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Como all’epoca delle monete d’oro. Presentato il documentario di Paolo Lipari

A Como, la dimensione sotterranea era improvvisamente diventata protagonista di tutto, anche dei dialoghi al bar. Prima di allora chissà cosa c’è sotto? se lo chiedevano i pensionati fermi a guardare i lavori dentro i tombini. O, in senso metaforico, i cittadini sospettosi nei confronti della classe dirigente. All’improvviso, da alcune settimane, era diventata una questione condivisa, forte, pressante. L’asfalto aveva perso la sua inviolabile durezza”. (da: Tesoro mio, Paolo Lipari, edtore New Press).

Generico maggio 2021

 

Una storia, quella del ritrovamento del tesoro di Como, cominciata il 5 settembre 2018, quando i lavori di scavo per la costruzione di un nuovo stabile in Via Diaz avevano portato alla luce un recipiente di forma insolita in pietra ollare con mille monete d’oro, insieme ad alcuni oggetti in oro: una barretta, tre orecchini e tre anelli con castone. Dopo essere state esaminate risultò che le monete furono coniate in un periodo storico che non supera il 474 d.C.

Il ritrovamento, avvenuto precisamente nell’area dell’ex Cinema Centrale (già Cinema Odeon e, ancora prima, Teatro Cressoni), aveva provocato grande scalpore e interesse: ne avevano parlato gli abitanti, la cronaca, e il regista e scrittore comasco Paolo Lipari ne aveva tratto anche un libro, da cui sono prese queste notizie.

A distanza di tre anni è lo stesso Paolo Lipari che, in collaborazione con il Comune di Como e l’Associazione Culturale Sguardi, ha realizzato il documentario L’ultimo bagliore di un impero che, presentato in anteprima alla stampa questa mattina alla Biblioteca Paolo Borsellino di Como – presso la quale si potrà visitare la mostra dedicata – sarà tramesso alle ore 18.00 sempre di oggi, mercoledì 12 maggio, sul canale Youtube del Comune di Como.

Si tratterà di un viaggio per scoprire che aspetto aveva la città lariana all’epoca in cui le monete vennero nascoste, ma non solo. Attraverso il linguaggio dinamico e coinvolgente affidato agli attori Arianna Pollini e Marco Continanza e le animazioni digitali ideate e realizzate dagli studenti dell’ITIS Setificio Paolo Carcano di Como, il documentario si propone di stimolare la curiosità e portare l’attenzione verso una materia così ricca di spunti.

presentazione documentario lipari

Ognuno di noi doveva scegliere dei temi – mi raccontano i ragazzi della classe 5G4, Angelo Pini, Erwin Hidalgo, Emanuela Zanoncelli e Sara Clerici poco prima della proiezione di questa mattina, in anteprima presso la Biblioteca Paolo Borsellino di Como – fra quello delle invasioni barbariche, la città di Como, gli stili di vita, le terme, piuttosto che la figura della maga, la religione e la peste; è iniziato tutto con una lezione di archeologia, dove ci era stata data una panoramica dell’epoca. Una volta decisi i temi ognuno di noi ha scelto quello che lo ispirava di più. Abbiamo cominciato a disegnare partendo da una fase di sketching in cui abbiamo raccolto le nostre idee facendo una prima selezione con la supervisione dei nostri professori. Poi abbiamo realizzato il tutto tramite programmi esterni al pc. L’animazione è di stile occidentale ma, non essendo esperti in questo campo, ognuno di noi ha messo il proprio stile nel disegno e, proprio per questo, il lavoro è risultato molto vario e personalizzato. Questi procedimenti si possono vedere molto bene nella mostra allestita qui in biblioteca”.

Il documentario si avvale infatti dell’importante consulenza dell’archeologa Isabella Nobile, così come della collaborazione dei ragazzi delle classi 5G4, 5G1 e 3G2, assistiti dai loro docenti coordinati da Elisabetta Casartelli.

La colonna sonora, curata del pianista Alessandro Martire, diventa parte integrante della narrazione storica, epica, paesaggistica, in un percorso che avvolge e porta lo spettatore indietro e avanti nel tempo.

Un modo per fare rete, coinvolgere i cittadini e stimolarne la curiosità, rinnovare il legame con una città provata, stanca ma non piegata, e interpretare così il desiderio di reagire che la anima nel profondo. Un modo per dire che Como, oggi come allora, c’è.

Sabrina Sigon