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“Entanglement”, il nuovo singolo di Viola Nocenzi è la formula quantistica dell’amore foto

di Sabrina Sigon

viola nocenzi

 

Prima Lettera da Marte, poi Viola, ora è il momento del terzo singolo: Entanglement. Anch’esso contenuto nel disco di debutto di Viola Nocenzi, che attraverso il suo album omonimo sta facendo molto parlare di sé per bravura, passione per la musica, per l’espressione artistica di alto livello che propone. Una bella novità nel panorama musicale italiano, grazie alle caratteristiche di Viola: una grande professionalità, la cura nei particolari, la capacità di comunicare contenuti interessanti.

E una tracklist che incanta e stupisce per quella sintonia che, sin dalle prime note, riesce a stabilire con chi l’ascolta.

In occasione di questo terzo singolo la prossima uscita dell’album in vinile 180 gr. Viola Nocenzi – Viola Edition in edizione limitata, in pasta colorata viola e autografato (Etichetta Santeria, distribuzione Audioglobe). L’album sarà disponibile ai primi di giugno ma si può già prenotare; anzi, essendo a tiratura limitata è importante prenotarlo subito.

Un disco che, come omaggio a tutti coloro che la stanno seguendo nel suo percorso musicale – e a quanti avranno il piacere di conoscerla in futuro – ha il profumo personale dell’artista, una fragranza alle violette.

Musica, voce, significati, e ora anche profumo e colore, Viola Nocenzi dà a quest’album le caratteristiche multisensoriali che, nell’ultimo singolo intitolato con un termine proprio della meccanica quantistica, Entanglement (dall’inglese to entangle «impigliare, intricare»),  l’hanno portata a esplorare con un approccio spirituale, la fisica dei quanti, attraverso una connessione fra la materia e l’insondabile.

La comunicazione degli atomi e l’interconnessione, anche a distanza; da questa riflessione – racconta Viola – nasce la legge della fisica che dimostra che tutto è in relazione e avviene nella materia intorno a noi. Sia per quanto riguarda i pensieri, sia per quello che siamo, il modo in cui vibriamo”.

Nel brano emerge anche la passione dell’artista per la simbologia e la numerologia, coerente con i messaggi nascosti presenti nell’intero lavoro. Sotto lo sguardo dell’occhio di un corvo – nella crestomazia dei simboli traghettatore nella terra dei morti – diventiamo capaci di raccogliere la grandezza che ci circonda per portarla in noi stessi: dal grande tornare al piccolo e viceversa. Legami antichi, senza futuro né passato, ma proprio per questo capaci di essere sia futuro sia passato insieme, come gli stati quantici che Schrödinger, con il suo paradosso del gatto, aveva teorizzato.

Una vocalità, quella di Viola Nocenzi – un’estensione di quattro ottave – che in questo brano emerge in tutta la sua potenza, carica di energia e determinata a scuotere l’ascoltatore, che non può restare indifferente a questo mix di magia, scienza ed emozioni. È dell’amore che si parla, della potenza di questo sentimento che riesce a portarti fuori da te stesso, che ti spinge a esplorare percorsi attraverso i quali rinascere più determinato di prima.

L’equazione che descrive il fenomeno dell’entanglement quantistico, in parole semplici, si può descrivere così: se due particelle microscopiche interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo con una certa modalità, e poi vengono separate, non si possono più descrivere come due particelle distinte, ma in qualche modo “condividono” alcune proprietà. Per questo è anche nota come equzione dell’amore perchè è un po’ quello che accade a due persone che si incontrano e si innamorano: anche se la vita le allontana, continueranno ad avere l’uno qualcosa dell’altra.

viola nocenzi

Musica di Viola Nocenzi, testo di Alessio Pracanica, il videoclip di Entanglement – ispirato all’occhio del Corvo di Game of Thrones – è stato girato tra Milano e i boschi delle colline fiorentine dalla regista Guendalina Vannini. Le immagini, oltre a riportare – attraverso i gesti – ai rituali antichi che abbracciano i quattro elementi aria, acqua, terra e fuoco riprendono l’idea, attraverso le corde a inizio scena, del gioco della matassa, o ripiglino: quello con cui i bambini imparavano a comporre delle figure – la culla, la stella, le candele – e familiarizzavano così con i primi concetti di multidimensionalità.

Il significato del filo di lana viola

Il filo di lana viola è stato intrecciato tra gli alberi per dare questo elemento di connessione fra tutte le cose – dice l’artista – con un colore che rappresenta il misticismo. I lacci sono la volontà di liberarsi da stereotipi mentali che ci condizionano. Anche i movimenti hanno una valenza simbolica: a un certo punto mi porto le mani dietro la testa, come se volessi comunicare allo spettatore che mi voglio liberare. Ciò che succede nel bosco e ciò che faccio io stessa come fossi in un’altra dimensione è speculare. Possiamo pensarci come un ologramma che agisce contemporaneamente su più piani”.

Sei al terzo video dell’album: il linguaggio musicale e quello visivo come si integrano e in cosa differiscono?

In questo video sono intervenuta come parte attiva sia nella sceneggiatura sia nella ripresa, ma sin dall’inizio ho voluto far sì che ogni video raccontasse una sfumatura di me. Le differenze dei tre lavori non rappresentano tanto un’evoluzione quanto caratteristiche già presenti in partenza, mondi diversi fra loro ma contemporanei. Quindi non una progressione da intendersi in senso evoluzionista, ma tutta una serie di matrioske che coesistono. Se dovessi fare un video per ogni canzone avrebbe un taglio diverso perché ogni canzone attinge a un mio mondo, quindi il video non può che seguire quel mondo”.

Viola Nocenzi si muove tra Roma e Como che con il suo lago e le sue atmosfere rarefatte, come lei stessa ci ha raccontato nel presentare il suo album d’esordio, è, per lei,  grande fonte di ispirazione. A Como ha girato anche il video del secondo singolo, “Viola”,  interamente ambientato dentro l’ Hotel Vista Palazzo del Lago di Como

Cosa significa per te cantare e scrivere musica

Vuol dire essere un canale diretto con una dimensione altra. È una ricerca di consapevolezza per entrare in contatto sia con l’universo sia con una parte di me. La tecnica è un mezzo per prendere le note ma il modo con le quali le prendo è fatto di incanto. Ricerco l’incanto, e come proposta porto avanti una profonda ricerca. Una nota la posso prendere in molti modi, ma quando la cerco attraverso uno stato meditativo acquista un valore diverso. Non è solo la tipologia della nota, quindi, ma la caratteristica. Se riesco a trasmettere cosa provo mentre esce, so che quella nota arriverà a chi ascolta”.

La produzione artistica e gli arrangiamenti del disco sono dello zio Gianni Nocenzi, con la collaborazione de Lo Zoo di Berlino e Vittorio Nocenzi, padre di Viola e co-fondatore, insieme al fratello Gianni, del Banco del Mutuo Soccorso. Il disco sta avendo grande apprezzamento di pubblico e critica, a ieri – giorno di uscita del terzo singolo – erano già diciottomila le visualizzazioni del videoclip.

Infiniti spazi / Tra distanza e pace / Soffro gli anni luce / Che ora ci dividono.

Infinito tempo / Dove tutto tace / Sai quanto mi piace / Perdermi