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Dante: terzine from…Estonia. E’ un poeta la miglior guida per Dante

Dante avrebbe potuto scegliere come sua guida uno scienziato, un papa, un politico dei suoi tempi, qualcuno abituato a guidare gli altri nelle peripezie dell’esistenza. Invece, per il suo viaggio dall’Inferno al Paradiso, Dante ha scelto un poeta: Virgilio. È questo l’aspetto della Divina Commedia che più colpisce Jüri Talvet, in passato professore di Letterature comparate all’Università di Tartu, in Estonia, nonché traduttore. Il suo studio è rivolto al dialogo interculturale e interdisciplinare, in particolare per quanto riguarda le connessioni tra la filosofia, l’arte e la letteratura dei vari Paesi del mondo. Ma, come si evince dal suo lavoro accademico, ogni forma di cultura e ogni nazione conservano le proprie peculiarità. Sugli schermi de La Casa della Poesia di Como, Jüri Talvet compare circondato dai libri e proprio tra le pagine che riempiono lo schermo si immerge nella lettura delle sue terzine preferite.

CANTO III, INFERNO (1-9)

“Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente.

 

Giustizia mosse il mio alto fattore:

fecemi la divina podestate,

la somma sapienza e ’l primo amore.

 

Dinanzi a me non fuor cose create

se non etterne, e io etterno duro.

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate”.

Con questi versi Talvet prende parte al progetto “Dante: terzine from the world”, organizzato da La casa della poesia di Como per festeggiare i 700 anni dalla morte del poeta fiorentino. In estone, le parole che Dante sceglie per descrivere il suo arrivo alle soglie dell’Inferno hanno un suono capace di ricordarci il profondo dolore e lo sgomento che attendono il poeta-viaggiatore in questa tappa del suo viaggio. Queste terzine sono tra le preferite di Talvet proprio per l’eterna verità che sanno custodire al loro interno: nessuno degli uomini è libero dal peccato. Una drammatica consapevolezza che però, invece che stroncare fin dall’inizio il viaggio, spinge Dante a proseguire oltre, pronto a sorprendersi e a sorprendere il lettore.

Anche ascoltare queste terzine dantesche nella lingua di Jüri Talvet è una sorpresa per l’ascoltatore italiano ma in realtà il connubio tra l’Italia e l’Estonia intorno alla Commedia è di lunga data. In estone esiste infatti una ricca traduzione della Divina Commedia a cura di Harald Rajamets, che alla traduzione delle terzine dantesche ha dedicato la sua intera vita. L’opera è accompagnata dal commento di Ülar Ploom, ricercatore di letteratura e traduzione presso l’Università di Tallinn, con particolare focus sulle opere letterarie del Medioevo e del Rinascimento italiani. Oltre a Dante, si è occupato infatti di Petrarca, Moravia, Bassani, Calvino ed Eco: una dimostrazione vivente di quanto la letteratura sappia viaggiare lontano. Per leggere il commento completo di Jüri Talvet alle terzine dantesche potete visitare il sito www.lacasadellapoesiadicomo.com.

Martina Toppi