Quantcast

AstraZeneca o Pfizer: quali sono le indicazioni seguite per la somministrazione dei vaccini foto

A chi vanno e con quali condizioni. E cosa succede se qualcuno si rifiuta. Il dettaglio-

In riferimento ai vaccini somministrati nei Centri Vaccinali, Asst Lariana, sulla base delle indicazioni ministeriali e regionali, ricorda che il vaccino a vettore virale Vaxzevria (precedentemente denominato Covid-19 Vaccine AstraZeneca) è quello offerto di routine ai soggetti di età uguale o superiore a 60 anni ad eccezione dei casi rientranti nelle categorie degli estremamente vulnerabili e disabili gravi (e descritti nelle tabelle 1 e 2 delle Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19). A queste categorie è appropriato offrire un vaccino amRNA (allo stato attuale i vaccini Comirnaty e Moderna).

 

I vaccini a mRNA sono altresì offerti a tutti i soggetti di età compresa tra 16 e 59 anni (per Comirnaty) e tra 18 e 59 anni (per Moderna). Nel rispetto del principio di appropriatezza d’uso e al fine di preservare il vaccino mRNA per i soggetti ad elevata fragilità e under 60, nelle fasce di età e condizione clinica in cui è raccomandato il vaccino Vaxzevria, non è previsto che il vaccinando possa scegliere di ricevere un vaccino diverso. Gli operatori dei Centri vaccinali hanno l’obbligo e il dovere di fornire informazioni scientificamente corrette, consapevoli che, anche per questa tipologia di vaccino, il rapporto rischio beneficio è a favore del beneficio e lo è sempre più al crescere dell’età del soggetto.

Eventuali rifiuti al vaccino Vaxzevria potranno essere gestiti e riprogrammati solo al termine della campagna vaccinale, secondo le disponibilità di vaccini ed ulteriori eventuali aggiornamenti tecnici sul loro utilizzo.

 

E’ bene ricordare che le indicazioni d’uso dei vaccini (così come per tutti i medicinali) sono di competenza delle Autorità Regolatorie (EMA, AIFA), e anche l’utilizzo nelle diverse fasce di età e per sottogruppi di popolazione, e sono costantemente rivalutate (in base alle informazioni che si rendono disponibili durante la somministrazione) in modo da garantire che il rapporto beneficio/rischio sia sempre positivo. In particolare, il terzo Report sulla farmacovigilanza sui vaccini di AIFA, presenta un quadro aggiornato delle reazioni segnalate ai diversi vaccini (comunicato stampa di AIFA consultabile sul sito).

 

Per quanto riguarda la segnalazione di sospette reazioni avverse, la normativa consente a tutti gli operatori sanitari e ai cittadini di segnalare le sospette reazioni avverse a farmaci o vaccini. Il cittadino può rivolgersi al medico di famiglia o ospedaliero, al Centro Vaccinale, al farmacista di fiducia o alla Ats di appartenenza. La segnalazione può essere effettuata anche compilando la scheda pubblicata sul sito di AIFA (sono previste due schede distinte per Operatore Sanitario e Cittadino) ed inviandola poi al Responsabile Locale di Farmacovigilanza (RLFV) della propria struttura di appartenenza via e-mail o fax (per i cittadini è l’Ats territorialmente competente e quindi per noi Ats Insubria). E’ possibile, infine, presentare la segnalazione  direttamente online attraverso l’applicativo VigiFarmaco seguendo la procedura guidata.

 

 

Al link https://www.aifa.gov.it/farmacovigilanza-vaccini-covid-19 di AIFA sono disponibili le informazioni più rilevanti sulle attività di farmacovigilanza sui vaccini anti COVID-19, in particolare:

  • report mensili sui risultati dell’attività di farmacovigilanza sui vaccini (cui collabora anche il Centro regionale di Farmacovigilanza della Lombardia);
  • una serie di grafici interattivi, filtrabili per tipologia di vaccino, relativi al tasso di segnalazione (=numero di segnalazioni che si osservano ogni 100.000 dosi somministrate)
  • link a una serie di domande e risposte frequenti (FAQ) sulla farmacovigilanza per chiarire dubbi e incertezze sul tema
  • focus su “come segnalare una sospetta reazione avversa” e Sezione “modulistica con le Schede di segnalazione”.