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Tremezzina: la famiglia di musicisti Schnabel raccontata in una mostra foto

Per la prima volta – e in occasione di due anniversari che cadono nel 2021: i 70 anni della morte di Artur Schnabel, e i 20 anni della morte del figlio Karl Ulrich Schnabel – la Tremezzina rende omaggio con una mostra ad una famiglia di musicisti che, a partire da Artur, hanno intrecciato vicende personali e storie ricche di ammirazione ed interesse verso quel territorio e i suoi abitanti. Fino al 26 settembre a Villa Mainona, sede del Museo del Paesaggio del Lago di Como, “Arthur Schnabel e la sua famiglia. Storie di musicisti in Tremezzina sul Lago di Como”  è un percorso espositivo di fotografie, dipinti, documenti ed oggetti, racconta il vissuto umano e artistico  di quattro generazioni della famiglia Schnabel che vive continui cambiamenti e si muove da un continente all’altro, approdando in diverse fasi a Tremezzo e sul Lago di Como.

mostra arthur schnabel

Un vecchio baule tedesco fabbricato a Berlino e un baule armadio inglese marchiato Selfridges London sono l’immagine ideale per entrare nelle vite di Artur Schnabel (Lipnik 1882 – Morschach 1951), austriaco, compositore e pianista che per primo nel 1935 incise le 32 Sonate di Ludwig van Beethoven, ancora oggi pietra miliare della storia dell’interpretazione, della moglie Therese Behr-Schnabel (Stoccarda 1876-Lugano 1959) contralto tedesca molto nota per le sue interpretazioni del repertorio liederistico (per lei Richard Strauss compose il lied “Traum durch die Dämmerung”), del figlio Karl Ulrich Schnabel (Berlino 1909- Danbury, Connecticut 2001) pianista e insigne didatta, divulgatore instancabile e “padre” di molti pianisti dell’ultima generazione, di Helen Fogel Schnabel (New York 1911- Gravedona, Lago di Como 1974), pianista statunitense, brillante concertista e insegnante, moglie di Karl Ulrich, di Claude Alain Mottier (Zurigo 1972 – Poughkeepsie, New York 2002), figlio di Ann e François Mottier e nipote di Karl Ulrich, pianista ed erede della tradizione familiare vissuta con lucido e intelligente slancio.

Ebreo, residente a Berlino, Arthur Schnabel decise nel maggio 1933, all’avvento al potere di Hitler, di lasciare la capitale tedesca per soggiornare a Tremezzo, sul Lago di Como, in uno degli angoli più affascinanti della Tremezzina: Villa Ginetta.

mostra arthur schnabel

La mostra è divisa in tre sezioni: nella prima i materiali espositivi sono dedicati alla presentazione dei componenti della famiglia offrendo uno spaccato storico culturale che, dall’Europa di fine Ottocento, attraverso il XX° secolo. Nella seconda sezione l’arrivo in Tremezzina nel maggio del 1933 apre un capitolo di storia europea ma soprattutto locale vissuta nell’intreccio di coloro che partecipano e condividono emozioni, preoccupazioni e desideri dettati dal periodo. La terza sezione è dedicata alla Musica, quel linguaggio universale che consente il dialogo tra i popoli in una sorta di geografia intellettuale che gli Schnabel valorizzeranno fino all’elogio del territorio lariano attraverso la musica, inteso come bene comune da proteggere e tramandare. L’esposizione è arricchita da un percorso di ascolto musicale dato da una playlist in cui ciascuno dei musicisti della famiglia è protagonista nell’interpretazione di brani scelti con un criterio cronologico.

mostra arthur schnabel

La mostra “Artur Schnabel e la sua famiglia. Storie di musicisti in Tremezzina, Lago di Como” –, allestita presso il Museo del Paesaggio del Lago di Como a Tremezzina e promossa dal Comune di Tremezzina in collaborazione con l’Associazione Ars Aeterna e la Schnabel Music Foundation, con il contributo di prestiti di collezioni private e documenti inediti di archivi storici italiani (tra cui quello del Comune di Tremezzina). Nel progetto espositivo sono coinvolti Ann Schnabel Mottier e François Mottier, fondatori della Schnabel Music Foundation, Britta Matterne, musicologa e ricercatrice della suddetta Fondazione e dell’Università di Amburgo, Paola Colombo Mazzucchelli per l’ideazione, la progettazione, il coordinamento e le ricerche in archivi storici italiani, Paolo Bressan, per l’ideazione, la progettazione e il coordinamento con l’Associazione Ars Aeterna e LacMus Festival.