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Quattro autori per quattro libri alla Ubik

Seppur con le limitazioni dovute al contenimento dell’epidemia, perciò con posti contingentati e da prenotare preventivamente in libreria, sono riprese le presentazione di libri alla Ubik di Piazza San Fedele; saranno quattro gli autori che, nella seconda metà di giugno, verranno a Como con le loro ultime novità.

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Giovedì 17 giugno alle ore 18.00 ospite di Connessioni sarà Maria Rosaria Valentini che presenta Eppure osarono (Francesco Brioschi editore).

L’autrice laziale che alterna prosa e poesia, racconta  la storia di due donne coraggiose, che sono state in grado di sognare e di valicare limiti e confini.

Siamo nella valle di Comino a metà dell’Ottocento e Lucietta e Lia sono contadine di una bellezza intensa: occhi neri, chioma scura e riccioluta, il tipo di ragazze che, all’epoca, venivano cercate da pittori e fotografi internazionali per posare come modelle delle loro opere. E così, nel cuore della notte, le due giovani decidono di scappare in compagnia di Severino, il fidanzato di Lucietta, e provare a costruirsi una vita migliore lontano da casa. “Per le donne l’idea di partire, con la prospettiva di dedicarsi a un mestiere così inusuale, non era priva di rischi e richiedeva coraggio”, racconta l’autrice del romanzo. “Partivano, però. Alcune di quelle modelle sono state ritratte da pittori famosissimi. Tuttavia i loro nomi sono pressoché dimenticati”.

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Il giorno seguente, venerdì 18 giugno sempre alle ore 18, l’ex magistrato comasco Vittorio Nessi, racconterà l’ennesimo capitolo delle inchieste del pubblico ministero Bruno Ferretti. In Delitto al mercato dei fiori (Daniela Piazza editore), il PM,  sentendo avvicinarsi il ‘mal di vivere’ si rivolge a uno psicanalista e inizia un percorso che lo porterà a fare conti con una passione travolgente per una giovane donna. Nel frattempo dovrà confrontarsi con il sequestro e la morte di una moglie rapita. Un colpo di scena finale sconvolgerà la sua vita privata mentre l’esito del processo lo metterà di fronte allo spettro della disillusione. Come reagirà il magistrato, in questa lunga battaglia fra memoria e desiderio fra verità e giustizia?

Il romanzo di Nessi ha vinto il Premio Letterario Rotary Bormio Contea, V edizione, per testi inediti.

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Un saggio di Valentino Furlanetto in presentazione il 24 giugno ore 18: Noi schiavisti. Come siamo diventati complici dello sfruttamento di massa (ed. Laterza).

Gli spaccapietre cinesi, i braccianti macedoni, le badanti ucraine, i rider africani, i bengalesi nei cantieri navali, gli allevatori sikh. Da una parte la necessità delle aziende di competere a livello globale sui mercati, dall’altra la rivoluzione digitale, da un’altra ancora la possibilità di usufruire di servizi e merci a prezzi bassi ci portano a nuove forme di schiavismo, più sottili, più opache, talvolta legalizzate. Attraverso le storie e le testimonianze di questi lavoratori emerge un paese che utilizza gli schiavi perché servono a tutti: ai padroni, ma anche ai consumatori che vogliono spendere meno, a chi si oppone agli sbarchi ? ma poi assume manovalanza in nero ?, a chi sostiene idee progressiste ? ma poi usufruisce di prodotti sottocosto grazie alla manodopera sottopagata. Nessuno può chiamarsi fuori: né la politica, né i grandi sindacati, né le istituzioni, né i cittadini consumatori, né le aziende. Neppure i migranti che spesso, una volta capito come funziona, diventano loro stessi sfruttatori dei propri connazionali. Siamo tutti ingranaggi di questo meccanismo che sembra stare bene a tutti, ma mette tutti in pericolo.

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Infine venerdì 25 giugno, Giuseppe Guin con il suo ultimo romanzo Le luci della filanda (TBM service editore),

L’ultimo romanzo di Guin è un affresco del piccolo mondo che vive lungo la costa occidentale del lago d. Como, all’inizio degli Anni Cinquanta. La vita di una famiglia di nobili, da generazioni proprietaria della storica Filanda di Brienno, viene sconvolta da una vicenda tragica, figlia dalla Guerra e della miseria.

Il conte Luca Gregorio, scosso da quanto accaduto, decide di cambiare il propria modo di vivere, ma soprattutto il corso della storia in quel piccolo borgo. Il suo proposito viene però interrotto da un delitto dai contorni misteriosi, avvenuto proprio nelle segrete stanze della contessa Beatrice. La blasonata coppia di conti è costretta dunque a fuggire e trova rifugio nell’antico Mulino Valsecchi, lungo la valle maledetta del Canova e lì, la loro esistenza andrà ad intrecciarsi con la vita selvatica del temuto Giorgione, il cacciatore di volpi.

A Brienno, però, le luci dentro la Filanda saranno il filo conduttore di una storia che, ostinatamente, si avvierà verso la rinascita. In paese c’è il rude Tritamurùn e l’incallito Slungamàn, il droghiere Vunciùn e il Cavaliere della Legion d’Onore detto il Savunàt. C’è la materassaia Lena, che svela i tradimenti familiari e la cavallerizza Doni che turba i sogni degli uomini. Ci sono i maggiordomi e le governanti, i bracconieri e i maniscalchi.

Donna Federica Molinari era tanto attraente agli occhi degli uomini, quanto biasimata dalle donne, in special modo quelle maritate. Lei infatti non aveva mai voluto trovarsi un marito, perché preferiva portarsi in casa quelli delle altre.

Il fruttivendolo Sandro Vasconi, a Cernobbio era detto Vabenistèss, perché sulla bilancia metteva sempre un bel quantitativo di frutta in eccedenza, rispetto al richiesto, poi furbastro diceva: «È un po’

di più! Al va ben istèss?». «Va ben istèss un cornu!» gli rispose un giorno la Lisetta.

Il conte Gregorio Camillo finì con l’esalare l’ultimo respiro mentre giaceva con la bella Ersilia, donna procace e di gran bell’aspetto ma, ahimè, consorte del podestà di Menaggio, tal Carlo Maria Maggi.

I fratelli Riva erano gemelli e, anche se le donne solevano differenziarli in Bèl Pusebèl, in realtà erano identici e, una sera, quel mascalzone di un Bèl riuscì a portarsi in casa la fidanzata del Pusebèl.