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La colonna sonora della Tremezzina è LacMus Festival. Intervista ai Maestri Lortie e Bressan foto

La quinta edizione di LacMus Festival, il grande Festival internazionale di musica a Tremezzina, sul Lago di Como, si terrà dall’8 al 18 luglio e ha in serbo interessanti novità, sia tra le sedi dei concerti che nel programma artistico e musicale. Ne abbiamo parlato con i direttori artistico, i Maestri  Louis Lortie e Paolo Bressan

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Oltre alle ormai tradizionali – e sempre meravigliose – sedi del Festival a Tremezzina, come Villa Carlotta, Villa del Balbianello, Santuario della Beata Vergine di Ossuccio (sito Unesco), Grand Hotel Tremezzo, quest’anno LacMus approderà infatti sulla riva opposta del lago per un concerto nella splendida Villa Melzi d’Eril a Bellagio.Inoltre, per la prima volta, il 10 luglio ospiterà uno straordinario concerto con orchestra nientemeno che sull’Isola Comacina (l’unica isola del Lago di Como) insieme ai due direttori artistici del Festival, il pianista Louis Lortie e il direttore d’orchestra Paolo Bressan. Ma sarà soprattutto l’edizione delle celebrazioni perché molti sono gli anniversari che verranno ricordati nel programma di quest’anno.

A partire dalla giornata inaugurale del Festival, l’8 luglio a Villa Carlotta, che proporrà ben tre concerti (alle 11, alle 18 e alle 21) nella maratona pianistica “Angeli e demoni” in omaggio ai 700 anni dalla nascita di Dante. Protagonisti i giovani artisti della Queen Elizabeth Music Chapel del Belgio per gli appuntamenti delle ore 11 e delle ore 19, e il pianista americano Andrew von Oeyen per il concerto serale, che avrà inizio alle ore 21.30.

Per gli appuntamenti a Villa Carlotta viene riproposta la “silent wi-fi experience” che l’anno scorso ha riscosso grande entusiasmo da parte del pubblico: i concerti saranno infatti ascoltabili in parte dal vivo, seduti di fronte ai musicisti, e in parte in cuffia wi-fi, visitando contemporaneamente il parco oppure muovendosi nelle sale del museo. Ogni spettatore usufruirà di entrambe le modalità di fruizione, così da permettere a tutti di godere dell’intera esperienza di ascolto musicale e di visita ad uno dei luoghi più affascinanti del Lago di Como.

Ombre e luci, contemplazione e vitalismo sono alla base del programma delle ore 11, affidato ai giovani virtuosi Axel Trolese e Alexandre Chenorkian. Verranno eseguite pagine di intenso misticismo, quali Bénédiction de Dieu dans la solitude di Liszt e Le baiser de l’Enfant-Jesus di Messiaen. Se per Liszt l’approdo alla dimensione religiosa rappresenta il punto estremo della sua parabola umana e creativa, per Messiaen, organista oltre che compositore, il divino è invece una costante che accompagna in toto l’esistenza e la produzione di questo singolare autore francese. A questi due lavori si contrappongono in modo radicale due famose pagine di Maurice Ravel, l’inquietante e movimentato Scarbo da Gaspard de la Nuit, e l’elegante La Valse.

Interamente lisztiano l’appuntamento delle ore 19, in cui campeggia la trascrizione per due pianoforti della colossale Dante-Symphonie, composta dall’autore ungherese tra il 1855 e il 1856 e dedicata a Wagner. Un affresco del viaggio ultraterreno di Dante e Virgilio, un lavoro ambizioso e per certi versi rivoluzionario, che vide la luce tra mille ripensamenti e non mancò di suscitare perplessità da parte del pubblico alla sua prima esecuzione. La Sinfonia si compone di due parti, ispirate alle prime due cantiche della Commedia; in mancanza di una terza sezione dedicata al Paradiso, la gigantesca costruzione lisztiana si chiude con un Magnificat, uno dei due finali alternativi previsti dall’autore. Insieme ad Axel Trolese il pubblico potrà ascoltare un altro giovane talento italiano, Luigi Carroccia, mentre la voce recitante di Flavio Moscatelli guiderà gli ascoltatori dai gironi infernali fino alla luce del Paradiso Terrestre.

Il trittico ispirato a Dante si conclude con un terzo appuntamento alle ore 21.30, con il pianista statunitense Andrew von Oeyen. Anche in questo caso angeli e demoni si affrontano, attraverso l’alternanza di pagine di ieratica compostezza con altre in cui il pianoforte si accende di fiamme luciferine. Da un lato abbiamo quindi il Bach luminoso della Suite francese n. 5, il Massenet lirico di Méditation (melodia celeberrima trascritta dallo stesso Oeyen), il Messiaen contemplativo del Regard de l’Église d’amour; dall’altro il Liszt funambolo del Mephisto Waltz n. 1 e lo scomposto Bacchanale da Samson et Dalila di Saint-Saëns, autore di cui si celebra il centenario dalla morte. Una rarità di questo programma è la Rhapsodie tratta dalla First Modern Suite di Edward MacDowell,  autore tardoromantico statunitense di origini irlandesi, poco eseguito in Europa, ma molto ammirato dallo stesso Liszt. Si tratta di un breve brano dal carattere decisamente tenebroso, che reca come epigrafe il famoso verso dantesco “Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate”.

Modalità d’ingresso

Concerti delle ore 11 e 19 – biglietto intero: 30 euro / ridotto 15 euro

Concerto delle ore 21.30 – biglietto intero: 40 euro / ridotto 20 euro

Il biglietto è valido anche per l’ingresso e la visita a Villa Carlotta

In risposta alle esigenze di distanziamento sociale la direzione artistica ha studiato soluzioni specifiche per garantire il massimo livello di sicurezza al pubblico.

I concerti si svolgeranno all’aperto e verranno presentati senza intervallo; in caso di pioggia si terranno all’interno della Villa. E’ richiesto l’uso della mascherina anche all’aperto.

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La seconda grande celebrazione sarà “Isola Comacina 100°”, dedicata ai 100 anni dalla restituzione dell’Isola Comacina all’Italia da parte del Re del Belgio, anniversario che in realtà cadeva nel 2020 ma che non è stato possibile ricordare a causa del Covid. Il luogo migliore per questi festeggiamenti non poteva che essere la stessa Isola Comacina, che ospiterà il 9 luglio un gala lirico con i giovani artisti della Queen Elizabeth Music Chapel, il baritono russo Roman Burdenko e il tenore Jonathan Tetelman. In apertura l’Opening Act del cantautore Davide Van De Sfroos che ha composto un brano inedito, la ballata Insula, appositamente per le celebrazioni.

 

Il 5 febbraio 1920, in una sala di Palazzo Venezia a Roma, si incontrano Giovanni Beltrami, presidente dell’Accademia di Brera, e Pompeo Molmenti, sottosegretario di Stato per le Antichità e le Belle Arti, per discutere la valorizzazione dell’Isola Comacina. Inizia così la complessa storia della restituzione all’Italia dell’Isola, che il 4 agosto 1917 Augusto Giuseppe Caprani aveva lasciato in eredità al re del Belgio, Alberto I, e del progetto di farvi costruire, d’intesa tra i due governi, case per artisti e renderla così una fucina d’arte.

Il concerto del 9 luglio realizza idealmente questa vocazione dell’Isola Comacina ad accogliere l’arte, e crea un ponte fra Italia e Belgio, ospitando due giovani cantanti della Queen Elisabeth Music Chapel, il soprano belga Louise Foor e il mezzosoprano francese Anne-Lise Polchlopek. Accanto a questi talenti femminili in ascesa, due voci maschili già molto affermate a livello internazionale, il tenore Jonathan Tetelman, che il New York Times non ha esitato a definire “a total star”, e il baritono Roman Burdenko, della prestigiosa scuderia del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo. Ad accompagnarli al pianoforte saranno Paolo Bressan e Sophia Muñoz, entrambi noti al pubblico di LacMus, che ha avuto modo di applaudirli nelle passate edizioni.

Il programma musicale della serata, introdotto da un inedito del cantautore Davide Van De Sfroos, tratteggia un quadro del melodramma europeo del secondo Ottocento, tra Romanticismo e Verismo. La Francia è rappresentata da tre autori: il primo è Bizet, con il suo capolavoro Carmen, di cui sarà possibile ascoltare un medley di melodie arrangiate per pianoforte a quattro mani, oltre che alcune arie quali Habanera, sensuale canto di conquista della bella gitana, e La fleur que tu m’avais jetée, in cui il personaggio maschile di Don José esprime tutto il suo doloroso amore per la protagonista. Segue Gustave Charpentier con Depuis le jour da Louise, considerata la prima opera naturalista francese e ambientata nel quartiere parigino di Montmartre, affollato di artisti e di popolani. Da Lakmé di Leo Delibes è tratto il Duetto dei fiori, che verrà eseguito dalle due giovani cantanti della Cappella Regina Elisabetta. L’opera risente del gusto per l’esotico molto diffuso nell’Europa del tardo Ottocento ed è infatti ambientata in un’India ancora dominata dagli Inglesi. Dall’Europa occidentale si passa poi alla Russia con Tchaikovsky e la sua Dama di picche, di cui il baritono russo Roman Burdenko presenterà Ja vas lyublyu, l’aria del Principe Yeletsky, innamorato non corrisposto della bella Lisa.

Nel programma non può naturalmente mancare una ricca selezione di arie e duetti tratti dai maggiori capolavori del melodramma italiano. Dal Rossini dell’Italiana in Algeri si passa ai grandi titoli firmati da Giuseppe Verdi, fra i quali Sempre libera e Parigi, o cara dalla Traviata, Cortigiani, vil razza dannata da Rigoletto e una versione pianistica a quattro mani dell’ouverture della Forza del destino.

Si approda infine al Verismo italiano, con l’Intermezzo della Cavalleria rusticana di Mascagni, sempre in versione per duo pianistico, e la straziante aria di Leoncavallo, Vesti la giubba dai Pagliacci. Un’autentica maratona lirica, insomma, che offre un interessante spaccato della stagione più fervida della storia dell’opera in musica.

LacMus Festival è organizzato dalla Associazione Musicale e Culturale “Ars Aeterna” con il sostegno del Comune di Tremezzina, dell’Associazione American Friends of LacMus Festival, di donatori privati, e con la collaborazione della Cappella Musicale Regina Elisabetta del Belgio.

  

Modalità d’ingresso

Biglietto intero: 50 euro / ridotto 25 euro

Il concerto si svolgerà all’aperto e senza intervallo; in caso di pioggia si terrà presso il Palazzetto dello sport di Lenno, Via degli Artigiani, 9, Loc. Lenno, 22016 Tremezzina (CO).

E’ richiesto l’uso della mascherina anche all’aperto.

 

Informazioni   

www.lacmusfestival.com

info@lacmusfestival.com

facebook.com/lacmusfestival

Instagram: @lacmusfestival