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Parolario: Davide Fent presenta “Dal futurismo, al punk dadaismo” a Villa Bernasconi

Domani pomeriggio, ore 18, l’appuntamento di Parolario a Villa Bernasconi è con il giornalista e scrittore comasco Davide Fent che porterà il pubblico del Festival all’interno della più precoce delle avanguardie europee di inizio Novecento: il Futurismo. Infatti è uscito lo scorso giugno l’ultimo libro di Fent, un saggio dal titolo “Dal futurismo, al punk dadaismo”, mentre una frase di Antonio Sant’Elia scolpita sul Monumento ai Caduti di Como è l’epico sottotitolo “Stanotte si dorme a Trieste o in paradiso con gli eroi”.

Dopo il Rinascimento, la creazione culturale italiana più originale e importante è stata il Futurismo: avanguardia di tutte le avanguardie del Novecento, ha cambiato per sempre il modo di intendere l’arte e il rapporto di questa con la società promuovendo una rottura netta con il passato. Eppure si continua a trascurare la figura e l’opera del suo geniale inventore, Filippo Tommaso Marinetti, poeta, editore, romanziere, saggista, oltre che uno straordinario provocatore, dissacratore e motore di cultura, in ogni ambito.

“L’iconoclastia futurista”, definita dal critico d’arte Mario De Micheli, trovò le sue radici nel provincialismo e nella burocratizzazione progressiva dell’Italia post-risorgimentale. Soli tre mesi separarono la nascita della rivista fiorentina “La Voce” di Giuseppe Prezzolini dalla pubblicazione del Manifesto del Futurismo del 20 febbraio 1909: due avanguardie, quella vociana e quella futurista, notevolmente differenti, secondo Emilio Gentile, ma connotate da alcuni interessi comuni che, insieme alla “Lacerba” (nata da una costola dissidente de “La Voce” su iniziativa di Papini, Soffici, Palazzeschi e Tavolato), sfociarono nell’analisi delle più disparate tematiche economiche, sociali, filosofiche, letterarie ed artistiche, suscitando un clima di fervore in cui il futurismo poté prosperare. Lo stesso Papini, nella rivista francese “Mercure de France”, affermò come lo stesso movimento di cui faceva parte rappresentava una “reazione necessaria a quel culto sfrenato e idiota dell’antico […] a quel disprezzo della modernità di cui il nostro ambiente intellettuale era saturato e lo conduceva a un esaurimento noioso e umiliante”.

I futuristi intrattengono un rapporto di scambio ed influenza reciproca, evidente e fruttuosa, con le altre avanguardie europee a loro coeve, dal Cubismo all’Astrattismo, dal Dadaismo al Surrealismo ed alla Metafisica. Proprio il progressivo avvicinamento al Cubismo segna il passaggio dal Primo Futurismo al Secondo Futurismo, che viene fatto coincidere convenzionalmente con la morte di Umberto Boccioni (1882-1916) e con il conseguente spostamento del baricentro del movimento da Milano, dov’era nato, a Roma. Alla fine degli anni ’20, un’ulteriore svolta in direzione surrealista inaugura la stagione del Terzo Futurismo, prima del suo definitivo dissolvimento

Davide Fent nuovo libro futurismo

Davide Fent, nato a Como il 2 maggio 1967, ha pubblicato la raccolta poetica <<Emersioni Lacustri>> per Lietocolle Editore, <<Finché morte non ci separi>> Youcanprint e <<Allora arriva il Natale>> Editoriale Lombarda. Pubblicista, cinefilo e bibliofilo. Sommelier ad honorem, si dichiara come Giancarlo Vigorelli un cattolico di retroguardia e anarchico conservatore.

Per la presentazione  di  “Dal futurismo, al punk dadaismo. Stanotte si dorme a Trieste o in paradiso con gli eroi” , Fent dialogherà con Luca Levrini e Luigi Cavadini
Info e prenotazioni QUI