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Addio a Battiato! Un ricordo del festival di “Re Nudo” all’Alpe del Vicerè

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La vita non finisce è come il sonno ..torneremo ancora e ancora…canta Franco Battiato nella canzone che dà il titolo all’ultimo album della sua lunga discografia. Ascolti la sua voce incrinata dalla malattia  e pensi, anzi sai benissimo, che sarà l’ultima volta che la sentirai in un inedito.

Si è spento a 75 anni, dopo una lunga malattia Franco Battiato. L’artista, è deceduto questa mattina  nella sua residenza di Milo, ai piedi dell’Etna. Era nato a Jonia, in provincia di Catania,  il 23 marzo del 1945. Ma la cronaca è menzoniera in questo caso, l’assenza di tempo e spazio su cui Battiato ha speculato per tanti anni e che ancora nella sua ultima canzone ha ribadito, lo rendono immortale. Se non per l’anagrafe di sicuro per l’arte.

Battiato e Como: un ricordo per pochi, credo. Giugno 1973 Alpe del Vicerè sopra Albavilla c’è il terzo festival di «Re nudo», manifestazione precaria, diventata la prima occupazione a scopo di intrattenimento pop in Italia. Preoccupate per l’ordine pubblico le autorità ritirano infatti il permesso inizialmente concesso e il festival viene quindi ufficialmente annullato, ma gli stessi organizzatori non riescono a impedire a decine di migliaia di persone di arrivare nel luogo del raduno. Dal punto di vista dello spettacolo musicale il festival non ottiene grandi risultati, non ci sono infatti né il palco né l’amplificazione, ma i musicisti presenti suonano ugualmente riunendo attorno a sé dei piccoli gruppi e trasformando l’evento in una sorta di performance diffusa disponibile e che durerà fino all’ultimo giorno, quando proprio Franco Battiato metterà a disposizione il suo impianto e verrà allestito un piccolo palco. A quei tempi Battiato sperimentava sonorità ai margini della musica pop, affascinato da Stockhausen aveva pubblicato gli album “Fetus”, “Pollution” “Sulle corde di Aries” che oggi sono oggetto del desiderio per i collezionisti.

 

Dopo quella volta all’Alpe del Vicerè,  Franco Battiato è toranto altre volte dalle nostre parti. Nel pieno del successo di “La voce del padrone”, fece cantare a squarcigola “bandiera bianca” e “centro di gravità permanente” a tutta la Piazza d’Armi di Muggiò che ospitava la Festa dell’Unità. Negli anni ’90 per  l’Autunno Musicale, poi al Teatro Sociale con il “Giovane quartetto italiano” e di nuovo nel 2013 sempre sul palco del teatro cittadino nel tour “del tappeto” durante il quale Battiato cantava seduto su un tappeto pesiano accompagnato da una band di tutto rispetto. In entrambi i casi il Sociale gli tributò il sold out.

franco battiato

Battiato ha spaziato tra una grande quantità di generi, dalla musica pop a quella colta, toccando momenti di avanguardia e raggiungendo una grande popolarità all’inizio degli anni ’80 c0n un filotto di album che raggiungono i primi posti delle classifiche. Battiato era un artista completo, non solo un raffinato poeta, ma anche un filosofo affascinato dal pensiero orientale, uno scrittore, regista cinematografico e segnando anche una brevissima esperienza (non retribuita) come assessore alla Regione Sicilia. Risalgono a oltre 50 anni fa le sue prime esperienze musicali a Milano, dove firmò il primo contratto discografico. Lungo questi decenni Franco Battiato ha costruito un percorso davvero unico nel panorama italiano camminando da ironico, libero pensatore, praticando, quando necessario, l’arte della provocazione e dell’impegno sociale. Pur stando lontano da atteggiamenti militanti, non ha mai nascosto le sue simpatie per la Sinistra e ha firmato uno dei più intensi ritratti del degrado del nostro Paese con “Povera patria”.

Una patria che oggi si stringe addolorata intorno al grande musicista scomparso, ma la cui eredità artistica continerà a salvarci da ogni malinconia.

Lorenzo Canali

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