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Cantù chiude a testa alta, Bucchi saluta i tifosi:”La loro amarezza è anche la mia” foto

Il commento del tecnico brianzolo dopo l'ultima gara della stagione. Gaines top-scorer.

L’Acqua S.Bernardo archivia la stagione 2020-’21 di LBA con una vittoria. Al “PalaBancoDesio”, la compagine allenata da coach Bucchi coglie un successo contro la più quotata Dinamo Sassari, sconfitta 106 a 101. Top scorer dell’incontro uno scatenato Gaines, a referto con 43 punti in 33’, per 46 di valutazione. Finisce così la difficile stagione della Pallacanestro Cantù, di fatto retrocessa in A2. Ma il presidente della Federazione, Petrucci, ha già fatto sapere che la società brianzola sarà la prima delle ripescate in caso di mancata iscrizione di qualche club. Nel frattempo, comunque, i brianzoli devono ragionare come se ripartissero dalla serie A2. Tenendo aperta, per ora, la porta di un ripescaggio che sarebbe acolta con grande passione da tifosi ed ambiente canturino.

 

Di seguito la sala stampa dei due allenatori:

 

COACH EDOARDO CASALONE, SASSARI

«I miei più sinceri complimenti a Cantù e a Bucchi per la partita. Non era facile per loro, senza alcuna posta in palio, quindi complimenti e in bocca al lupo per quello che succederà. Quanto a noi: abbiamo disputato una gara scarsa in difesa, non al massimo della forma. Volevamo guadagnarci Gara 1 di playoff in casa ma con questa partita non ce la siamo meritata. Dobbiamo pensare a cosa abbiamo sbagliato e cosa, invece, non abbiamo fatto. Ora non ci resta che ricaricare le pile. Avevamo la chance di giocarci il quarto posto ma Cantù ha tirato da tre con ottime percentuali e preso tantissimi rimbalzi offensivi. Andiamo a Venezia sperando di ritrovare i giocatori assenti perché da adesso inizia la battaglia. Andremo a Venezia a fare le solite partite da Dinamo» ha concluso Casalone.

 

COACH PIERO BUCCHI, CANTÙ

«Si può parlare di tutto: di demeriti e di sconfitte, ma questa vittoria dimostra che il gruppo ha sempre provato a lottare nel corso dell’anno. Si chiude una stagione dura e impensabile. Alcuni fattori esterni hanno inevitabilmente influenzato i risultati. Il covid ha colpito in maniera differente nei modi e nei tempi. E il “quando” è stata la variabile decisiva: alcune società sono state più fortunate, mentre altre hanno pagato un caro prezzo. Credo che Cantù, affrontando due volte questo “tsunami”, abbia subito un danno notevole, e chi l’ha vissuta dal dentro può capire realmente questa doppia batosta. Non sono soltanto le due volte ma sono anche i momenti in cui ci ha colpito il covid ad aver fatto la differenza. So già che qualcuno penserà che sono solito a ripetermi o forse ritiene che queste siano tutte scuse, ma no. Non sono scuse. Sono parole dettate dalla grande rabbia e dalla frustrazione di non aver avuto modo di gestire l’ultima parte della stagione come avrei e come avremmo voluto fare. Dopo la vittoria con Cremona ero sicuro della salvezza. Soprattutto per come stavamo lavorando in palestra. Rivolgo un saluto ai tifosi. Capisco la loro amarezza ma garantisco che è anche la mia”.