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Traffico illecito di materiali ferrosi in alto lago. 5 persone denunciate

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    Con un’operazione congiunta dei Carabinieri del NOE (Nucleo Ecologico), del Gruppo Tutela Ambientale e del Comando Provinciale di Como, è stato sgominato un traffico illecito di rifiuti ferrosi eseguendo un’ordinanza di misura cautelare a carico di 5 persone emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano su richiesta della locale Procura della Repubblica .A

    Nel corso dei controlli  «sono stati raccolti elementi di reità in ordine alla commissione per un illecito profitto di circa 1,9 milioni euro – spiegano i militari in una nota stampa-, mentre la stima dei rifiuti metallici illecitamente gestiti ammonta a circa 2.700 tonnellate». Inoltre «Nel corso delle indagini sono stati denunciati in stato di libertà ulteriori 7 indagati nonché sono stati sottoposti a sequestro 5 automezzi utilizzati per il trasporto illegale dei rifiuti». 

    Le attività investigative, nate a seguito degli accertamenti svolti dalla Stazione CC Forestale di Carlazzo sul conto di alcuni conferitori di rottami ferrosi operanti nelle province di Como, Lecco e Sondrio, hanno consentito di individuare l’esistenza di una struttura criminale operante attraverso una società a conduzione familiare con impianto sito in Provincia di Lecco, adibito a nodo strategico.
    Polo attorno a cui orbitava «il traffico ed il commercio di ingenti quantitativi di rifiuti ferrosi acquisiti tramite l’operato di vari trasportatori – tra i quali gli odierni indagati in stato di libertà – insieme ad una vasta rete di fornitori i quali, contravvenendo al principio della tracciabilità dei rifiuti, effettuavano un’attività illecita di raccolta al dettaglio e porta a porta e successivo conferimento presso il suddetto impianto benché privi del formulario d’identificazione rifiuti e senza l’obbligatoria iscrizione dei mezzi di trasporto all’albo gestori ambientali».

    «Inoltre – conclude la nota dei Carabinieri -, è emerso come gli appartenenti al gruppo criminale si siano adoperati per tentare di inquinare o sviare l’accertamento dei fatti ad opera dei Carabinieri del NOE  in quanto consapevoli delle condotte illecite tenute nelle modalità di gestione dell’impianto, presso cui conferivano anche soggetti privati non autorizzati, con particolare riferimento alla consapevolezza dell’illecito traffico in violazione della normativa in materia di smaltimento, come dimostrano alcune conversazioni intercettate attraverso le quali gli indagati comunicavano tra loro la presenza dei militari nell’impianto o nelle immediate vicinanze e le strategie attuate per evitare di incorrere in eventuali controlli»

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