Quantcast

Alida Valli, nessuna titolazione a Como. Le reazioni

Con 16 voti contrari è stata bocciata la proposta del consigliere Sergio De Santis. Davide Fent: "Sacrilegio. Alida Valli è un mito italiano"

Con 16 voti contrari (lista Rapinese, lista Landriscina, forza Italia, Lega, 5Stelle, Civitas) e 10 a favore (Fratelli d’Italia, PD e Scelta Civica) è stata bocciata la proposta, portata avanti dal consigliere di Fratelli d’Italia Sergio De Santis, di intitolare un breve tratto della camminata del lungolago di Como, ad oggi priva di denominazione, ad Alida Valli, una zona che la grande attrice, di cui ricorre il centenario della nascita, ha frequentato per tutta l’infanzia dopo la fuga con la famiglia dall’Istria.

Alida Valli nessuna titolazione a Como

«Ieri sera – ha commentato a caldo il consigliere De Santis – è andato in scena lo squallido teatrino della peggiore politica. Un mix di ignoranza sulla storia artistica di Alida Valli, di negazioni di realtà conclamate, come il negare, senza alcuna valida argomentazione, il rapporto speciale che legava la città di Como alla stessa artista. Rapporto che è conosciuto e storicamente provato senza dubbio alcuno. Le chiacchiere assurde che ho ascoltato mi hanno fatto vergognare di far parte di quel consesso. Diciamo la verità,  volevano fare un dispetto a Fratelli d’Italia e a Sergio De Santis, evidentemente scomodi, e hanno finito per offendere la memoria di una grande donna, prima ancora che di una grande attrice».

Il nipote Pierpaolo De Mejo, che ha messo a disposizione i materiali privati e familiari per la realizzazione del documentario “Alida”, girato da Mimmo Verdesca, ha fatto sapere tutta la propria amarezza e delusione.

Alida Valli nessuna titolazione a Como

«Siamo indignatissimi – ha dichiarato all’ANSA – la proposta di intitolare una passeggiata sul lungolago a mia nonna, che tanto lo amava, è stata bocciata in consiglio. L’esito di questa votazione, che di fatto nega il ricordo di una delle nostre più grandi attrici, proprio nell’anno del centenario della sua nascita poi. Non solo: mia nonna era anche legatissima alla città di Como, dove ha trascorso la sua infanzia e girato alcuni dei suoi film più belli, quindi è davvero inconcepibile una decisione di questo tipo. A chi ha votato contro, consiglierei di studiare a fondo chi era Alida Valli e cosa ha rappresentato questa attrice per il cinema, il teatro e per la storia del nostro Paese e non solo. Per fortuna il pubblico lo sa, e grazie ai tanti bellissimi omaggi attualmente in corso sta rinnovando il grande affetto, mai sfiorito, per Alida. È davvero triste che l’Arte venga strumentalizzata in questo modo e debba inginocchiarsi di fronte a bagatelle locali tra partiti. Come familiari di Alida Valli ci auguriamo che ci sia un rispettoso dietro front».

davide fent libro

Tra i primi ad esprimere il proprio disappunto per questa decisione c’è il libero pensatore comasco Davide Fent, che ha scritto una lettera al Consiglio Comunale in merito, qui pubblicata integralmente:

 Gentilissimi Consiglieri Comunali Comune Di Como,

Leggo allibito che avete bocciato la proposta di ricordare Alida Valli, un sacrilegio. Alida Valli è un mito italiano, ora il nostro Governo la celebri con un francobollo e il Comune di Como si ricreda. Pronto ad andare in Consiglio a spiegare quanto Alida Valli sia un personaggio Epico a livello mondiale. Assolutamente ricordare Giuseppe Terragni, ma da studioso di Razionalismo, Terragni sarebbe stato il primo a dire di ricordare Alida Valli. Ha successo e fa parlare di sé in tv e sul web Alida di Mimmo Verdesca, documentario dedicato alla vita straordinaria della leggendaria attrice italiana e comasca di adozione Alida Valli. Dopo la prestigiosa selezione in Cannes Classics 2020 e l’anteprima lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma, dove il lavoro sulla Valli è stato accolto con sei minuti di applausi, il filmato (prodotto da Venicefilm, Kublai Film, in associazione con Istituto Luce Cinecittà e Fenix Entertainment, in collaborazione con Rai Cinema e Unione Degli Istriani, con il contributo del ministero dei Beni culturali) è ora in primo piano a Mosca, in Russia, per la seconda edizione dell’Italian Doc Fest che prosegue fino a domenica, organizzato da Istituto Luce Cinecittà con l’Istituto Italiano di Cultura di Mosca. Alida è stato il film di apertura e in contemporanea il lavoro di Verdesca è protagonista al Festival de Cine Italiano de Madrid, evento organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, che è in programma sul web a causa della pandemia.

Il documentario Alida si basa sugli scritti privati e inediti della grande attrice, interpretati dalla voce di Giovanna Mezzogiorno. Vi partecipano Bernardo Bertolucci, Vanessa Redgrave, Roberto Benigni, Charlotte Rampling, Dario Argento, Roberto Benigni (con lei nell’immagine nel film “Berlinguer ti voglio bene”), Marco Tullio Giordana, Thierry Frémauxe. Sarà uno dei titoli più attesi nelle sale italiane appena riapriranno i cinema, si spera presto, dopo la pandemia. Il film sarà distribuito da Istituto Luce Cinecittà. Un titolo molto atteso anche perché si spera possa essere proiettato nelle sale nel 2021, nel centenario della nascita dell’indimenticabile attrice. Alida Valli, nativa dell’Istria, è strettamente unita a Como, dove abitò per alcuni anni della prima giovinezza, studiò e visse un grande amore finito in tragedia. E alla città lariana Alida Valli rimase sempre legata. Il suo vero nome era Alida Maria Laura Altenburger von Marckenstein und Frauenberg. Nata a Pola il 31 maggio 1921, era figlia del barone Gino Altenburger, docente di storia e filosofia di origine trentina e trasferito al Liceo scientifico “Paolo Giovio” di Como con sede in via Rezia e morto prematuramente quando la figlia aveva appena quindici anni. La mamma, invece, era Silvia Obrekar, una pianista di origine slovena. La futura diva del cinema rimase in città con i genitori dal 1930 al 1936. Finì le scuole elementari in via Briantea, frequentò le medie alle Canossiane di via Balestra e iniziò il ginnasio al Liceo classico “Alessandro Volta”. Adorava il lago e ne fece la traversata a nuoto. Come ricorda Marco Guggiari nel suo volume “Comaschi” dedicato a personalità lariane del ’900 pubblicato da Editoriale, «all’età di 14 anni, Alida fece una follia per tentare la strada delle scene che erano già il suo sogno. Vendette per 75 lire i gioiellini ricevuti in dono in occasione della Cresima e comprò il biglietto del treno per andare a Milano a un’audizione della Cinegrafica. Non andò bene, ma lei non si rassegnò e più tardi si recò a Roma al Centro Sperimentale per ritentare, questa volta con successo, l’avventura nel cinema. Decise di chiamarsi con il cognome d’arte Valli, scegliendone a caso uno tra quelli dell’elenco telefonico».

Sono felici che la nostra proposta, sia stata raccolta da Poste Italiane che ha deciso di emettere un francobollo in onore di Alida Valli. Un’altra battaglia vinta di CulturaIdentità il cui obiettivo è promuovere e valorizzare il patrimonio artistico e culturale italiano. Il nostro Presidente, ha avuto la fortuna di iniziare la sua carriera di attore nel 1995 in un grande spettacolo, Questa sera si recita a soggetto, di Luigi Pirandello, diretto da un grande maestro della scena italiana, Peppino Patroni Griffi. Prima dell’avvento dei talent, per recitare si faceva la gavetta sul palcoscenico con piccolissimi ruoli accanto a mostri sacri dello Spettacolo. In quel suo debutto ebbe l’onore di stare al fianco, in due anni di tournée, di un mito del Cinema mondiale di tutti i tempi: Alida Valli. E sismo stati felici che, in questi cento anni dalla sua nascita, sulle nostre pagine di CulturaIdentità suo nipote Pierpaolo De Mejo la ricordi così teneramente in un bellissimo pezzo firmato da Raffaella Salamina. Alida è un’icona italiana di bellezza ed eleganza, una donna coraggiosa, controcorrente, che a suo modo ha sempre sfidato il potere, da Hollywood al Caso Montesi (uno dei primi casi di cronaca nera del 1953). E poi Lei, istriana di Pola, quando vollero conferirle la cittadinanza di artista croata, ancora indignata dal massacro delle foibe ad opera delle milizie comuniste titine, rifiutandola disse: “Sono nata e morirò italiana, scrivetelo sulla mia tomba”. Da Hitchcock a Visconti, in tanti hanno saputo magnificamente raccontare il magnetismo di quello sguardo che ora merita di essere immortalato almeno su un francobollo celebrativo dei suoi 100 anni, 31 maggio 1921-2021. Allora abbiamo chiesto al Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti di ricordare così istituzionalmente un simbolo di italianità riconosciuto nel mondo. In questa Italia dove teatri e cinema sono stati chiusi per più di un anno, ricordare un’antidiva come lei, orgogliosa delle sue radici profonde, sarebbe un segnale molto importante, anche per Como, nella direzione del recupero di quell’ immaginario simbolico con il quale la Cultura italiana dovrebbe tornare ad essere grande nel mondo. Alida è stata simbolo di rigore, disciplina e metodo, facendo delle scelte sempre in nome dell’Arte, della sua Arte e non in nome o per conto di una segreteria di partito. Quando rifiutò Hollywood, la davano per spacciata ma lei risorse come una fenice, in quella indimenticabile fuga nelle calli di Venezia che davano proprio sul Teatro della Fenice, nel capolavoro di Visconti, Senso. Allora, cari Consiglieri Comunsli , in questa ennesima dimostrazione di reclusi sganciati dalla Storia e dalla Realtà tornate sulle Vostre idee, degne della Storia e della carriera di questa grande artista italiana che ha fatto sognare intere generazioni.