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Al Bassone sempre tensione alta e stato di agitazione: ora interviene anche il Prefetto foto

Mediazione tra gli agenti, esasperati, ed il rappresentante del Governo. I motivi della protesta: situazione esplosiva da mesi.

Resta lo stato di agitazione in attesa di definire meglio la situazione. Sempre esplosiva e difficlissima per gli agenti di polizia peniteniaria che oggi giorno rischiano – parole loro – durante i turni al carcere del Bassone. Tra violenze ed aggressioni, tra minacce e comportamenti fuori norma dei detenuti. Un malumore che dura da mesi e che è sfociato in questo documento – che riportiamo integralmente – redatto da tutte le organizzazioni sindacali dopo l’incontro con il Prefetto di Como Polichetti.

protesta agenti carcere del bassone di como per condizioni di lavoro

 

AL CAPO DEL DIPARTIMENTO
ROMA
ALLA DIREZIONE GENERALE DEL PERSONALE E DELLE RISORSE
ROMA
AL PROVVEDITORE A.P.
MILANO
AL PREFETTO
COMO
ALLE SEGRETERIE GENERALI
LORO SEDI
ALLE SEGRETERIE PROVINCIALI
LORO SEDI
AL PERSONALE DI POLIZIA PENITENZIARIA
COMO

OGGETTO: STATO DI AGITAZIONE CC COMO –
ESITO INCONTRO CON IL PREFETTO DI COMO
Egr. autorità
A seguito dello stato di agitazione intrapreso diverso tempo fa dalle organizzazioni sindacali cui la presente è sottoscritta
si partecipa alla vs attenzione che l’ invito rivolto a sua eccellenza il Prefetto di Como ha avuto la convocazione nel
palazzo del Governo locale nei giorni scorsi.
Al tavolo, presieduto dal Prefetto Andrea POLICHETTI, si è discusso delle problematiche che afferiscono il sistema
carcerario Italiano prima e locale poi.
In quanto organo di Governo abbiamo chiesto a sua Eccellenza di farsi portavoce delle nostre doglianze:

– Regole di ingaggio chiare per rendere operativo l’ art. 41 O.P. – Uso della Forza Fisica;
– Strumenti e Mezzi idonei per intervenire in sicurezza in occasione di eventi critici che minacciano l’ incolumità
altrui;
– Rispetto da parte dei detenuti delle disposizioni impartite dall’ Autorità dirigente, senza dove indietreggiare ad
ogni minaccia di protesta posta in essere al fine di ottenere quanto non disposto;
– Maggiore presenza dei vertici dell’ istituto, Comandante e direttore, nei reparti detentivi dove opera il personale;
– Riconoscimenti al personale che si è distinto in attività in servizio e fuori servizio;
– Risolvere il paradosso del compito istituzionale del Corpo di Polizia Penitenziaria laddove si chiede di
partecipare all’ opera del trattamento da un lato e garantire l’ ordine e la sicurezza dall’ altro;
– La gestione dei detenuti con problemi psichiatrici è particolarmente gravosa e priva di ogni formazione
professionale ad hoc, nonché vi è assenza di spazi per le attività da proporre;
– Favorire i trasferimenti immediati dei detenuti che si rendono responsabili di azioni violente verso gli operatori
penitenziari che verso altri detenuti;

L’ attenzione da parte di sua eccellenza il Prefetto è stata massima, ampia condivisione delle tematiche trattate che hanno
visto il nostro interlocutore prendere a cuore le nostre riflessioni e tematiche al punto da farle sue per rappresentarle ad un
livello istituzionale più elevato. Di questo ringraziamo vivamente l’ organo istituzionale che ci ha permesso di esprimere il malumore del personale della Casa Circondariale di Como con la consapevolezza che i vertici dell’ Amministrazione pongano un’ attenzione maggiore
verso la Casa Circondariale di Como per gli aspetti deficitari sopra rappresentati e confermati in occasione di incontri
formali.