavorano in Fondazione Ca
d’Industria da moltissimi anni e non è mai mancata la collaborazione e il senso di
responsabilità, che ha permesso di garantire un servizio di qualità.
Dopo tutto questo siamo stati ripagati con una scelta unilaterale e di chiusura totale
verso le richieste delle lavoratrici e dei lavoratori che rappresentiamo.
Tutto questo ha determinato una spaccatura e un senso di sfiducia nei riguardi degli
amministratori. Si è quindi perso quel senso di famiglia che ha contraddistinto i
rapporti e le relazioni della fondazione Ca d’Industria. Siamo deluse/i, amareggiate/i,
sfiduciate/i e oggi chiediamo solo di provare a pensare un futuro diverso per tutto il
personale della Fondazione.

Vogliamo con questo messaggio ringraziare tutte le persone che ci stanno sostenendo,
le colleghe ed i colleghi che sono presenti nelle varie iniziative e che sarnno presenti
al corteo di sabato, CGIL, CISL e UIL che ci stanno supportando nella nostra
protesta, i cittadini che abbiamo incontrato al mercato durante i volantinaggi.
Non vogliamo che la Fondazione Ca d’Industria sia divisa con personale di serie A e
di serie B, solo uniti e con gli stessi diritti potremo svolgere al meglio il nostro
lavoro.