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Villa Dozzio di Tavernola nell’eredità da centinaia di milioni contesa tra fratelli foto

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Villa Dozzio è tra le più appariscenti del lago di Como; sarà per quel color rosa antico o per la sua posizione unica su una punta che si protende nel lago a Tavernola tanto da renderla visibile dal primo e dal secondo bacino del Lario. Una dimora costruita dall’architetto Clericetti su incarico di Bianca Gabrini moglie di Rocco Bignami, nel 1852 poi passata alla famiglia Dozzio e ora al centro, con altre proprietà, di una enorme eredità che ha generato una disputa tra fratelli per un tesoretto di 21 milioni di euro rientrato dalla Svizzera tramite scudo fiscale.

Terreni a perdita d’occhio con sopra molte aziende agricole; immobili di grande valore, come l’intero palazzo che collega via Monte Napoleone e via Bigli, icona del Quadrilatero della moda di Milano, alcune altre ville oltre alla citata Dozzio, un’imponente tenuta a Belgioioso, in provincia di Pavia: il patrimonio della famiglia Dozzio Cagnoni è enorme eppure uno dei tre eredi è stato condannato ad un anno di carcere (pena sospesa) per essersi appropriato di una parte, «appena» sette milioni, un’inezia rispetto ad una fortuna stimabile in centinaia di milioni.

Per ricostruire i contorni di questa dynasty familiare in salsa pavese bisogna risalire agli anni ’90, quando Ugo Dozzio e le sorelle Elisabetta ed Elena, concludono, alla morte del padre, un accordo per dividersi lo sterminato patrimonio di famiglia. La spartizione sembra mettere tutti d’accordo, ma resta fuori proprio il tesoretto da 21 milioni che Ugo Dozzio ha messo in un banca svizzera e ha fatto rientrare solo nel 2009 con lo scudo fiscale. «mi spetta un terzo» La sorella reclama il suo terzo perché, questo è il suo ragionamento, anche quei soldi sono stati lasciati dal loro papà. Ma il fratello dà un’altra versione: quel gruzzolo è frutto di investimenti personali.

E così Ugo Dozzio e la sorella Elisabetta (l’altra sorella, Elena, ha rinunciato alla sua parte) passano alle vie legali con Elisabetta che accusa il fratello di appropriazione indebita e di accesso abusivo al sistema informatico dell’Agenzia delle Entrate (avrebbe scaricato senza autorizzazione le dichiarazioni dei redditi della sorella).

La condanna a Ugo Dozzio in primo grado non mette perà fine alla disputa, che prosegue serrata anche di fronte alla giustizia civile. Qui l’argomento è la donazione per un valore decine di milioni di euro disposta da Elena (che allora non aveva figli) a favore della sorella Elisabetta (che invece ne ha tre) tra il 2011 e il 2013. Nel 2017, però, Elena decise di adottare il figlio del fratello Ugo che era adulto e sposato. Si rivolse alla magistratura per ottenere, proprio in virtù di quella adozione, la revoca della donazione che aveva fatto a favore della sorella per «sopravvenuti doveri di mantenimento». In primo grado, però, il giudice Caterina Canu ha ritenuto valida la donazione stessa e respinto l’istanza di revoca. La controparte ha fatto ricorso in appello e il 15 giugno ci sarà la discussione.

Le cause si intrecciano in una matassa inestricabile perchè, su un altro fronte, in Corte d’appello giace il procedimento che riguarda la tenuta agricola di Belgioioso del valore di diversi milioni, che Ugo Dozzio Cagnoni, rappresentato dall’avvocato Roberta Beretta, ritiene essere di sua esclusiva propietà per  usucapione.

E in mezzo a tutte queste carte bollate, avvocati e processi, la bella Villa Dozio di Tavernola continua a farsi ammirare nel suo parco lambito dal torrente Breggia.

villa dozzio

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