Quantcast

La metafisica da Aristotele ad oggi: due giorni di simposio all’Università dell’Insubria

Più informazioni su

 

Due giorni intensi per parlare di metafisica, ritagliarsi un tempo per la mente e trattare di temi che vanno oltre la natura, come indica l’etimologia stessa della parola. L’invito arriva dall’Università dell’Insubria, e in particolare dal Centro Internazionale Insubrico, con un convegno nazionale che si intitola «Dalla critica della metafisica alla metafisica critica?» e si tiene giovedì 15 e venerdì 16 aprile. In modalità webinar, organizzato in collaborazione con lo storico «Giornale di metafisica», è aperto agli studenti, alle scuole e al pubblico interessato.

università dell'insubria aristotele

Spiega Fabio Minazzi, direttore scientifico del Centro Insubrico, nonché professore ordinario di Filosofia della scienza, da sempre impegnato nella divulgazione delle sue materie e nella formazione nelle scuole: «L’interrogativo del convegno accenna proprio a tutte le differenti valenze con cui ci si è riferiti storicamente alla metafisica, presentandola ora come l’oggetto privilegiato di un atteggiamento eminentemente critico, volto appunto al suo definitivo superamento, oppure capace, invece, di scorgere una modalità specifica, in virtù della quale si scopre come la componente metafisica sia irrinunciabile per ogni programma di ricerca, anche per quelli di natura squisitamente scientifica».

Quindi la metafisica non è morta? «Se per metafisica si intende una conoscenza assoluta e definitiva del reale – risponde Minazzi – questa conoscenza si colloca senz’altro al di là dell’orizzonte umano. Ma se, invece, si intende l’architettura del pensiero, ovvero le modalità specifiche con cui qualunque riflessione e qualunque programma di ricerca deve strutturarsi, allora la metafisica, in questa accezione critica, svolge ancora un ruolo imprescindibile entro tutte le più diverse attività umane, anche quella scientifica».

Alle due giornate partecipano molti e qualificati studiosi che difendono diverse e contrastanti immagini della metafisica, talora anche apertamente conflittuali, offrendo una occasione preziosa per riflettere sulle differenti tradizioni di pensiero che hanno caratterizzato la storia occidentale. I relatori sono ospiti al Collegio Cattaneo di Varese, nel rispetto delle norme anti Covid, mentre il pubblico si collega da remoto. In apertura, il 15 aprile alle ore 9, tra i saluti delle autorità anche il rettore dell’Insubria Angelo Tagliabue, il sindaco di Varese Davide Galimberti e Giuseppe Carcano, direttore dell’Ufficio scolastico territoriale.

L’avvio dei lavori scientifici alle 10, con una lectio magistralis del grande filosofo Carlo Sini, Accademico dei Lincei, che offre un exursus sul ruolo e la funzione che la metafisica ha avuto dal pensiero greco di Platone e Aristotele fino alla riflessione del Novecento e a quella contemporanea.

Intervengono poi docenti di differenti impostazioni, come Giuseppina Strumiello dell’Università di Bari, Mauro Visentin dell’Università di Sassari, Marco Buzzoni dell’Università di Macerata, Rossella Fabbrichesi della Statale di Milano e stesso Fabio Minazzi, che affronta un aspetto squisitamente epistemologico. Marina Lazzari, storica collaboratrice del Centro varesino, illustra la fisionomia di un pensatore come Italo Bertoni, che fu uno degli storici collaboratori del Giornale di metafisica, fondato nel 1946, il cui archivio è attualmente conservato e studiato nel Centro Internazionale Insubrico.

Il simposio termina venerdì pomeriggio con una discussione collettiva, coordinata da Giuseppe Nicolaci e Leonardo Samonà dell’Università di Palermo, a cui partecipano tutti i relatori insieme al pubblico, numeroso, che si è già prenotato per seguire questa iniziativa.

La partecipazione è libera e gratuita ma è richiesta l’iscrizione, con una mail a: sbarile@uninsubria.it

Più informazioni su