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Il killer di don Roberto resta in silenzio: niente perizia psichiatrica, va a processo a settembre foto

Lo ha stabilito il giudice Angiolini. Vale la consulenza dopo l'arresto: aveva rivelato particolari sconcertanti del delitto.

Nessuna perizia psichiatrica, come ha sollecitato il suo legale Davide Giudici. Agli atti c’è una sola consulenza sul tunisino Mahmoudi Ridha, che a settembre ha ucciso con alcune coltellate don Roberto Malgesini in piazza San Rocco a Como e la stessa non ha evidenziato vizi di mente. Per lui, dunque, l’accusa più grave e da ergastolo: omicidio volontario premeditato. Era il 15 settembre del 2020 quando il tunisino ha teso una trappola al religioso quando si è presentato al mattino presto in piazza San Rocco. La sua confessione, folle e lucida allo stesso tempo, ha rivelato agli inquirenti dettagli sconcertanti. Era già stato colpito da provvedimento di espulsione, mai rispettato dalle autorità.

Il delitto in piazza San Rocco a Como: ucciso don Roberto

 

Nell’udienza preliminare di oggi, dove l’imputato si è collegato in videoconferenza dal carcere di Monza – dove è detenuto – è rimasto sempre in silenzio. Il Gup di Como Francesco Angiolini ha rigettato la richiesta del legale del tunisino. Resta valida la consulenza che venne affidata ad un esperto subito dopo il suo arresto: l’uomo giudicato perfettamente capace d’intendere e di volere, niente vizi di mente. Il processo comicerà il 23 settembre prossimo in Assise a Como.