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La Como che ci piace: un week end strabiliante al Villa Olmo Festival foto

E’ stato un pirotecnico fine settimana di luglio con il gran finale della vittoria azzurra agli Europei di Calcio. Ma anche il Villa Olmo Festival ha segnato momenti indimenticabili a partire da venerdì sera con il concerto di uno scatenato Fabio Treves accompagnato dalla Treves Blues Band

Sono emozionato, perché vedo delle belle facce contente, dopo i molti mesi di chiusura, felice perché siamo in un posto incredibile. Dopo tanto tanto tempo finalmente vedo la gente del blues in questa bella situazione. È il primo concerto del tour estivo, il primo concerto del 2021. Adesso però basta, sennò mi emoziono troppo. Come diciamo noi a Lambrate, Ve vori ben! Vi voglio veramente bene”.

villa olmo festival

Davvero strepitoso il concerto di sabato 9 luglio del Puma di Lambrate Fabio Treves, accompagnato dai bravi musicisti Alex Kid Gariazzo alle chitarre, Gabriele Dellepiane al basso e Massimo Serra alla batteria che hanno saputo regalare al pubblico la grande musica del blues che, come ha detto Treves dal palco, È la musica che ha fatto la storia, quella buona, quella che persegue alti valori. Una band che quando sale sul palco esplode e fa esplodere l’entusiasmo, cosa che succede quando è la storia che parla, in questo caso la storia del blues made in Italy.

Ventiquattro ore dopo Treves il palco di Villa Olmo si accende per celebrare la reunion dei De Sfroos 25 anni dopo l’uscita del loro unico album “Manicomi”. Il loro tour è partito proprio da Como in un concerto sold out che ha fatto incontrare di nuovo la band con il suo pubblico, sulle note dello storico album – appena rimasterizzato – con i cavalli di battaglia come La curiera, El temp e l’inno (nùm che vèmm)  De Sfroos, ai quali si sono aggiunte le canzoni da solita di Davide Van De Sfroos.

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Le canzoni del disco Manicomi non scadono”, ha sottolineato Davide Bernasconi nel presentare i brani, sia per le tematiche affrontate sia per la parte musicale, sempre attualissima, e se mai ce ne fosse stato bisogno la risposta del pubblico non ha fatto che confermarlo.

La domenica del Festival Como Cittò della Musica (una parte consistente del Villa Olmo Festival), inizia prestissimo: alle 5 per il concerto all’alba. Un’alba tormentata meteorològicamente parlando. I temporali della notte hanno abbassato la temperatura di diversi gradi e il tivan che spira da nord mette a dura prova i leggii dei musicisti dove gli spartiti sbatacchiati dal vento costringono a pause non previste dai compositori dei bellissimi brani proposti dall’Ensemble Strumentale Scaligero.

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Da Madrid a Buenos Aires con musiche di Luigi Boccherini, Gioachino Rossini, Giovanni Bottesini, Joaquín Turina e Astor Piazzolla ha deliziato quasi duecento spettatori davanti al lago di Como

In un continuo rincorrersi di emozioni la domenica a Villa Olmo si chiude con un altro concerto. L’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e l’Ensemble laBarocca, diretti da Ruben Jais  hanno eseguito Le quattro stagioni o Le stagioni del mondo, un concerto tra i più coinvolgenti di tutto il festival. Partendo da Vivaldi con Le quattro stagioni è stato un excursus nella grande musica classica fino ad arrivare ad Astor Piazzolla di Las cuatro estaciones Porteñas, a raccontare l’atmosfera di Buenos Aires nella seconda metà del ‘900

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Due autori distanti nel tempo – più di duecento anni – e nello spazio, questo il riuscitissimo accostamento proposto da laVerdi al Villa Olmo Festival, che nella magica serata di domenica 11 luglio (in cui siamo diventati Campioni d’Europa), ha unito l’Estate Sforzesca al Festival Como Città della Musica. Le stagioni della natura di Vivaldi si sono alternate alle stagioni dell’anima di Astor Piazzolla sotto la magistrale direzione del Maestro Ruben Jais. Alla destra dello spettatore l’Orchestra Barocca mentre alla sua sinistra l’Orchestra Moderna, con una diversa accordatura degli strumenti. Ma la magia, che ha permeato l’intera esecuzione delle due opere, ha raggiunto il suo culmine nel bis, momento in cui le due orchestre – e si tratta di una cosa davvero difficile – si sono unite per suonare un pezzo a sorpresa: con uno strepitoso Libertango di Astor Piazzolla, la Verdi è riuscita ad annullare la differenza delle due accordature, protagonisti i due primi violini Luca Santaniello e Gianfranco Ricci. Mondi lontani che si uniscono, anche questo è successo nell’ambito del seguitissimo Festival di Villa Olmo, a chiusura di una settimana ricca di eventi ed emozioni.

Ed ora via con la terza settimana del festival nella quale arriveranno a Villa Olmo Moni Ovadia, il pianista americano Uri Caine Elio con un omaggio a Enzo Jannacci e per WOW Festival Margherita Vicario, Selton, Frah Quintale e Francesca Michielin