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Fatturazione elettronica e nota di credito: quando emetterla e quando non farlo

Che voi siate il proprietario di un’azienda o un libero professionista, negli ultimi mesi e anni avrete iniziato a fare l’abitudine con una nuova terminologia: la fatturazione elettronica.

Con questo nuovo ingresso tra le fila amministrative finisce l’era dei file word, excel o documenti sparsi in giro per i vostri uffici. Tutto viene condensato nelle macchine, nei computer e nei server dell’agenzia delle entrate che conserveranno per sempre traccia di ogni fattura emessa sul suolo italiano.

O quasi tutte.

Infatti esistono categorie specifiche di contribuenti che non sono obbligati alla fatturazione elettronica, una fra tutte i titolari di partita iva in regime forfettario.

In questo articolo però ci concentriamo su un particolare tipo di fattura, stiamo parlando della nota di credito. Scoprendo come un sistema di gestione quale quello di https://fatturapro.click/ vi permette di velocizzare e migliorare il vostro lavoro.

Fatturazione elettronica: cos’è la nota di credito

 

La nota di credito è un particolare documento amministrativo che serve a correggere gli errori che spesso possono capitare durante il processo di fatturazione. Inoltre la nota di credito può essere utilizzata per concedere sconti o altre operazioni simili ad alcuni clienti in particolare.

Formalmente la nota di credito è, a tutti gli effetti, una fattura.

A rimarcare ciò è la presenza per legge di tutti i riferimenti che vengono utilizzati in una comune fattura anche sulla nota di credito. Questi sono:

  • Dati completi di partita iva del cedente
  • Dati completi di partiva iva del cessionario
  • Numero del documento
  • Data del documento
  • Descrizione dei beni o servizi erogati nella transazione
  • Prezzi
  • Importi
  • Iva

Dunque come facilmente intuibile questo documento non è dissimile da una fattura, ma cambia solo perché è una nota che fa riferimento ad un documento già emesso in precedenza.

Una fattura però può differire di prezzo sia in aumento che in diminuzione, in questo caso è bene distinguere tra nota di credito e nota di debito.

Fatturazione elettronica: nota di credito e nota di debito

 

Queste due denominazioni sono le due facce della stessa medaglia. Infatti entrambe sono due note che vengono emesse in riferimento ad una fattura errata o comunque da variare.

Nel caso di una variazione in diminuzione del prezzo indicato nella fattura emessa, sarà necessario compilare una nota di credito, in quanto noi dobbiamo un credito al nostro cliente.

Nel caso di una variazione in aumento del prezzo indicato nella fattura emessa, sarà necessario preparare una nota di debito, in quanto saremo noi quelli a cui spetterà qualcosa in più rispetto a quanto indicato precedentemente.

La nota di credito può raggiungere l’estremo, ovvero essere emessa non per modificare una fattura, ma per annullarla completamente. Per farlo, come facilmente intuibile dal nostro discorso in precedenza, basterà emettere una nota identica alla fattura ma con l’importo del segno opposto.

Questa tipologia di operazione sono tutti facilmente eseguibili con un software gestionale che in pochi click ti permette di emettere fatture o note di credito, in aumento, in diminuzione o anche per annullare.

Nota di credito: i limiti temporali

 

Dedichiamo infine un ultimo approfondimento ai limiti temporali per l’emissione di una nota di credito. Ci sono? Quali sono? Vediamo insieme.

La risposta alla domanda in merito all’esistenza di limiti temporali è: dipende. Come spesso accade infatti dipende da alcuni fattori.

Sussistono dei limiti temporali qualora sia necessario il recupero dell’IVA. In questo frangente, la nota di credito deve necessariamente essere emessa entro un anno dall’effettiva operazione originale a cui si riferisce. In altre parole la nota di credito non può essere emessa un anno dopo l’emissione della fattura a cui fa riferimento.

Per poterla emettere occorrerà avere un accordo tra le parti.

Qualora invece la variazione della base imponibile non dipenda dalle parti in gioco, la legge prevede di recuperare l’IVA in base all’articolo 26 del DPR 633 del 1972. Esempi classici sono i contratti nulli o fatture insolute.

Tutta questa parte delicata della fatturazione elettronica tipicamente viene gestita da uffici preposti, ma se volete risparmiare tempo e denaro potete pensare di affidarvi ad un software gestionale. Un gestionale di questo tipo consente infatti di amministrare, senza problemi, ogni aspetto della vostra vita quotidiana d’ufficio: emissione fatture, note di credito, note di debito, anagrafiche clienti e così via.