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A proposito di Marilyn, un recital che ci restituisce la poesia nascosta dietro la diva

C’è Marilyn nel secondo evento teatrale dell’ Associazione Giosuè Carducci, e quando si dice Marilyn è chiaro che si parla di Marilyn Moroe- Venerdì, 18 giugno ore 18,30, al Carducci in viale Cavallotti, 7  a Como, l’attore Corrado Bega e il soprano Stefania Butti in ABOUT MARILYN, uno spettacolo di Miriana Ronchetti
Si tratta di un recital interamente dedicato a una donna della quale si sa tutto e nulla, nata Norma Jeane Baker il 1 giugno del 1926 a Los Angeles, diventata in breve tempo la diva del cinema americano Marilyn Monroe e scomparsa in circostanze poco chiare a soli 36 anni.

Questa la biografia, ma pochi conoscono la sua produzione poetica. Lettere, poesie, appunti, pagine di diario, sono i contenuti che lo spettacolo scritto da Miriana Ronchetti vuole trasmettere per far conoscere, davvero, l’anima di una donna che con tutte le fragilità, le paure e le sofferenze, ha lasciato un’impronta indelebile.

Un recital a tre voci, la stessa Ronchetti con Corrado Bega nelle interpretazioni dei pensieri di Marilyn e Stefania Butti come cantante di alcune celebri canzoni della famosa diva di Hollywood. Lo spettatore si troverà di fronte a una storia che vuole seguire un flusso di stati d’animo e sensazioni che, intrecciati con la musica, intendono condurre il pubblico nell’atmosfera di quegli anni ‘50/60 che hanno visto lo splendore di grandi divi del cinema con Marilyn in primo piano.

Perché uno spettacolo su Marilyn? Risponde Miriana: “Perché lei era una donna intelligente, non solo la bomba sexy bionda e provocante, l’amante di tanti artisti e politici, la donna oca con le gonne sollevate; immagini in cui è stata scolpita, quasi cristallizzata, senza nessuna possibilità di redenzione a donna intelligente di bellezza e di cultura.
…perché è l’esempio di come certi esseri del mondo maschilista possano provocare danni “mortali”. Era una lettrice appassionata, scriveva le sue riflessioni e poesie e studiò arte rinascimentale e letteratura. Autodidatta, e sempre da sola superò la dislessia e la balbuzie. Aveva precise idee politiche di sinistra, ed era una donna complessa. L’infanzia marcata dall’abbandono determinò la sua continua ricerca d’amore, finendo quasi sempre fra le braccia di uomini egoisti e affamati di esperienze sessuali. Fu quindi sfruttata anche dall’industria cinematografica che ne fece un sex simbol”.

Di Marilyn Arthur Miller scrisse: “Per sopravvivere avrebbe dovuto essere sia più cinica sia più lontana dalla realtà di quanto non fosse. Invece era una poetessa all’angolo della strada, che provava a recitare le sue poesie a una folla che le strappava i vestiti”.