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Moreover racconta la città per Algae Festival foto

Guide turistiche come bardi per Algae Festival: così il progetto Moreover, di Erica Belli e Matteo Spertini del collettivo Voce, racconta la città

Le strade di Como in questi giorni sono fiorite e hanno composto una vera e propria antologia di storie, costruite sulle immagini e sulle voci di chi ha voluto far rivivere la città. Responsabile della fioritura è Algae Festival, attivo dal 2 al 13 giugno in diverse location e con svariati eventi, che ha riportato la voglia di scendere per le strade e ricominciare a raccontarci i futuri possibili di Como.

Tra le alghe emerse dal Lario su richiamo di Algae Festival, ci sono anche loro, Erica Belli e Matteo Spertini che insieme formano il collettivo Voce. Si chiamano Voce ma parlano per immagini: una curiosa contraddizione che non è poi così contraddittoria. La loro pratica artistica infatti è incentrata sulla partecipazione: «Spesso la partecipazione nell’arte della fotografia viene riassunta con l’espressione “Photovoice” che è uno specifico ambito di ricerca aperto dalla professoressa Wang. Si tratta di un processo di raccolta e analisi di dati attraverso dei gruppi che scattano immagini per rispondere a delle domande» spiega infatti Erica.

algae festival moreover

Dare voce ai soggetti tramite la fotografia è quindi la spiegazione del loro nome e ha molto a che fare con la missione che dichiarano a chiare lettere sul loro sito: riuscire a sovvertire la verticalità dell’informazione e del rapporto con e tra soggetti. «Invece che riportare la voce dei soggetti, vogliamo dare loro voce, vogliamo che siano i soggetti stessi a scattare fotografie o riutilizzare le fotografie d’archivio che hanno» racconta Matteo per rendere l’idea di come, tramite la fotografia e la partecipazione, sia possibile spingere le persone a sviluppare un’analisi critica su sé stessi e sulla realtà o il territorio in cui vivono. Un processo che, sfociando in mostre aperte al pubblico, ha anche una seconda e fondamentale ricaduta: la restituzione di quanto emerso durante percorso, che stimola una riflessione ancora più ampia da parte di chi si pone in ascolto degli scatti realizzati.

«Non vogliamo un processo creativo rinchiuso in quattro mura, vogliamo che la restituzione sia il più ampia possibile». E infatti l’immagine che compare in questo video alle spalle di Matteo non passa certo inosservata. Se anche a voi è capitato di vederla passeggiando il lungo lago forse avete già scoperto che è parte di Moreover, il progetto con cui Matteo e Erica hanno preso parte ad Algae Festival, dando il loro contributo a un rilancio della città basato proprio sul racconto per immagini. Loro, originari dell’ “altro” lago, il Lago Maggiore per intenderci, si sono subito chiesti quale fosse il punto di vista migliorae da cui lanciare uno sguardo alla città lariana.

E coerentemente con quanto raccontano di sé, la risposta non è stata trovata in un luogo, ma in un gruppo di persone: Cristina Moreschi, Giusy Lucini, Alessandra Scola e Pietro Radoicovich, ovvero guide turistiche comasche. Sono loro il punto di osservazione migliore sulla città. «Abbiamo deciso di lavorare con loro perché crediamo che le guide turistiche siano le persone che hanno sia la conoscenza che l’amore per la città e che riescono a mettere insieme questi due elementi per creare una rete capace di unire una città ai suoi visitatori».

Insomma, la città trama, peraltro sottotitolo di Algae Festival, e le guide turistiche come bardi prediletti. Dopo un percorso artistico iniziato a dicembre, ostacolato dalle lunghe zone rosse e fatto di tante domande a cui rispondere per immagini, il risultato è adesso aperto a tutti color che vogliano provare a farsi raccontare Como da chi la conosce come le proprie tasche.

algae festival

La mostra diffusa di fotografia del progetto Moreover è visitabile presso l’Imbarcadero Lungo Lario Trento, l’Info Point Lake Como Tourist Centre e l’Info Point stazione S. Giovanni: qui sarà possibile non solo ammirare gli scatti ma, inquadrando un codice QR, ascoltare la voce delle guide raccontare il territorio immortalato nell’immagine. Il loro bagaglio di conoscenze, costruito su anni di esplorazione della città, e la loro inesauribile capacità narrativa, potranno farvi scoprire che forse vale la pena riappropriarsi di una città che trova sempre modi per sorprenderci.

Maggiori informazioni su https://www.labeula.com/algae-festival/

Martina Toppi