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Ecco come si spaccia nei boschi dell’olgiatese: le dosi e via, in sette già in carcere foto

Il video diffuso dai carabinieri di Como: appostamenti durati mesi. Clienti quasi tutti italiani.

Importante operazione contro lo spaccio di droga nei boschi dell’olgiatese da parte dei carabinieri. Ben 13 le ordinanze di custodia cautelare emesse ed eseguite in queste ore dai militari. Qui la loro nota ufficiale, allegato il video con alcune delle riprese: si possono notare le modalità delle cessioni della droga ai clienti da parte del sodalizio criminale smantellato dai militari dopo oltre un anno di indagini.

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Nella mattinata odierna nel comasco, Lurate Caccivio, Bisuschio (VA), San Fiorano (LO), Casale Litta (VA) Messina e Torino, militari della NORM Sezione Operativa della Compagnia di Como, con il supporto in fase esecutiva della varie compagini dell’Arma locale, di personale del Nucleo Carabinieri Cinofili di Casatenovo e con l’ausilio del 2° Nucleo elicotteri CC di Orio al Serio (BG), hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal GIP del Tribunale di Como su richiesta della locale Procura della Repubblica – nei confronti di 13 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti aggravato dall’ingente quantità (artt. 81 comma 2 C.P., art. 73 comma 1 e 80 comma 2 D.P.R. 309/90).

 

  1. L’indagine, condotta dalla Sezione Operativa del N.O.R. della Compagnia Carabinieri di Como, trae origine da attività investigativa iniziata nel corso del mese di gennaio 2020, che mirava alla disarticolazione di una strutturata rete criminale dedita allo spaccio delle sostanze stupefacenti, condotta prevalentemente da soggetti extracomunitari, che avevano destinato, quale luogo di riferimento per gli acquirenti, le zone boschive del Comune di Colverde (CO).
  2. La rete era ben articolata, con un assetto logistico che denota meticolosa volontà di porre in essere l’attività illecita: in particolare i soggetti marocchini, individuati quali responsabili della piazza di spaccio, tenevano in piedi una rete organizzativa efficace e laboriosa. La droga veniva detenuta all’interno dell’area boschiva, protetta dall’attenzione di sentinelle situate ai margini della boscaglia, articolate su due “turni” che coprivano le 24 ore, ove i clienti si fermavano rapidamente in macchina per prelevare la droga, passata direttamente tramite il finestrino. Nell’azione delittuosa venivano supportati da soggetti italiani che in cambio di poche dosi di stupefacente, fornivano sostegno logistico, portando i pasti agli spacciatori e accompagnandoli con le proprie autovetture presso le zone di spaccio.
  3. Nel complesso, l’attività investigativa, ad oggi, ha consentito di:
  1. delineare una rete di soggetti dediti, a vario titolo, allo spaccio di stupefacenti del tipo cocaina, eroina e hashish, individuandoli quali fornitori dei tossicodipendenti delle zone dell’Olgiatese, zone di confine provincia e talvolta di acquirenti provenienti dalla Svizzera;
  2. documentare la rete di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché le modalità di approvvigionamento, riuscendo a quantificare il narcotico ceduto in circa 15Kg di cocaina, attività che ha conosciuto una significativa flessione solo grazie al primo lockdown del 2020;
  3. porre in sequestro circa 1,4 Kg di cocaina, quale provento dell’illecita attività di spaccio, traendo in arresto, nel corso dell’indagine, in flagranza di reato 7 persone.
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  1. L’operazione è stata articolata in due fasi distinte: nella prima, dall’alba e per tutta la giornata con ininterrotte ricerche, sono stati rintracciati ed arrestati sette persone, sei italiani (di cui tre donne) ed un marocchino (che già si trovava nel carcere di Como), nel frattempo spostatisi in varie zone della regione e d’Italia; parallelamente, si è proceduto a ricercare i destinatari di misura senza fissa dimora (cinque marocchini ed un turco) accampati nell’area boschiva ubicata destinata all’illecita attività, come riscontrato durante il periodo d’indagine.
  2. I restanti sei soggetti extracomunitari, allo stato attuale irreperibili sul territorio nazionale, sono attivamente ricercati.
  3. Dal controllo presso l’area boschiva di Colverde, pur non evidenziandosi la presenza di soggetti di interesse operativo, è stato possibile smantellare numerosi bivacchi utilizzati come riparo per lo spaccio.